donald trump

TRUMP SÌ O TRUMP NO? – I DEMOCRATICI STAPPEREBBERO LA BOTTIGLIA BUONA DI CHAMPAGNE, SE FOSSE LUI IL CANDIDATO DEI REPUBBLICANI ALLA PRESIDENZA NEL 2024. E I REPUBBLICANI? IL 60-65% NON LO VUOLE, E L’ESTABLISHMENT LO HA ABBANDONATO A FAVORE DI RON DE SANTIS. MA I VERI GUAI PER “THE DONALD” POTREBBERO ARRIVARE NON TANTO DAGLI AVVERSARI POLITICI, MA DALLA GIUSTIZIA: NON A CASO, HA SUBITO TUONATO CONTRO IL SUPER PROCURATORE JACK SMITH, CHE INDAGHERÀ SU DI LUI – L’UNICA COSA CERTA, È CHE LA FINE DI TRUMP NON COINCIDERÀ CON LA FINE DEL TRUMPISMO…

1 - DAGONOTA

DONALD TRUMP

Trump sì o Trump no? I democratici americani, se il tycoon fosse il candidato repubblicano per il 2024, stapperebbero la bottiglia buona di champagne: per loro, come già visto nelle midterm, dove in candidati trumpiani sono stati spazzati via, sarebbe facile fare una campagna tutta basata all'attacco contro il nemico pubblico numero uno della democrazia americana, isolato e spernacchiato da tutti.

 

E i repubblicani che dicono? Trump ha bruciato tutti sul tempo, ma si attende che gli altri candidati alle primarie escano allo scoperto. “The Donald” è stato abbandonato dall’establishment repubblicano, ma non ancora, o meglio, non del tutto, dal suo elettorato.

 

trump biden

È vero che il 60-65% dei repubblicani non lo vuole come candidato presidente, fomentato anche dall’establishment conservatore (due esempi su tutti, Rupert Murdoch e Stephen Schwarzman, fondatore del fondo Blackstone).

 

Ma è anche vero che Trumpone ha una sua “fanbase” molto nutrita e molto fedele, e che la narrazione dell’underdog (cit. Meloni) solo contro tutti ha già funzionato nel 2016.

 

La differenza principale rispetto a quella campagna vittoriosa, però, è che questa volta McDonald potrebbe trovarsi di fronte uno sfidante davvero competitivo: il governatore della Florida Ron DeSantis, volto nuovo (e buono?) del trumpismo.

 

donald trump con casey e ron desantis

Perché se c’è una cosa certa, come scrive Mattia Ferraresi su “Domani”, è che la fine di Trump “non coincide con la fine del trumpismo. L’ex presidente ha cambiato il codice genetico del partito e il frontman che verrà darà un nuovo volto ai repubblicani ma suonerà sullo stesso spartito politico.

 

DeSantis, Mike Pompeo e Glenn Youngkin, per citare tre fra i più accreditati per ottenere la candidatura, sanno che Trump può essere battuto soltanto con le armi del trumpismo.

 

jack smith 6

Si tratterà giusto di sostituire la delirante irrazionalità narcisistica ed eversiva della sua personalità, che è venuta a noia anche agli elettori più convinti, con una proposta politica vagamente intelligibile”.

 

L’ostacolo più pericoloso per Trump però non è Ron DeSantis, né Biden, ma Jack Smith, il super procuratore incaricato dall’Attorney General, Merrick Garland, di indagare sui documenti trafugati da “The Donald” alla Casa Bianca, e anche sul suo presunto coinvolgimento nell’assalto a Capitol Hill, del 6 gennaio 2021.

 

elenco dei documenti ritrovati a mar a lago

L’annuncio dell’incarico, arrivato pochi giorni dopo quello della ricandidatura di Trump, ha fatto infuriare l‘ex inquilino della Casa Bianca, che ha tuonato: “Un tremendo e orrendo abuso di potere, l'ultimo di un lungo esempio di caccie alle streghe che è cominciata molto tempo fa”. Una reazione così infuocata può voler dire una cosa sola: “The Donald” ha paura, e fa bene.

