vladimir putin gerhard schroder angela merkel robert habeck olaf scholz

VIENI AVANTI, BERLINO! - ALLA FINE ANCHE I RILUTTANTI TEDESCHI SONO COSTRETTI A DARE L’OK ALL’EMBARGO SUL PETROLIO RUSSO. LO HA ANNUNCIATO IL MINISTRO PER GLI AFFARI ECONOMICI E L’AZIONE CLIMATICA, IL VERDE ROBERT HABECK: “AVREMMO UN PROBLEMA LOCALE E UN AUMENTO DEI PREZZI, MA NON COLPIREBBE L’ECONOMIA NAZIONALE NEL SUO INSIEME” - I BUONI UFFICI DI ANGELA MERKEL E IL RUOLO INGOMBRANTE DI SCHRODER COME LOBBYISTA DI PUTIN: TUTTI I LEGAMI TEDESCHI CON “MAD VLAD”

1 - BERLINO, SIAMO PRONTI ALL'EMBARGO SUL PETROLIO RUSSO

ROBERT HABECK OLAF SCHOLZ CHRISTIAN LINDNER

(ANSA) - Con un embargo del petrolio russo "avremmo un problema locale e ovviamente un aumento dei prezzi e forse le catene di approvvigionamento non sarebbero sicure ma non colpirebbe l'economia nazionale nel suo insieme.

 

Quindi, dopo due mesi di lavoro, posso dire che la Germania non è contraria a un embargo petrolifero alla Russia. Ovviamente è un carico pesante da sopportare, ma siamo pronti a farlo". Lo ha detto il ministro tedesco per gli Affari economici e l'azione climatica Robert Habeck arrivando al consiglio dei ministri dell'Energia a Bruxelles.

 

Robert Habeck

2 - BANCHE, GAS, INDUSTRIA: BERLINO SOTTO ASSEDIO

Alessandro Rico per “la Verità”

 

Pressioni mediatiche, vertici militari, polemiche politiche, inchieste giudiziarie. E ancora: le accuse di cedevolezza al cancelliere Olaf Scholz, le sconfessioni di Angela Merkel, finora statista celebrata e rimpianta. L'assedio a Berlino, ormai, sta dando i suoi frutti.

Prima, è arrivato l'annuncio del ministro della Difesa, Christine Lambrecht, a margine del summit di Ramstein: la Germania spedirà all'Ucraina cingolati antiaerei e, su impulso di un'azienda privata, la Rheinmetal, carrarmati.

vladiimir putin dona un mazzo di fiori ad angela merkel

 

Poi, il governo ha aperto all'embargo totale sul petrolio di Mosca, che Bruxelles realizzerebbe entro l'anno. Sullo sfondo, l'ipotesi che l'invio di tank a Kiev sia la merce di scambio con cui evitare lo stop immediato alle forniture di Gazprom. Sul blocco nutre riserve persino il Tesoro americano, ma la Germania si sta preparando al peggio. Ieri, Christian Lindner, ministro della Finanze, ha giurato che Berlino non pagherà il metano in rubli: «Non saremo ricattati».

 

Schroeder con Putin

In tal quadro, l'esecutivo starebbe approntando una legge per velocizzare la costruzione di impianti di rigassificazione, con l'intento di liberarsi della dipendenza da Mosca. Su questa falsariga, sarebbe prossima la revoca di incarichi e benefit all'ex cancelliere filorusso, Gerhard Schröder. Il vecchio frontman della Spd si è rifiutato di condannare l'invasione dell'Ucraina e di lasciare le poltrone che occupa nelle società energetiche facenti capo al Cremlino.

 

A suonare la carica contro di lui è stato il solito Lindner: «Non è più possibile», ha tuonato, «che gli venga messo a disposizione un ufficio da parte dei contribuenti».

Ventiquattr' ore prima, si era mossa la Procura di Francoforte, disponendo perquisizioni nella sede di Deutsche Bank, nell'ambito di un'indagine sul riciclaggio di denaro.

Certo, non è la prima volta che l'istituto di credito finisce sotto la lente della magistratura: nel 2018 fu coinvolto nel caso Danske Bank.

