VAFFANBANKA! MENTRE PADOAN TRATTA LA “BAD BANK” CON BRUXELLES, AUMENTANO LE SOFFERENZE DEGLI ISTITUTI: IN UN ANNO LE RATE DEI PRESTITI NON RIMBORSATI DA FAMIGLIE E IMPRESE E' CRESCITA DI ALTRI 25 MILIARDI DI EURO (+15%) - - -

E adesso la mina sui bilanci degli istituti vale la bellezza di 190 miliardi - Se il ministro dell'economia perde il negoziato con l'Ue per la discarica di stato, per le banche cominciano i guai...

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Dagoreport

 

padoan padoan

Pier Carlo Padoan trema. Il ministro dell'Economia sta trattando a Bruxelles, con enormi fatiche, il varo della bad bank italiana. I tecnici della commissione Ue considerano l'operazione al pari di aiuti di Stato, in quanto tali illegittimi. Le spiegazioni dell'inquilino di via XX Settembre hanno convinto gli esponenti politici dell'Unione europea, ma non i burocrati che da quelle parti contano più degli organismi eletti dal popolo. Ragion per cui, Padoan non considera scontato il via libera alla discarica di Stato. Ma le sofferenze delle banche aumentano e ora la mina sui bilanci degli istituti vale la bellezza di 190 miliardi di euro. 

 

padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi padoan, ministro dell'economia (d), con il presidente della bce mario draghi

(AGI) -  Boom di sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi, da marzo 2014 a marzo 2015, sono cresciute del 15% arrivando a sfiorare i 190 miliardi di euro, in aumento di oltre 25 miliardi. Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito del Centro studi di Unimpresa. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito e' quella delle imprese (134 miliardi); le "rate non pagate" dalle famiglie valgono piu' di 35 miliardi, mentre quelle delle imprese familiari 15 miliardi.

 

BANKITALIA BANKITALIA

Superano il tetto dei 4 miliardi, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Complessivamente le sofferenze adesso corrispondono al 13% dei prestiti bancari, in aumento rispetto all'11% di un anno fa. Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in poco piu' di quattro anni, quindi, sono piu' che raddoppiate. Nello stesso periodo le banche hanno tagliato i finanziamenti a imprese e famiglie per complessivi 23 miliardi (-1,6%), ma i prestiti di medio periodo per le aziende sono andati in controtendenza e sono saliti di 11 miliardi (+9%) cosi' come e' cresciuto il credito al consumo, aumentato di 3,4 miliardi (+6%).

 

paolo-longobardi di unimpresa paolo-longobardi di unimpresa

Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 164,5 miliardi di marzo 2014 ai 189,5 miliardi di marzo 2015 (+15,20%) in aumento di 25 miliardi. Nel dettaglio, la quota di sofferenze che fa capo alle imprese e' salita da 116,4 miliardi a 134,9 (+15,90%) in aumento di 18,5 miliardi. La fetta relativa alle famiglie e' cresciuta da 31,8 miliardi a 35,1 miliardi (+10,41%) in salita di 3,3 miliardi. Per le imprese familiari c'e' stato un aumento di 1,5 miliardi da 13,9 miliardi a 15,4 miliardi (+10,78%). Le "altre" sofferenze (pa, onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 2,3 a 4 miliardi (+72,08%) con 1,6 miliardi miliardi in piu'. 

 

"Quella del credito resta una situazione gravissima e, di fronte alla sempre maggiore difficolta', sia delle famiglie sia delle imprese, nel pagare le rate dei finanziamenti, assistiamo a un atteggiamento di superficialita' da parte delle banche e anche delle istituzioni" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

 

Sofferenze Bancarie DEF Sofferenze Bancarie DEF

"Negli scorsi mesi - aggiunge Longobardi - i rappresentanti delle banche e quelli delle grandi industrie hanno parlato di un nuovo rapporto tra il mondo del credito e quello delle imprese, ma non se n'e' fatto piu' nulla: Unimpresa e' pronta a collaborare e a dare voce a oltre 120mila piccole e micro aziende che quotidianamente si battono per tenere in piedi l'economia del Paese. Ci sono le risorse del quantitative easing della Bce e non vanno sprecate". 

 

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