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I VELENI DI FERRONI - FAR PAGARE LE MULTE AGLI STRANIERI: È IL PROBLEMA DI TUTTI I COMUNI, MA VIRGINIA RAGGI SEMBRA AVER TROVATO LA SOLUZIONE - LA BOLDRINI NON È LA PRIMA A CHIEDERE “SERVIZI PERSONALIZZATI” AGLI ASSISTENTI PARLAMENTARI. NILDE IOTTI CHIEDEVA SEMPRE DI COMPRARLE DELLE CALZE - PAOLO MIELI DOMENICA DALLA ANNUNZIATA: “NON MI PIACCIONO I RISTORANTI CON LE ARIE, VADO IN PIZZERIA”. MA UNA SUA AMICA RICORDA CHE L’EX DIRETTORE AMA PRANZARE IN UN…          

Gianfranco Ferroni per “Il Tempo”

Virginia Raggi

 

Far pagare multe agli stranieri, l’ultima crociata della Raggi

Far pagare le multe agli stranieri: è il problema di tutti i comuni, ma Roma sembra aver trovato la soluzione.

 

ROMA MULTE

Virginia Raggi ha visto quanti verbali finiscono in cenere, quando i trasgressori non sono italiani, e così ecco il bando di gara per affidare i “servizi di ricerca dei soggetti residenti all’estero responsabili di violazioni alle norme del codice della strada, delle attività di notificazione del verbale e recupero credito internazionale”, aggiudicato alla Rti Nivi Spa-Celda Pa Srl per 485 mila euro per i prossimi tre anni.

 

LA CROCIATA DI VIRGINIA RAGGI SULLE MULTE AGLI STRANIERI - BY OSHO

In Campidoglio sono certi che “verranno scoperte non poche automobili intestate alle badanti e alle domestiche residenti ancora nello stato che le ha viste nascere, mentre alla guida ci sono i loro datori di lavoro romani...”

 

Dopo la Boldrini, le calze di Nilde Iotti

Laura Boldrini sulla graticola, con la storia della sua assistente parlamentare.

 

laura boldrini

Ma non è un problema di oggi, quello dei “servizi personalizzati” (chiamiamoli così) richiesti da chi ha occupato la poltrona di presidente della Camera dei Deputati ai collaboratori di turno.

 

palmiro togliatti nilde iotti

È sufficiente chiamare qualche funzionario d’altri tempi di Montecitorio, tra quelli che hanno lavorato per decenni nelle stanze del potere legislativo, per evocare “quante calze sono state comprate per conto di Nilde Iotti, quando era presidente”.

 

La motivazione? “Con il suo ruolo mica poteva uscire dal palazzo per andare a comprare, per esempio, un indumento intimo, ci andava un’assistente con un foglietto dove era indicata la taglia che indossava, con il colore richiesto e il modello preferito.

nilde iotti

 

E Iotti fu eletta presidente nel 1979, erano anni difficili anche a causa del terrorismo, con la vita privata drasticamente segnata dalle esigenze di sicurezza, c’era sempre qualcuno che pensava alle esigenze private”, racconta il testimone di quei tempi.

 

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Di Pietro jr si dà all’intelligence

Nasce 36Brains, una nuova società di intelligence privata e investigazioni, frutto dell’esperienza di Marianna Vintiadis, già a.d. di Kroll (per vent’anni ha diretto le operazioni sud-europee della multinazionale americana), e di Antonio Giuseppe Di Pietro, avvocato. Che è uno dei figli di Tonino, sì, proprio il magistrato di “Mani pulite”.

 

LAURA BOLDRINI IN MOSCHEA

La società offrirà servizi di intelligence commerciale e investigazioni, sicurezza fisica e logica, forensic e cyber breach response, e affiancherà “imprenditori e decision-makers, pubblici e privati, per interpretare gli interessi, i comportamenti e le azioni dei loro potenziali concorrenti o alleati”, affermano i protagonisti. Per Vintiadis, serve “un sostegno alle imprese europee che supporti le loro ambizioni e limiti la loro vulnerabilità. In un mercato sempre meno avvezzo al fair play, spetta a noi avere il coraggio di difenderci giocando in attacco e sfruttando tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione”.

paolo mieli

 

E Di Pietro jr afferma: “Arricchiamo le informazioni raccolte presso il nostro network globale di fonti con un uso acuto della tecnologia, garantendo risultati puntuali e abbattendo i costi. Dalle fake news a Cambridge Analytica, è di cruciale importanza intervenire e fermare la manipolazione dei dati, che mette a rischio le nostre imprese. La sede della società di corporate intelligence? Milano, Palazzo Stelline.

 

mieli paolo

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Quella “pizzeria” di Mieli

“Vado in pizzeria, non mi piacciono i ristoranti con le arie”, ha detto domenica Paolo Mieli dallo schermo di Rai3, ospite di Lucia Annunziata. Lo storico, ed ex direttore, “riesce sempre ad essere cerchiobottista”, sottolinea con un gran sorriso una sua amica, ricordando che Mieli ama pranzare in un ristorante-pizzeria ben noto di Prati, la Nuova Fiorentina di via Brofferio, a pochi passi da viale Mazzini e dalla sede della Rai. E che non è proprio un locale per tutte le tasche. Vediamo se Mieli ci tornerà, con la bella stagione, quando la “pizzeria” riaprirà, a uno dei tavolini situati all’esterno, all’ombra.

Paolo Mieli

 

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Mieli diventa presidente del premio Repaci

Paolo Mieli è il nuovo presidente del premio letterario Viareggio Repaci: la decisione è stata presa all'unanimità dei commissari della giuria del riconoscimento, riunitasi su piattaforma online. “Benvenuto a Mieli da parte mia e di tutta la Città di Viareggio”, ha detto il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, “è un privilegio averlo come presidente e lo ringrazio per non aver esitato ad accettare. Adesso è il momento di guardare avanti con ambizione.

 

Viareggio si è candidata a capitale italiana della cultura: il premio Repaci, il presidente, i commissari, ma soprattutto le opere selezionate, e tutto quanto ruota intorno alla serata finale tanto attesa, saranno parte imprescindibile di questa candidatura".

 

paolo mieli corriere della sera

Mieli, da par suo, ha voluto ringraziare il sindaco e la giuria del premio: “È per me un onore accogliere questo incarico. Un grazie particolare anche a Simona Costa che mi ha preceduto, per il lavoro svolto, ma anche per le parole affettuose che ha avuto nei miei confronti. Adesso è il momento di mettersi al lavoro per arrivare alla selezione delle prime rose. Il tempo stringe e la prossima edizione del premio Viareggio Repaci è tutta da immaginare". Evviva.

 

antonio bassolino

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Torna Bassolino. E pure Sales

Torna sulla scena Antonio Bassolino, che sogna di riconquistare la poltrona di sindaco di Napoli. E si rivede anche Isaia Sales, che di Bassolino era stato consigliere economico.

isaia sales

 

Sales ieri su Repubblica ha dedicato due pagine, interessantissime, al tema “Investire nel sud, come la Germania fece sull’est”. Un vero e proprio manifesto programmatico, quello di Sales, sottolineando che “non si potrà certo replicare il modello della Cassa per il Mezzogiorno, ma la nazione ha bisogno di una strategia che inglobi il suo sud”. Un testo da staccare e conservare, come ha fatto un ex del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, inserendolo in una cartellina intitolata “endorsement di Repubblica per Bassolino”. Che ne pensa il direttore Maurizio Molinari?

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