 

 

2 - A CONTI FATTI, LO SCONFITTO TRUMP HA VINTO

Mattia Ferraresi per “Domani”

 

DONALD E MELANIA TRUMP

La storia di Donald Trump ci ha insegnato che predire la sua fine è un esercizio imprudente.

 

L’ex presidente ha resisto a due impeachment, si è scrollato di dosso una moltitudine di scandali incrociati e ha sbaragliato avversari che sembravano attrezzati per disarcionarlo. Soprattutto, è sempre riuscito a sopravvivere al suo nemico peggiore, sé stesso.

 

La differenza, questa volta, è nel deserto che si è creato intorno a lui. Le elezioni di midterm – deludenti per i repubblicani, devastanti per i candidati trumpiani e i negazionisti dei risultati elettorali – ha trasformato l’annuncio del suo rilancio per le presidenziali del 2024 in una cerimonia funebre.

 

trump murdoch

Fox News, fedelissima nel trasmettere integralmente tutte le liturgie del trumpismo, ha tagliato il suo annuncio a Mar-a-Lago e anche gli altri megafoni dell’impero di Murdoch si sono rivolti altrove.

 

Per il Wall Street Journal è ora che Trump ceda il passo a candidati più giovani, il New York Post sfotte il «pensionato golfista» che ha annunciato la sua candidatura e fa il tifo per il governatore della Florida, Ron DeSantis, che tra i conservatori è il vero vincitore di questa tornata.

 

IL MEME DI ELON MUSK DOPO LA RIAMMISSIONE SU TWITTER DI DONALD TRUMP

Gli irriducibili lealisti sono scomparsi o in severo imbarazzo. Sean Hannity, l’ultimo dei suoi pretoriani televisivi, accoglie con un benvenuto a mezza voce la sua nuova corsa, Ivanka e Jared Kushner si sfilano da ogni possibile futuro in politica, diversi invitati nella tenuta trumpiana hanno perfino tentato di lasciare la sala prima della fine del discorso, come fanno certi tifosi quando la partita è chiaramente persa, ma sono stati trattenuti con garbata fermezza dagli uomini della sicurezza.

 

La scena di una fine che questa volta appare inevitabile non coincide però con la fine del trumpismo. Tutto sommato, Trump ha compiuto con successo la sua missione storica: ha rottamato il vecchio partito liberista e internazionalista di Reagan e Bush, rimpiazzandolo con confuse forme di brutale nazionalismo protezionista e isolazionista in sintonia con il risentimento dell’“uomo dimenticato” che domina questi tempi.

 

DONALD TRUMP CHIEDE ALL FBI DI RESTITUIRGLI I DOCUMENTI SEQUESTRATI A MAR-A-LAGO

Joe Biden ha detto che il mandato di Trump è stato «un’aberrazione», ma la definizione non tiene conto del fatto che l’ex presidente ha cambiato il codice genetico del partito e il frontman che verrà darà un nuovo volto ai repubblicani ma suonerà sullo stesso spartito politico.

 

In questo senso, la presidenza di Trump è stata un evento trasformativo, non un interregno. DeSantis, Mike Pompeo e Glenn Youngkin, per citare tre fra i più accreditati per ottenere la candidatura, sanno che Trump può essere battuto soltanto con le armi del trumpismo.

 

sostenitori trump mar a lago candidatura 2024

Si tratterà giusto di sostituire la delirante irrazionalità narcisistica ed eversiva della sua personalità, che è venuta a noia anche agli elettori più convinti, con una proposta politica vagamente intelligibile. A conti fatti, Trump ha vinto. 

jack smith 5documenti trovati a mar a lago Ron DeSantis donald trump floridadonald trump lancio candidatura 2024 2donald trump e ruper murdochSTOP THE INSANITY - IL NEW YORK POST DI MURDOCH ABBANDONA TRUMPdocumenti trovati a mar a lagomar a lagomar a lago trump 13mar a lago trump9trump e xi a mar-a-lagodonald trump con tiffany e suo maritosostenitori trump mar a lago candidatura 2024 2

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)