ursula von der leyen giorgia meloni olaf scholz emmanuel macron

URSULA ENTRA PAPA ED ESCE CARDINALE? – TRA QUALCHE ORA A BRUXELLES I 27 CAPI DI STATO E DI GOVERNO DELL’UE DOVRANNO DECIDERE CHE FARE CON LA VON DER LEYEN: LA MELONI È DISPOSTA A VOTARE LA CONFERMA DELLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, IN CAMBIO DI UNA VICEPRESIDENZA O A UN COMMISSARIO “DI PESO”. MA SCHOLZ E MACRON HANNO MESSO ALL’ANGOLO LA DUCETTA: LORO HANNO FRETTA DI CHIUDERE, LEI PRENDE TEMPO E VORREBBE RIMANDARE LA DECISIONE DOPO LE ELEZIONI IN FRANCIA, PER FREGARE EMMANUEL… - ORBAN: "SU URSULA SITUAZIONE FLUIDA..."

1. ORBAN VEDE MELONI, 'SU VON DER LEYEN SITUAZIONE FLUIDA'

Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki

(ANSA) - Incontro di circa un'ora all'hotel Amigo tra la premier Giorgia Meloni e il premier ungherese Viktor Orban. "L'incontro è andato bene, va sempre bene con l'Italia", ha spiegato Orban ai cronisti. Sull'accordo sui top jobs comunitari e in particolare su Ursula von der Leyen, Orban ha detto: "C'è una cena questa sera, lo sapremo dopo la cena, la situazione è fluida in questo momento".

 

2. MORAWIECKI, 'INTESA SU VON DER LEYEN? VEDREMO'

(ANSA) - "Vedremo". Ha risposto così l'ex premier polacco Mateusz Morawiecki a chi gli chiedeva, al termine dell'incontro con la premier Giorgia Meloni, se ci sarà un accordo stasera su Ursula von der Leyen.

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

2.  L’«URSULA BIS» ALLA PROVA DEI LEADER

Estratto dell’articolo di Fr. Bas. per il “Corriere della Sera”

 

Questa sera […] i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi Ue si incontrano in una cena informale, organizzata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, per discutere di chi dovrà ricoprire i posti di vertice delle istituzioni Ue. In discussione ci sono la presidenza della Commissione, del Consiglio europeo, del Parlamento e il ruolo di Alto rappresentante per gli Affari esteri. La decisione formale, invece, è attesa nel Consiglio europeo del 27 e 28 giugno.

 

MANFRED WEBER URSULA VON DER LEYEN DONALD TUSK

È da mesi che si parla di Ursula von der Leyen per il bis. È stata anche nominata dal Ppe candidata leader dal congresso a Bucarest in marzo. Però i capi di Stato e di governo non amano il sistema dello Spitzenkandidat , ovvero l’indicazione da parte dei partiti del presidente della Commissione Ue in caso di vittoria. I Trattati non lo prevedono, dicono solo che i leader Ue designano il presidente tenuto conto dell’esito delle elezioni europee.

 

Quindi in questo caso dovrà appartenere alla famiglia del Ppe, come cinque anni fa.

Allora lo Spitzenkandidat era Manfred Weber, ma il presidente francese Macron si mise di traverso e alla fine la scelta cadde sull’allora ministra tedesca della Difesa Ursula von der Leyen, sempre popolare ma indicata dai leader. Sarà riconfermata anche se è la Spitzenkandidat del Ppe?

 

emmanuel macron olaf scholz

Negli ultimi giorni […] è tornata a essere la favorita insieme al socialista António Costa come presidente del Consiglio europeo. «Ci sono tutti i segnali che von der Leyen potrà ricoprire un secondo mandato», ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz in un’intervista ai media Axel Springer pubblicata sabato, raccolta a margine del G7 in Puglia. Gli altri nomi sono la premier estone Kaja Kallas, liberale, per la guida della diplomazia Ue e Roberta Metsola per il Parlamento, che però decide autonomamente. I socialisti chiedono anche una metà di mandato di presidenza dell’Eurocamera.

 

kaja kallas

È importante che i leader Ue raggiungano il consenso almeno su von der Leyen già oggi. Questo consentirebbe di rispettare la road map con l’elezione della presidente della Commissione da parte del Parlamento europeo nella sessione plenaria di luglio (data possibile il 18), altrimenti si andrebbe a settembre. Dunque von der Leyen deve passare la doppia prova dei leader Ue (maggioranza qualificata) e del Parlamento (361 voti su 720 eurodeputati). […]

 

2 - FUORI DALLA SALA CELLULARI (E CANDIDATI) I SEI MEDIATORI CHE TESSERANNO LA TELA

Estratto dell’articolo di  Francesca Basso per il “Corriere della Sera”

 

La spartizione degli incarichi di vertice delle istituzioni Ue deve tenere conto non solo dell’equilibrio politico uscito dalle urne, ma anche di quello di genere e geografico. Stasera il negoziato entrerà nel vivo con la cena informale dei leader Ue, alla quale parteciperanno anche le presidenti uscenti della Commissione Ursula von der Leyen e del Parlamento Ue Roberta Metsola. La riunione è «informale» quindi non ci saranno decisioni.

