lucia azzolina

VARIANTE AZZOLINA - L'EX MINISTRA DELL'ISTRUZIONE SI TOGLIE QUALCHE MACIGNO DALLA SCARPA: "SULLA CHIUSURA DELLE SCUOLE DISPIACE VEDERE TUTTA QUESTA RASSEGNAZIONE. COSA DICONO QUELLI CHE 'IN FRANCIA ISTITUTI SEMPRE APERTI ANCHE COL LOCKDOWN'? NON PARLANO PIÙ ADESSO CHE NON C'È AZZOLINA?" - "NON MANDARE GLI STUDENTI IN CLASSE GENERA UNA PERDITA ECONOMICA NEL TEMPO"... - VIDEO  

1 - SCONTRO SULLA CHIUSURA DELLE SCUOLE, L'EX MINISTRO AZZOLINA: "DISPIACE VEDERE QUESTA RASSEGNAZIONE"

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

lucia azzolina

L'ex ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina commenta le nuove chiusure delle scuole. "Circa 6 milioni di studenti sono a casa ed è facile prevedere che nel giro di poche ore il numero crescerà ancora. Dispiace vedere tutta questa rassegnazione come se la chiusura delle scuole fosse un evento ineluttabile", ha detto. Poi una chiusura polemica: "Dove sono finiti i test a tappeto? Io li ho pretesi per mesi".

 

PATRIZIO BIANCHI

"Cosa dicono quelli che 'in Francia scuole sempre aperte anche col lockdown'? Non parlano più adesso che non c'è Azzolina?", ha scritto ancora su Facebook l'ex ministro. "Servono subito i congedi parentali, fondamentali per le famiglie. Ma è un po' più difficile immaginare di poter ripagare il ritardo di apprendimento e di socialità di bambini e ragazzi. Inoltre, non può una mamma fare smart working e contemporaneamente far fare didattica a distanza ai propri figli", ha aggiunto.

 

Nel corso di un convegno al Senato, il ministro Bianchi ha replicato: "Quando abbiamo dovuto prendere le decisioni inserita nel Dpcm per le scuole non è stato facile, è stata una scelta difficile ma responsabile: la variante inglese colpisce i più giovani. Se saremo in grado di assumerci l'onere di fare squadra contro la pandemia, questa si ferma, altrimenti questa continua. Insieme è la risposta forte a dare".

 

2 - L’EX MINISTRA DELL’ISTRUZIONE LUCIA AZZOLINA: “PER ALCUNI LA SCUOLA NON È UN’ATTIVITÀ ECONOMICA E COME TALE È FACILMENTE SACRIFICABILE” 

Da www.deejay.it

 

 

la ex ministra lucia azzolina

Oggi che sei milioni di alunni sono tornati alla didattica a distanza, Lucia Azzolina, portavoce del M5S alla Camera dei Deputati ed ex Ministra dell’Istruzione, è intervenuta a Say Waaad?! su Radio Deejay per confrontarsi sulla situazione degli studenti e l’importanza che la politica attribuisce alla cultura intesa sì come scuola, ma anche come musica, teatri e concerti.

 

lucia azzolina 1

“La scuola da alcuni non è considerata un’attività economica e come tale è facilmente sacrificabile”, afferma Azzolina. “Ho sempre detto che nel nostro Paese c’è un problema culturale, è vero che tutto ciò che è cultura e scuola è stato bistrattato. Si crede, sbagliando, che la scuola non sia un’attività economica, ma non mandare gli studenti a scuola genera una perdita economica nel tempo che è stata quantificata”.

 

lucia azzolina 4

Alle osservazioni del conduttore Michele “Wad” Caporosso che anche il suo Ministero è stato responsabile della chiusura nel 2020, Azzolina precisa: “Noi l’abbiamo chiusa a marzo, aprile, maggio 2020, quando del virus non si sapeva ancora nulla del virus e il CTS ci disse che se avessimo riaperto le scuole avremmo provocato 50.000 terapie intensive in più. Poi in estate abbiamo lavorato come matti, le scuole sono diventate cantieri a cielo aperto, abbiamo creato 40 mila aule in più, messo a disposizione 3 miliardi di euro per riaprire e ci siamo preparati e da lì per il primo ciclo, tranne poche eccezioni, è rimasto tutto aperto. Nel secondo ciclo le superiori hanno sofferto di più quando a novembre e dicembre per l’aumento dei contagi si è ripresentata la situazione di marzo, ma io ho sempre lavorato per poterle tenere aperte, come poi l’UNESCO ci ha riconosciuto”.

 

lucia azzolina 3

Parlando poi del nuovo libro di Barak Obama e della percezione da parte della politica della musica nella cultura, come canale di comunicazione più immediato per parlare ai giovani, Azzolina fa la considerazione che “devi trovare delle chiavi per parlare con i ragazzi e ci sono degli insegnanti bravissimi a farlo, più invecchiamo e più ci allontaniamo dai giovani. Ma per quanto riguarda la politica, l’errore è farsi travolgere dalle urgenze della quotidianità, perché la politica italiana non dovrebbe risolvere solo risolvere i problemi dell’hic et nunc, ma pensare in un’ottica da ora a vent’anni, tenendo a mente quello che pensano i giovani, ma forse questo è un Paese troppo per vecchi”.

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