partito no vax anti-scienza

LA VARIABILE DELLE PROSSIME ELEZIONI È IL PARTITO DELL'ANTI-SCIENZA – IL NEGAZIONISMO IMPREGNA LA POLITICA ITALIANA DA DECENNI MA CON L'ESPLOSIONE DELLA PANDEMIA L'ONDA ANTISCIENTIFICA È DECOLLATA – SECONDO UNO STUDIO CONDOTTO DA TRE UNIVERSITA' EUROPEE NEL NOSTRO PAESE QUELLI CHE NON SI FIDANO DELLA SCIENZA SONO IL 10%, I DUBBIOSI SONO IL 29%. UN SERBATOIO DI VOTI PER I PARTITI POPULISTI – MI-JENA GABANELLI: “LA SFIDUCIA SI CONCENTRA SOPRATTUTTO NELLE CLASSI DI ETÀ MEDIE, NELLE REGIONI DEL SUD E DELLE ISOLE, NELLE AREE RURALI E CON LIVELLO DI ISTRUZIONE PIÙ BASSO”

Milena Gabanelli e Simona Ravizza per il “Corriere della Sera”

 

MILENA GABANELLI PARTITO ANTI-SCIENZA

Siamo un Paese in cui, per citare solo uno dei tanti esempi possibili, come sottosegretario di Stato al ministero dell'Interno nei governi Conte I, Conte II e Draghi abbiamo un deputato che definisce lo sbarco sulla Luna una farsa (Carlo Sibilia, M5S, 20 luglio 2014). In questo contesto, dove i dubbi non sono accompagnati da una domanda che richiede una risposta, bensì escludono l'esistenza stessa di una risposta, è facilmente intuibile come ogni evidenza possa essere ignorata per acchiappare un po' di consensi.

 

Il negazionismo impregna la politica (non solo italiana) da decenni, ma con l'ascesa dei populisti e l'esplosione della pandemia l'onda antiscientifica negli ultimi due anni e mezzo è decollata. Adesso torna la campagna elettorale: la sfida all'ultimo voto si intreccerà anche con un virus non ancora sconfitto e la ripartenza in autunno della campagna vaccinale con vaccini aggiornati. Ma quanto vale il partito dell'anti-scienza?

 

 

L'assalto al bottino di voti

PARTITO ANTI-SCIENZA CORRIERE DELLA SERA 2

Il segnale di come gli scettici siano considerati un «bottino da rappresentare» arriva dagli archivi giornalistici, pieni di dichiarazioni per le quali non c'è un solo riscontro scientifico. Dalla lunga lista ne estrapoliamo alcune:

- 3 novembre 2020 Matteo Salvini (Lega): «Con l'Idrossiclorochina si evitano ospedalizzazioni e lockdown». Il farmaco per le cure a domicilio dei pazienti Covid è già sconsigliato da Ema e da Aifa e può portare gravi effetti collaterali;

 

- 18 luglio 2021 Francesco Lollobrigida (capogruppo di FdI alla Camera): «Gli under 40 non dovrebbero vaccinarsi». I dati dell'ottobre 2021 dicono il contrario: tra i 12-39 anni non vaccinati, contagiati 692, finiti in ospedale 25, 1 in terapia intensiva. Fra i vaccinati i contagiati sono 110, uno ospedalizzato con patologia pregressa;

 

- 30 luglio 2021 Davide Barillari (consigliere regionale del Lazio, espulso dal M5S): «Questa è una roulette russa e sei proprio tu a premere il grilletto»;

- 7 settembre 2021 Veronica Giannone (ex 5 Stelle, oggi Forza Italia): «I tamponi sono meglio dei vaccini»;

- 13 settembre 2021 Roberta Ferrero (Lega) organizza al Senato l'incontro dal titolo: «International Covid Summit - Esperienze di cura dal mondo» che contro il Covid-19 promuove diete, nutraceutica, vitamina D e l'uso dell'antiparassitario Ivermectina sconsigliato da Ema e Aifa;

 

- 10 settembre 2021 Bianca Laura Granato (ex 5 Stelle, ora vicepresidente di un Gruppo parlamentare): «I vaccini anti Covid? Valgono "meno dei cosmetici", non ci sono dati scientifici ma statistiche suggestive»;

PARTITO ANTI-SCIENZA CORRIERE DELLA SERA

 

- 17 settembre 2021 Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) su Facebook, rilanciando un articolo de La Verità scrive: «La fondazione Hume certifica - in uno studio del ricercatore Mario Menichella - che le terapie domiciliari abbattono drasticamente la mortalità e l'ospedalizzazione da Covid-19». La rispettabile Fondazione Hume non è una società scientifica ma di diritto privato diretta dal politologo Luca Ricolfi, Mario Menichella è un fisico nucleare e non viene riportato nessuno studio validato da riviste scientifiche, ma la riproposizione di cure domiciliari anti-Covid su cui nessuna agenzia regolatoria ha dato il via libera;

 

- 24 aprile 2022 il senatore Lucio Malan (Fratelli d'Italia) su Twitter: «Ben 40 morti improvvise in 5 giorni». Il dubbio instillato è che le morti siano state causate dalla vaccinazione anche se non c'è nessuna prova. Giocando sulla stessa suggestione, anche Gianluigi Paragone fuoriuscito dal M5S e leader di Italexit su Facebook (1,5 milioni di follower) pubblica foto choc con «morti improvvise».

