VIDEO! LE PRIME IMMAGINI DEL RAID USA CHE HA UCCISO SOLEIMANI A BAGHDAD - MIGLIAIA IN PIAZZA A TEHERAN: “VENDETTA AL MOMENTO OPPORTUNO” - IL MINISTRO DEGLI ESTERI, JAVAD ZARIF, PARLA DI "UN ATTO DI TERRORISMO INTERNAZIONALE", MENTRE IL VICE DEL GENERALE UCCISO MINACCIA L'AMERICA: "INIZIATE A COMPRARE BARE PER I VOSTRI MILITARI" – PETROLIO AI MASSIMI, L'AMBASCIATA AMERICANA HA SOLLECITATO I CITTADINI A LASCIARE L’IRAN - VIDEO

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SOLEIMANI PROTESTE TEHERAN SOLEIMANI PROTESTE TEHERAN

Quattro missili piovuti dal cielo, sparati da un drone e indirizzati a due auto nel centro di Baghdad. È in questo modo che gli Stati Uniti hanno ucciso Qassem Soleimani, uno degli uomini più potenti dell’Iran, capo delle Forze Quds, le forze speciali delle Guardie della Rivoluzione. Il raid, ordinato direttamente dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva proprio il militare di Teheran come obiettivo principale: “Un’azione difensiva“, l’ha definita il Pentagono riferendosi alle recenti proteste nel Paese che hanno avuto come obiettivo l’ambasciata Usa, ma dai vertici della Repubblica Islamica minacciano “dure ritorsioni”.

quello che resta di Soleimani quello che resta di Soleimani

 

Di più: Teheran promette di vendicare la morte del generale “nel momento e nel luogo più opportuni“. Intanto, decine di migliaia di persone sono già scese in piazza nella capitale iraniana per protestare contro i “crimini” americani. “L’Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato”, ha twittato l’inquilino della Casa Bianca. Secondo Trump “Soleimani era odiato e temuto nel suo Paese. Non sono rattristati come i leader fanno credere al mondo esterno, avrebbe dovuto essere eliminato molti anni fa”.

 

Soleimani Soleimani

 

Il raid, la minaccia, la risposta: “Da Usa 3.500 soldati” – L’operazione americana è stata condotta con l’uso di un drone che ha individuato come obiettivo l’auto che avrebbe dovuto portare in città Soleimani e il numero due della milizia paramilitare sciita Hashd Shaabi, Abu Mahdi al-Mohandes, appena sbarcati nell’aeroporto cittadino. Al razzo che ha ucciso il militare iraniano ne sono seguiti altri che hanno provocato “dieci morti”, secondo l’ambasciatore di Teheran in Iraq, Iraj Masjedi.

 

trump soleimani trump soleimani

Tra le vittime figurano cinque membri dei Guardiani della Rivoluzione, incluso Soleimani, e Abu-Mahdi al-Muhandis, il numero due delle milizie paramilitari sciite delle Unità di mobilitazione popolare. In Iran la gente è scesa in piazza bruciando bandiere, mentre le autorità iraniane minacciano ritorsioni. Il Pentagono da parte sua fa sapere di essere pronto a dispiegare migliaia di ulteriori soldati in Medio Oriente. Nel dettaglio si tratta di altri 3.500 militari dispiegati in Iraq, Kuwait. Dopo l’assedio all’ambasciata Usa di Baghdad nei giorni scorsi l’amministrazione Trump aveva già deciso l’invio di ulteriori 750 militari nella capitale irachena.

 

 

l'uccisione di Soleimani l'uccisione di Soleimani

L’uccisione del generale iraniano, infatti, rappresenta un duro colpo per la leadership di Teheran in Medio Oriente e rischia di dar vita a “dure ritorsioni”, come promesso, tra gli altri, dalla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Soleimani era infatti il generale delle Forze Quds, milizie speciali delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ed è lui il deus ex machina delle strategie militari iraniane in Medio Oriente, presente in prima persona nei teatri più caldi, dalla Siria all’Iraq, per dirigere le operazioni delle milizie del governo di Hassan Rohani. In una nota il Consiglio di sicurezza nazionale supremo scrive: “L’America dovrebbe sapere che il suo attacco criminale al generale Soleimani è stato il più grande errore commesso in Medio Oriente e che l’America non eviterà facilmente le conseguenze di questo errore di calcolo. Questi criminali dovranno affrontare una grave vendetta … nel posto e nel tempo giusti”.

 

 

Soleimani Soleimani

Tra i primi dell’esecutivo iraniano a rilasciare dichiarazioni c’è il ministro degli Esteri, Javad Zarif: “L’atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l’assassinio del generale Soleimani, a capo della forza più efficace nel combattere Daesh, al-Nusra e al-Qaeda, è estremamente pericoloso e una folle escalation. Gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità di questo avventurismo disonesto”.

 

La Guida Suprema Khamenei, molto legata politicamente a Soleimani, ha indetto tre giorni di lutto nazionale in Iran, aggiungendo che l’uccisione del generale raddoppierà la motivazione della resistenza contro gli Stati Uniti e Israele, anche quest’ultimo considerato dietro all’attacco che ha portato alla morte del capo delle forze speciali di Teheran. Poi ha giurato vendetta: “Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa”.

l'auto distrutta di Soleimani l'auto distrutta di Soleimani

 

 

SOLEIMANI PROTESTE TEHERAN SOLEIMANI PROTESTE TEHERAN

Anche il presidente iraniano, Hassan Rohani, poco prima di nominare il vice di Soleimani, Esmail Qaani, nuovo capo delle Forze Quds, si è scagliato contro gli Stati Uniti: “Gli iraniani e altre nazioni libere del mondo si vendicheranno senza dubbio contro gli Usa criminali per l’uccisione del generale Qassen Soleimani – ha dichiarato – Tale atto malizioso e codardo è un’altra indicazione della frustrazione e dell’incapacità degli Stati Uniti nella regione per l’odio delle nazioni regionali verso il suo regime aggressivo. Il regime americano, ignorando tutte le norme umane e internazionali, ha aggiunto un’altra vergogna al record miserabile di quel Paese”.

 

qassem soleimani qassem soleimani

 

Un altro esponente d’alto rango delle Forze Quds, Mohammad Reza Naghdi, citato dall’agenzia Fars giura che la vendetta sarà sanguinosissima: gli Usa “devono cominciare a ritirare le loro forze dalla regione islamica da oggi, o cominciare a comprare bare per i loro soldati – ha affermato – Il regime sionista dovrebbe fare le valigie e tornare nei Paesi europei, da dove è venuto, altrimenti subirà una risposta devastante dalla Ummah (la comunità, ndr) islamica. Possono scegliere, a noi non piacciono gli spargimenti di sangue“.

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