matteo renzi alfonso bonafede giuseppe conte sergio mattarella

LA VIA CRUCIS DEL BIS-CONTE - IL PRIMO TEST SARÀ IL VOTO DI CONVERSIONE DEL DECRETO MILLEPROROGHE, IN SCADENZA IL 28 FEBBRAIO - IL 29 MARZO SI ANDRÀ ALLE URNE PER IL REFERENDUM CONFERMATIVO SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. IL 2 MARZO RENZI RILANCIA LA BATTAGLIA CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA. E QUESTO MESE C'È DA SCEGLIERE I NUOVI VERTICI DELLE AUTORITÀ DELLA PRIVACY E DELLE COMUNICAZIONI. A SEGUIRE CI SONO LE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA: ENI, ENEL, LEONARDO E POSTE, PER CITARE LE PIÙ GRANDI - IN CASO DI CRISI MATTARELLA SAREBBE COSTRETTO A NOMINARE UN GOVERNO ISTITUZIONALE O CON UN NUOVO PREMIER

sergio mattarella giuseppe conte 3

Da “la Stampa

 

Nel tentativo di tenere in vita il governo che lo sostiene, Giuseppe Conte organizza vertici su vertici. Fra tavoli tematici e politici ne sono stati programmati otto, per ora con scarsissimi risultati. All' ultimo incontro a squarciare il velo ci ha pensato il renziano Luigi Marattin: «Qui si discute molto e di cose interessanti, ma forse dovremmo iniziare a parlare di scadenze. Entro il dieci aprile c' è da presentare a Bruxelles il Documento di economia e finanza...». Il 2 marzo riunirà poi gli «Stati generali dell' economia» per rilanciare la battaglia contro il reddito di cittadinanza, la legge sull' assegno unico alle famiglie e una riforma dell' Irpef.

nicola zingaretti giuseppe conte

 

Il premier la chiama «Agenda 2023», ma di inciampi possibili di qui all' estate ce ne sono tanti quante le cose da decidere. Si potrebbe sostenere anche l' esatto contrario: ogni decisione può essere l' occasione per portare a casa un risultato spendibile alle elezioni che fra maggio e giugno porteranno al voto ben sei Regioni. La partita delle nomine è un caso emblematico.

 

Una riunione fra Pd e Cinque Stelle - dalla quale è stata esclusa Italia Viva - è stata la miccia di una tensione che si trascinerà a lungo. Questo mese c' è da scegliere i nuovi vertici delle autorità della Privacy e delle Comunicazioni. A seguire ci sono le società a partecipazione pubblica: Eni, Enel, Leonardo e Poste, per citare le più grandi.

stefano patuanelli foto di bacco (2)

 

Agli occhi degli elettori cementare una maggioranza attorno alle poltrone non è un bel vedere. Per questo Conte, d' accordo con il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, spinge per approvare rapidamente un provvedimento di spesa: l' emergenza del coronavirus, e le conseguenze sull' economia, sono un ottimo argomento.

 

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Patuanelli ha già pronta una bozza con dentro varie ipotesi. Due su tutte: il rafforzamento del credito d' imposta per le aziende che investono in ricerca e sviluppo e incentivi per il rientro delle aziende delocalizzate. Al solito tocca però fare i conti con il Tesoro, che teme di sprecare risorse e preferirebbe spostare la discussione sulla prossima legge di bilancio. Se ne parlerà in un vertice, probabilmente fra domani e mercoledì. Dettaglio non trascurabile, domenica primo marzo Roberto Gualtieri è candidato alle elezioni suppletive del collegio da deputato lasciato libero a Roma da Paolo Gentiloni, ora commissario europeo.

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

 

Se l' orizzonte del governo non fosse quello di sopravvivere alle divisioni, occorrerebbe fare scelte di maggior respiro. Renzi, che pure è stato il primo sponsor del governo Conte bis, punta tutto su questo. Il 20 febbraio lancerà di nuovo il suo piano sulle infrastrutture e farà un evento sulla giustizia giusta. Il 2 marzo riunirà poi gli «Stati generali dell' economia» per rilanciare la battaglia contro il reddito di cittadinanza, la legge sull' assegno unico alle famiglie e una riforma dell' Irpef.

Il 29 marzo si andrà alle urne per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari: ciò significa che in caso di crisi il presidente Mattarella sarebbe costretto a nominare un governo istituzionale o con un nuovo premier.

 

conte renzi

Per Renzi lanciare un' agenda centrista significa ammiccare a quello scenario e sottolineare i problemi interni alla maggioranza giallorossa. Conte a sua volta è convinto di poter fare a meno di Renzi, ma la realtà è un po' più complessa di così: se i renziani lasciassero il governo, la maggioranza a Palazzo Madama è a serio rischio. Insomma, nel tentativo di sopravvivere a sé stesso, per lo strano governo Pd-M5S-Renzi-Leu ogni argomento rischia di essere l' alibi giusto per far saltare il banco. Il primo test sarà il voto di conversione del decreto Milleproroghe, in scadenza il 28 febbraio.

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