macron look zelensky

VINTE LE ELEZIONI, PRONTE LE MUNIZIONI - MACRON CHIAMA ZELENSKY E ASSICURA L'INVIO DI NUOVE ARMI, ALLINEANDOSI A USA E GRAN BRETAGNA: “NON VI ABBANDONIAMO" – SI SPACCA QUINDI IL FRONTE EUROPEO DOVE LA GERMANIA HA RIFIUTATO DI RIFORNIRE ARMI PESANTI (E IL CANCELLIERE OLAF SCHOLZ È CRITICATO ANCHE ALL'INTERNO DELLA SUA COALIZIONE) – DIETRO LA DECISIONE DI PARIGI CI SONO GLI INTERESSI ECONOMICI: LA FRANCIA È IL TERZO PAESE ESPORTATORE DI ARMI AL MONDO, DOPO GLI USA E LA RUSSIA…

MACRON IMITA IL LOOK DI ZELENSKY

Leonardo Martinelli per “la Stampa”

 

Chiusa la parentesi della campagna elettorale, Emmanuel Macron si butta di nuovo nel tormentone diplomatico della guerra in Ucraina. Ieri è rimasto un'ora al telefono con il presidente Volodymyr Zelensky: ha promesso di «rafforzare» gli aiuti umanitari e soprattutto militari a Kiev. A lungo sulla questione Parigi ha coltivato una certa ambiguità, ma ormai è chiaro: la Francia rifornisce già di armi pesanti l'Ucraina e intensificherà il flusso. Intanto ieri Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, in un'intervista all'agenzia cinese Xinhua, ha esortato la Nato e gli Stati Uniti a cessare le forniture di armi a Kiev «se sono davvero interessati a trovare una soluzione alla crisi ucraina».

 

MACRON IMITA IL LOOK DI ZELENSKY

Zelensky ha ringraziato Macron «per gli invii di materiale militare di rilievo, che contribuiscono alla resistenza ucraina». E il presidente francese gli ha promesso che quelle forniture aumenteranno. La Francia si pone in una posizione intermedia tra gli Stati Uniti, che hanno da poco sbloccato 700 milioni di dollari di aiuti militari supplementari (per un totale di 3,4 miliardi), e la Germania, dove il cancelliere Olaf Scholz è criticato, anche all'interno della sua coalizione, per il rifiuto di rifornire armi pesanti.

emmanuel macron Volodymyr zelensky.

 

Macron ha già ammesso di aver mandato missili anticarro Milan e cannoni Caesar (installati su camion, hanno un calibro di 155 mm e una portata di 40 km: una quarantina di soldati ucraini sono stati formati in Francia al loro utilizzo). Ora si andrà verso un'accelerazione, anche se non quantificata. Da sottolineare: economicamente, la Francia è in generale il terzo Paese esportatore di armi al mondo, dopo gli Usa e la Russia.

 

joe biden emmanuel macron boris johnson 2

Ieri, al telefono con Zelensky, il presidente francese ha insistito sulla «volontà a operare attivamente durante il suo secondo mandato per ristabilire la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina». «La missione di esperti francesi - ha aggiunto -, che contribuisce alla raccolta di prove per lottare contro l'impunità e favorire il lavoro della giustizia internazionale sui crimini commessi dagli aggressori russi, sarà prolungata». Al di là delle forniture di armi, Macron potenzierà anche gli invii di aiuti umanitari all'Ucraina, che, come ricordato dall'Eliseo, «rappresentano a questo stadio più di 615 tonnellate di materiale, tra quello medico, i gruppi elettrogeni per gli ospedali, gli alimenti, le ambulanze e gli alloggi d'emergenza».

joe biden emmanuel macron boris johnson 1

 

Intanto, sulle forniture militari a Kiev, ieri è intervenuto in maniera polemica Lavrov, il ministro degli Esteri russo. «Un flusso continuo di armi di ogni genere - ha detto - è entrato in Ucraina attraverso la Polonia e altri Paesi della Nato. Ma, se gli Stati Uniti e l'Alleanza atlantica sono davvero interessati a risolvere la crisi, devono svegliarsi e cessare di rifornire armi e munizioni al regime di Kiev».

joe biden emmanuel macron boris johnson 3

 

I rappresentanti di una quarantina di Paesi si erano riuniti martedì in Germania intorno agli Usa proprio per coordinare un aumento delle forniture di aiuti militari richieste da Zelensky. Quanto alla situazione sul campo, Lavrov ha sottolineato che le cose, dal punto di vista russo, vanno avanti come previsto, nonostante che gli Stati Uniti e l'Ucraina indichino un ritardo dell'offensiva russa nel Donbass. «L'operazione militare speciale, iniziata il 24 febbraio, si svolge in stretta conformità con i nostri piani - ha specificato Lavrov -. Tutti i nostri obiettivi sono stati colpiti, malgrado l'ostruzionismo dei nostri avversari».

 

joe biden videoconferenza con macron johnson e scholz

Da parte di Macron resta in sospeso un'eventuale visita a Kiev, per incontrare direttamente Zelensky: una possibilità nell'aria, da quando il presidente francese è stato rieletto, che potrebbe concretizzarsi il 9 maggio, il giorno della festa dell'Europa, forse assieme a Scholz. Boris Johnson, il premier britannico, ha già fatto una visita sorpresa nella capitale ucraina lo scorso 9 aprile. Da allora cerca di ritagliarsi un ruolo come uno dei sostegni più convinti di Zelensky. Ieri i due hanno parlato al telefono, «della situazione sul campo e nella città assediata di Mariupol», ha indicato su Twitter il presidente ucraino. «Abbiamo discusso del sostegno difensivo per l'Ucraina - ha twittato - e dei necessari sforzi diplomatici per raggiungere la pace».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...