I GASDOTTI VERSO L EUROPA

 

Era l'anno del clamoroso scandalo sul riciclaggio di circa 230 miliardi di dollari, risalente al periodo 2007-2015, che sarebbe stato condotto anche attraverso la filiale estone del gruppo tedesco. Nel 2020, il regolatore Usa ipotizzò che almeno 150 di quei 230 miliardi fossero stati gestiti dal braccio statunitense di Deutsche Bank. Il colosso era uscito dal pasticcio versando una sanzione di 13,5 milioni di euro. Stavolta, il punto di partenza dei pm ha un retrogusto smaccatamente geopolitico: le transazioni dell'ex vicepresidente siriano, Rifaat Al Assad, zio di Bashar. Guarda caso, arcinemico di Washington e alleato dei russi.

 

putin schroeder

Emblematiche della tenaglia internazionale sono anche le recenti manovre militari. In primo luogo, l'assemblea della Lega per l'Ucraina nella base statunitense di Ramstein, che nelle intenzioni del capo del Pentagono, Lloyd Austin, dovrebbe diventare un appuntamento mensile. Tra due settimane è prevista una riunione informale dei ministri degli Esteri Nato e, manco a farlo apposta, a ospitarla sarà Berlino.

 

MARK MILLEY, LLOYD AUSTIN E OLEKSIY REZNIKOV A RAMSTEIN

È in Germania, infine, che gli americani addestrano truppe ucraine all'utilizzo di sistemi d'arma avanzati. In ballo non c'è soltanto il grado di coinvolgimento dei tedeschi nel risiko bellico. La morsa, in sostanza, non è scattata solo perché la Germania è l'anello debole del fronte occidentale. L'anglosfera combatte Putin ma, indirettamente, piccona il modello europeo, fondato su export ed energia russa a costi contenuti - un modello di cui l'Italia è un ingranaggio, perfettamente integrato nella supply chain teutonica.

 

Per i britannici, tradizionalmente in lotta con Berlino per il dominio continentale, è l'occasione di bastonare i rivali e di vendicarsi dell'Ue. Gli strascichi della Brexit sono tanti: dalle liti sulla pesca, alle imboscate, di chiara ispirazione tedesca, ai vaccini di Astrazeneca, durante la pandemia.

 

angela merkel vladimir putin

L'America, dal canto suo, ha sempre digerito a fatica la Ostpolitik. Il conflitto in Ucraina sembra già aver risolto l'annosa questione dei contributi alla Nato. Resta da capire quale effetto avrà, sugli equilibri europei, il riarmo tedesco, vista la decisione di stanziare all'uopo 100 miliardi. I precedenti storici non sono incoraggianti.

 

Nel frattempo, rimane strutturale l'esposizione Usa nei confronti della Germania. Nel 2021, il passivo nella bilancia commerciale a stelle e strisce è stato di 70 miliardi di dollari; quest' anno, al ritmo di gennaio e febbraio (quasi 9 miliardi), supererebbe i 100.

SCHROEDER PUTIN

 

Il divario tra i due sistemi si era allargato dopo la crisi del 2008: Washington optò per lo stimolo alla domanda interna; Berlino, sulla via della cinesizzazione (abbattimento del costo del lavoro per trainare le esportazioni), impose all'Ue l'austerità. Non che adesso i teutonici siano improvvisamente diventati dei santi martiri.

 

È che la loro egemonia riluttante, in virtù della quale, almeno fino al Recovery fund, avevano respinto ogni impegno solidaristico, portando l'Unione sull'orlo dell'implosione, oggi poteva tornarci utile. Ammesso che, a Roma, qualcuno comprenda che sarebbe nel nostro interesse favorire una mediazione tra Mosca e Kiev, piuttosto che versare benzina sul fuoco con gli angloamericani.

 

SCHROEDER PUTIN 4

D'altra parte, i nodi che il conflitto ha fatto venire al pettine erano visibili da anni: la soggezione allo zar, l'approccio mercantilista, il free riding con la Nato. Quanto al mondo creditizio, risale al 2017 un'accurata analisi del Sole 24 Ore sulla cecità dei regolatori nei confronti della condotta disinvolta di Deutsche Bank. Donald Trump, ad esempio, protestava con Berlino prima che fosse di moda. Ma lui era un gran puzzone. C'è voluta la guerra per dargli ragione. Senza ammetterlo.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)