giorgia meloni vs radical chic

VITA FACILE PER IL CENTRODESTRA: IL PARTITO DEGLI ARTISTI SI E' ALLEATO CON GLI INTELLO' – CHIARA FERRAGNI SOSTIENE CHE NELLE MARCHE, A GUIDA FRATELLI D'ITALIA, NON SI PUÒ PIÙ ABORTIRE E SI BECCA UNA SMENTITA - ELODIE COMMENTA IL PROGRAMMA DELLA “DUCETTA”: “MI FA PAURA”. E POI SI SCOPRE CHE È QUELLO DEL 2018 - SCURATI E' CONVINTO CHE L'ABIURA DEL FASCISMO DELLA MELONI NON SIA CREDIBILE E PER IL ROMANZIERE JONATHAN BAZZI, LA LEADER DI FDI QUANDO PARLA SUBISCE "TRASFORMAZIONI DEMONIACHE" - SE LA "DIGA" ALLA DESTRA, E' QUESTA...

Alessandro Gnocchi per “il Giornale”

GIORGIA MELONI 1

 

Nella vita regna l'incertezza ma una cosa è sicura, oltre alla morte: sotto elezioni, cantanti, attori e celebrità ci metteranno al corrente delle proprie intenzioni di voto, possibilmente aprendo qualche polemica che meriterebbe di essere chiusa all'istante. L'intellettuale italiano è specializzato nello sfidare lo spettro del fascismo, in assenza di fascismo; nel predicare contro il populismo, senza sapere cosa sia; nell'essere un concentrato di conformismo, fingendo di essere «scomodo».

 

chiara ferragni 1

Il 2022 non fa eccezione. Unica, parziale novità: il bersaglio grosso non è Matteo Salvini, come al giro precedente, ma Giorgia Meloni, perché Fratelli d'Italia potrebbe essere il primo partito in assoluto. Aggiungiamo poi che la campagna del Partito democratico non decolla. Enrico Letta ha sfoderato alleanze ballerine, candidati impresentabili, ricette economiche punitive. Poi ha fatto «gli occhi della tigre», immedesimandosi in Rocky Balboa. L'intento era trasmettere una contagiosa volontà di vincere. Invece ha suscitato una contagiosa volontà di prendere in giro... Letta. Il centrosinistra ha poi cavalcato un vecchio filmato «compromettente» che si è rivelato subito un boomerang: la Meloni a diciannove anni elogiava Mussolini ma un presidente della Repubblica, padre nobile dello stesso partito di Letta, alla stessa età giurava fedeltà al comunismo subito dopo aver dismesso la camicia nera.

 

Giorgia Meloni 1996

E allora? Allora, dice Chiara Ferragni che nelle Marche la giunta guidata da Fratelli d'Italia ha reso quasi impossibile l'aborto. È solo l'antipasto di quanto accadrà se Giorgia vincerà, secondo la influencer. Capiamo il problema, e non lo sottovalutiamo. Tuttavia la Meloni ha già chiarito che la legge sull'aborto non si tocca. La Ferragni versione «occhi della tigre» è in ottima compagnia. La cantante Elodie ha scritto sui social che il programma della Meloni le fa paura. In allegato, il post di un fan che riassumeva le temibili proposte di Fratelli d'Italia. Accidenti, a volte la fretta di esporsi gioca brutti scherzi. Infatti quel programma risale al 2018. Non sarà cambiato molto ma ora cosa può togliere la sensazione che Elodie, pur sbattendo «gli occhi della tigre», non sia informatissima?

loredana bertè giorgia meloni

 

Loredana Bertè, grande artista, evita i luoghi comuni delle canzonette mentre si trova a suo agio in quelli della politica. Con «occhi della tigre» ha tuonato «la Meloni si vergogni, tolga la fiamma dallo stemma del partito». Premio della giuria per la miglior indignazione. Ma non si è capito di cosa dovrebbe vergognarsi la Meloni, visto che la fiamma è stata per decenni nel simbolo del Movimento sociale italiano, che non era fuori legge.

GIORGIA MELONI 2

Giorgia, intesa come la raffinata cantante, ha pubblicato sui social una triviale storia per fare il verso al famoso «Io sono Giorgia» dell'omonima politica, Giorgia Meloni appunto.

Questa l'analisi dell'artista, che dovete immaginare con «occhi della tigre»: «Anche io sono Giorgia, ma non rompo i coglioni a nessuno». Al che la Meloni ha detto di essere una fan e dunque di non voler rispondere.

ELODIE

 

E gli scrittori? Prendiamo un premio Strega, Antonio Scurati, che presto concluderà la trilogia in cui racconta, a modo tutto suo, la vita di Benito Mussolini. Scurati, sfoderando «occhi della tigre», sostiene che l'abiura del fascismo della Meloni non è credibile. Troppi i gesti in continuità con le camicie nere.

 

Ad esempio, si è recata alla commemorazione di Sergio Ramelli, massacrato a colpi di chiave inglese in quanto iscritto al Fronte della gioventù. Fu uno spregevole omicidio. Alla commemorazione c'è andato anche Beppe Sala, il sindaco di Milano. Scurati ha una spiegazione anche per questo: «Eccesso di perbenismo democratico». Un'espressione che non sarebbe dispiaciuta alla propaganda... fascista.

ANTONIO SCURATI

 

Secondo Jonathan Bazzi, romanziere, la Meloni, quando parla, subisce «trasformazioni demoniache» e questo basta a dimostrare quanto sia cattiva.

Trasformazioni demoniache?

Qui ci vuole l'esorcista, anzi, facciamo l'esorciccio, il livello è da commedia, anche quando l'analisi si approfondisce (si fa per dire) per illuminare l'intera destra e addirittura il suo elettorato.

makkox

Il disegnatore Makkox ha detto che siamo un Paese di ignoranti, quindi è normale che vinca la destra. Proprio in quei giorni una sua vignetta, sul Foglio, illustrava un articolo in cui si sosteneva che Prezzolini fosse allievo di Longanesi. Ammazza che cultura... Prezzolini aveva già fondato la Voce quando Longanesi era troppo giovane per frequentare l'asilo. Il grande Leo si sarà girato nella tomba dal ridere.

Giorgia Meloni manifesti elettorali antonio scurati a pugno chiuso dopo la vittoria del premio stregaantonio scurati vincitore foto di baccomakkox elodie in ti mangio il cuore elodie in ti mangio il cuore STORIA INSTAGRAM CHIARA FERRAGNI CONTRO FRATELLI D ITALIAchiara ferragni a ibizaGIORGIA MELONI E LA FIAMMA DI FDI - BY CARLI

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)