 

ursula von der leyen meloni

Von der Leyen e Metsola assisteranno alla prima parte della discussione sull’esito delle Europee, quando il confronto verterà sui top job usciranno dalla sala. Del resto si parlerà anche di loro. E per consentire una discussione libera è probabile che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, padrone di casa, chieda ai presenti di lasciare fuori i telefoni.

 

[…] Sarà anche la prima volta, spiega una fonte del Ppe, in cui si confronteranno tutti insieme sugli altri nomi, ovvero il socialista António Costa al Consiglio europeo e Kaja Kallas alla guida della diplomazia Ue. Nei giorni scorsi sono stati sollevati dubbi su di lei perché viene considerata da alcuni troppo concentrata sul fronte orientale e antirussa e poco attenta ad altri scenari rilevanti per l’Ue come l’Africa e il Medio Oriente. Ma dalla sua gioca il fatto che rappresenta l’Europa del Nord e orientale. Sono girati altri nomi: i belgi De Croo e Sophie Wilmès, l’attuale ministro degli Esteri del Lussemburgo ed ex premier Xavier Bettel.

ANTONIO COSTA - PEDRO SANCHEZ

 

I leader socialisti in Consiglio europeo sono 4: il tedesco Scholz, lo spagnolo Sánchez, il maltese Abela, la danese Mette Frederiksen, il cui nome è stato fatto anche come possibile presidente del Consiglio europeo al posto di Costa (tra i rumor anche Letta e Draghi). Per i socialdemocratici i negoziatori sono il cancelliere tedesco Scholz e il premier spagnolo Sánchez.

 

Per i conservatori al tavolo dei leader siedono Giorgia Meloni e il ceco Petr Fiala. Poi ci sono in non allineati come l’ungherese Viktor Orbán e lo slovacco Robert Fico,  […]

 

URSULA VON DER LEYEN - EMMANUEL MACRON - GIORGIA MELONI - SUMMIT EU MED 9 MALTA

Il Ppe è il primo gruppo al Parlamento Ue con 190 seggi, seguito da S&D con 136, da Renew Europe con 80 e dai conservatori dell’Ecr con 76. La divisione dei top job attribuisce al Ppe Commissione e Parlamento, ai socialisti il Consiglio europeo e ai liberali l’Alto rappresentante Ue. Ma Meloni ha chiesto che sia tenuto conto del «messaggio» degli elettori, che ha portato alla crescita dell’Ecr e dell’estrema destra: in Francia Macron ha indetto per il 30 giugno elezioni politiche anticipate. Il primo nodo da sciogliere sarà la riconferma o meno di von der Leyen, […] a per il via libera ci sarà la logica a pacchetto: l’intesa sarà su tutti i top job allo stesso tempo.

 

3 - UN PACCHETTO DI VOTI PER GARANTIRE VON DER LEYEN ECCO LO «SCHEMA» DI MELONI

Estratto dell’articolo di Marco Galluzzo per il “Corriere della sera”

 

ursula von der leyen manfred weber illustrazione di politico

[…]   Se il cancelliere tedesco e il presidente francese puntano a chiudere in fretta la partita dei top job della Ue, i quattro incarichi chiave e di vertice, Meloni invece non ha la stessa esigenza e vuole capire innanzitutto quali saranno i criteri e il metodo della formazione della nuova Commissione, se sarà Ursula von der Leyen la designata a guidarla per un bis.

 

Lei stessa, Meloni, ha avuto un primo scambio di impressioni con von der Leyen durante il G7, confronto che è rimasto finora riservato, e che comunque si è mantenuto in una cornice che non poteva essere che interlocutoria, visto il riserbo che in queste ore mantiene l’esponente del Ppe tedesco, e vista l’incertezza del nostro governo, che di sicuro punta a una vicepresidenza di peso e a delle deleghe che siano in grado di incidere nella prossima legislatura della Ue, ma che non conosce ancora il punto di caduta: scartata la Concorrenza, che l’Italia non può chiedere se non altro per le tante partite aperte con Bruxelles proprio su questo tema, ed esclusa l’Economia affidata a Gentiloni negli ultimi cinque anni, sono altre le materie che Meloni può chiedere a Ursula, e che quest’ultima può concedere.

 

Il Bilancio o la Difesa, o una delega ad hoc che supervisioni i nuovi strumenti finanziari della Ue, sono al momento i dossier su cui sembra più concentrato lo staff di Giorgia Meloni. Nel primo caso ci vorrebbe un candidato che abbia delle competenze specifiche, e anche se lui stesso si mostra restìo, resta in pista il nome di Giancarlo Giorgetti; nel secondo caso il nome di Elisabetta Belloni, attuale capo del Dis e sherpa del G7, sarebbe spendibile per le competenze geopolitiche e diplomatiche, visto che il futuro di una Difesa europea, spacchettata dall’attuale delega all’Industria, ha aspetti e risvolti politici molto marcati.  […]

kaja kallas 9kaja kallas 3mateusz morawiecki giorgia meloni viktor orban

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...