 

carlo sibilia giuseppe conte

Attenzione: lo scetticismo non è mai un male, perché è attraverso i dubbi che vengono fatte nuove scoperte. Il problema qui è che il metodo utilizzato è prevalentemente quello del «cherry picking»: io ignoro tutte le prove che potrebbero confutare la mia tesi ed evidenzio solo quelle a mio favore in un discorso caratterizzato da una logica fallace. Si ripropone, dunque, la domanda: quanto può valere davvero il partito del «non ci credo»?

 

Il confronto tra Paesi

Il livello di fiducia o meno nella scienza lo ha misurato in 6 paesi lo studio «Peritia - Policy, Expertise, and Trust» («Perizia, Politica, Competenza e Fiducia»), finanziato dall'Unione europea e svolto sotto il coordinamento dell'University College di Dublino e del Policy Institute al King' s College di Londra.

 

Coinvolto un campione di 12 mila intervistati di Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Norvegia e Polonia. Partner italiano l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano con i professori Piero Ronzani e Carlo Martini. Le percentuali sono calcolate in base alle risposte alla domanda: «Da 0 a 10 quanto ti fidi degli scienziati universitari?».

 

davide barillari si punta la pistola sul braccio

Questi i risultati italiani e il confronto con gli altri Paesi. Gli irriducibili che non si fidano della scienza sono il 10%, ossia coloro che hanno espresso un voto da 0 a 3. Dato in linea con la percentuale di over 12 che non ha fatto neppure una dose di vaccino (in Germania e Polonia sono il 13%, in Irlanda il 10%, in Uk e Norvegia il 9%). I dubbiosi (voto da 4 a 6) sono il 29% come negli altri Paesi europei presi a campione (più alta solo la Polonia al 33%). I convinti sono il 59% come in Norvegia, in Germania il 56%, Irlanda 58%, Polonia 51%; più fiduciosa Uk al 61%. Non sa l'1-2%.

 

Chi non si fida della scienza

barillari cunial

Il politologo Luca Verzichelli dell'Università di Siena ha poi analizzato per Dataroom i dati Peritia per capire chi sono coloro che danno un voto insufficiente (da 0 a 5). La sfiducia si concentra soprattutto nelle classi di età medie: la percentuale di coloro che bocciano gli scienziati è al 29% nella fascia tra 25 e 34 anni, al 34% nella fascia tra 35 e 44 anni e al 31% nella fascia tra 45 e 54 anni, contro i giovanissimi fra i 18 e 24 anni al 23%, i 55-64 al 25% e gli over 65 al 21%. Nel Centro-sud 29% e nelle Isole 33%, contro il 26% nel Nord-ovest e il 24% nel Nord-est. Al 33% nelle aree rurali, contro il 25% nelle aree urbane. Al 31% tra chi non ha un'istruzione superiore, contro il 22% dei laureati.

 

Il consenso reale

In sintesi: il partito dell'anti-scienza sembra avere consensi più bassi rispetto alla visibilità che certe posizioni di scetticismo trovano sui social e anche nel mondo politico. Coloro che tendono a non fidarsi della scienza, e in particolare degli scienziati universitari, sono meno del 30%. Una sfiducia che si concentra soprattutto nelle classi di età medie, nelle regioni del Sud e delle Isole, nelle aree rurali e con livello di istruzione più basso.

 

I dubbiosi

luc montagnier gianluigi paragone manifestazione no vax milano

Un altro studio appena pubblicato sempre dell'Università Vita-Salute dal titolo «Contrastare l'esitazione sui vaccini attraverso l'approvazione di esperti medici» dimostra quanto incide sui dubbiosi la carenza di informazioni.

 

Tra dicembre 2020 e gennaio 2021 viene rivolta a un campione di 3.040 italiani la domanda: «Quando il vaccino Covid sarà disponibile mi vaccinerò?». In 369 si sono detti in disaccordo. Il motivo avanzato dagli scettici nel 43% dei casi è legato all'approvazione del vaccino considerata troppo veloce.

 

La spiegazione

gianluigi paragone

Gli intervistati sono poi stati sottoposti a un messaggio di spiegazione: «I vaccini sono stati sviluppati in tempi adeguati grazie al taglio dei tempi morti legati alla burocrazia e agli ingenti finanziamenti». Risultato: i soggetti a cui viene detto che la fonte del messaggio sono medici esperti nel 3% dei casi cambiano idea. È una percentuale piccola, ma in relazione alla popolazione italiana significa centinaia di migliaia di cittadini.

 

Vuol dire che i legittimamente dubbiosi, che sono il 29% (come emerge dallo studio Peritia), di fronte a spiegazioni chiare possono scendere al 26%. Voti importanti. I partiti, che sulla questione hanno sempre mantenuto una posizione di ambiguità, hanno allora due strade: spiegare ai loro elettori cosa dice la scienza (poi ognuno è libero di decidere), oppure dare gas a quel 10% di irriducibili e alimentare le incertezze dei dubbiosi per portarsi a casa i loro voti. La ricaduta di questa seconda strada è nelle parole di Ippocrate: «Ci sono nei fatti due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza».

NO VAX PARAGONE CON SHOAH 4NO VAX PARAGONE CON SHOAHNO VAX PARAGONE CON SHOAH 6

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?