olimpiadi senza bandiera

VEDIAMO DI NON FARCI RICONOSCERE PURE ALLE OLIMPIADI! – SE IL GOVERNO NON SI SVEGLIA E NON APPROVA LA REVISIONE DELLA RIFORMA DELLO SPORT CHIESTA DAL COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE RISCHIAMO DI ANDARE AI GIOCHI DI TOKYO SENZA INNO NÉ BANDIERA, E LE SQUADRE QUALIFICATE NON POTRANNO DISPUTARE I TORNEI - COME MAI È TUTTO BLOCCATO? CHIEDETE AL MOVIMENTO 5 STELLE E AL SUO USO DISINVOLTO DELLO SPOIL SYSTEM...

Giorgio Gandola per "La Verità"

 

intervento del ministro spadafora foto di bacco

Anche in tuta e maglietta è un disastro. Giuseppe Conte non dà l'idea di essere particolarmente sportivo, ma dovrà allungare il passo se non vorrà esporre l'Italia a una figuraccia planetaria in luglio, alle Olimpiadi di Tokyo.

 

L'ultimatum del Cio (il Comitato olimpico internazionale) è sulla sua scrivania e su quella del ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora: se entro il 27 gennaio il governo italiano non approva e firma il decreto di autonomia del Coni dalla politica sulla governance, il nostro Paese sarà sanzionato con l'anonimato. Gli atleti si presenteranno sotto la bandiera del Cio, le squadre qualificate non potranno disputare i tornei, il tricolore non sventolerà. E in caso di medaglia d'oro l'inno nazionale non risuonerà negli stadi.

 

giovanni malagò foto mezzelani gmt004

Si chiama sospensione per violazione della Carta olimpica. Rischiamo di essere trattati come paria (o come la Russia, già penalizzata per il doping di Stato) per colpa della sciatteria ministeriale e del disinteresse di Conte nel riaprire un dossier che potrebbe portare nuove grane politiche.

 

Dall'estate del 2019 l'esecutivo deve completare la riforma dello sport approvata dal primo governo Conte con la costituzione della società pubblica «Sport e Salute», alla quale sono state attribuite alcune prerogative del Coni. Manca una revisione della governance, che per statuto dovrebbe essere neutrale rispetto ai governi in carica.

 

vito cozzoli foto di bacco.

Il motivo delle dilazioni è intuibile: con un uso disinvolto dello spoil system il Movimento 5 stelle ha colonizzato uffici e posizioni dominanti (uomini di Luigi Di Maio nei posti chiave), scenario che allo stato attuale è difficile smontare senza scontentare qualcuno.

 

Mentre il confronto ministeriale è stato positivo nel definire il perimetro del professionismo femminile e nell' inquadramento professionale dei lavoratori del settore, non è stato ancora trovato un accordo su chi comanda. Tanto più che Cio, Coni e Sport e Salute sono su posizioni molto distanti. Con Vito Cozzoli (numero uno della nuova agenzia) e Giovanni Malagò agli antipodi.

 

LUIGI DI MAIO

La pandemia e le fibrillazioni governative delle ultime settimane hanno completato l'opera e il mondo dello sport comincia a preoccuparsi per i destini ancora nebulosi dell'avventura olimpica. Conte spera che i giochi vengano rimandati un'altra volta ma è molto improbabile che il Giappone si lasci scappare l'occasione di organizzare la prima manifestazione mondiale della rinascita. Se dal punto di vista agonistico l'Italia è in una situazione positiva (210 atleti hanno staccato il pass in 24 discipline differenti), da quello politico regna il caos. Il premier sembra avere ben altri problemi rispetto a quello di infilarsi le scarpette chiodate e correre i 110 ostacoli.

GIUSEPPE CONTE

 

Così nei giorni scorsi il quotidiano Tuttosport si è fatto paladino di un'iniziativa meritoria: ogni giorno ricorda al premier con una campagna di stampa il rischio che stiamo correndo. È vero che l'ultimo esecutivo del Cio sarà a marzo, ma arrivare a fine gennaio senza una risposta potrebbe essere pericoloso, anche perché i vertici dello sport mondiale si riuniscono per giudicare il «caso Italia».

 

Con Francia, Gran Bretagna e Svizzera, il nostro Paese è uno dei quattro che hanno sempre preso parte alle Olimpiadi dell'era moderna ed è sesto nel medagliere per numero di ori. Una penalizzazione politica sarebbe un danno d'immagine per lo sport italiano e per chi sta lasciando incancrenire il problema. Poiché i primi a twittare con orgoglio dopo i trionfi di Federica Pellegrini sono i politici, a loro va la patata bollente. Fischiettare l’inno quando fa comodo, questa volta non basta.

Ultimi Dagoreport

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI