raggi lombardi conte grillo

VOLANO GLI STRACCI NEL M5S. CONTE, NEL MIRINO PER LA DECISIONE DI CANDIDARE I FEDELISSIMI NEI COLLEGI BLINDATI, STOPPA LA RAGGI, COCCA DI GRILLO E IN POLE PER PRENDERE IL POSTO DI PEPPINIELLO IN CASO DI DEBACLE ELETTORALE: “RIMARRA’ A FARE LA CONSIGLIERA COMUNALE” – L’EX SINDACA CONTRO LE ALLEANZE CON I DEM NELLE REGIONI. E CON LA SUA NEMICA ROBERTA LOMBARDI FINISCE IN RISSA - L'ASSESSORA M5S DEL LAZIO (CHE GOVERNA CON IL PD DI ZINGARETTI) A VIRGY: “CONTANO I FATTI E  I ROMANI TI HANNO MANDATO A CASA, SENZA NEMMENO FARTI ARRIVARE AL BALLOTTAGGIO, FATTI UNA DOMANDA INVECE DI…

CLAUDIO BOZZA per il Corriere della Sera

 

 

VIRGINIA RAGGI

I nomi dei candidati M5S saranno decisi con le parlamentarie online a cavallo di Ferragosto, per la precisione il 16. È una corsa contro il tempo, quella voluta dal leader Giuseppe Conte, che sperava di contenere le polemiche sui capilista, di cui avrà i poteri di scelta: «Le liste le firmo io, la responsabilità è mia....», va ripetendo.

 

La bufera, però, sembra solo all'inizio: «Con le nostre primarie verranno scelti solo i candidati per i collegi plurinominali - dice uno dei deputati esclusi dopo lo stop al terzo mandato -: tra questi, con le percentuali annunciate dai sondaggi ne saranno eletti solo una manciata». È forse anche in previsione di questo scenario che Conte sta riempiendo il suo scacchiere nei collegi blindati con buona parte dei fedelissimi, nella speranza di contenere i rischi di un attacco alla sua leadership nel caso in cui il 25 settembre dovesse andare peggio di quanto previsto. L'asticella è fissata al 12%: con questa percentuale 12 seggi al Senato e 25 alla Camera sarebbero «coperti» da nomi scelti da Conte.

virginia raggi alessandro di battista

 

Ma secondo gli oppositori interni si tratta di una previsione ottimistica: i numeri che girano parlano di nessun eletto in 5 regioni e pochissime possibilità in 4. E sottolineano un dato: se Conte decide i capilista, in caso di 5% avrà scelto 16 su 18 eletti, in caso di 10% ne avrà selezionati lui 32 su 45. In parte i posti da capilista andranno ai suoi vicepresidenti, compresa la viceministra Alessandra Todde, che grazie al maquillage delle regole potrà correre per Montecitorio nella sua Sardegna pur avendo più di 40 anni.

 

Interpretando il vademecum per le candidature, c'è chi aveva ipotizzato la possibilità di candidare Virginia Raggi, ma proprio nelle ultime ore è arrivata una frase di Conte a fare chiarezza: «Virginia rimarrà a fare la consigliera comunale».

 

virginia raggi giuseppe conte

L'ex sindaca di Roma non pare aver gradito ed è partita al contrattacco con parole di fuoco contro il Pd: «Stop alle alleanze in tutte le realtà in cui governiamo con i dem», ha detto aggiungendo una staffilata al leader: «Liste alla luce del sole, basta amici degli amici». E ieri, per interposta persona di Conte, l'assessora del Lazio Roberta Lombardi (che governa con il Pd di Zingaretti) si è lanciata in una replica al vetriolo: «Alla fine sono i fatti che contano - scrive -. Sono i risultati raggiunti che parlano del nostro operato e per i quali saremo giudicati alle urne. Perché in fin dei conti si può anche governare Roma per 5 anni e mezzo avendo la maggioranza ma se a fine mandato i cittadini ti mandano a casa, senza nemmeno farti arrivare al ballottaggio, allora è il caso di farsi una domanda. Non di lanciare proclami dal pulpito».

 

virginia raggi roberta lombardi beppe grillo

Intanto, ieri, nel database grillino sono iniziate ad arrivare alcune centinaia di autocandidature. Il M5S continuerà a raccogliere i nomi degli aspiranti deputati e senatori fino a lunedì alle 14. A Campo Marzio, quartier generale grillino, per ora si mantiene la linea del massimo riserbo su eventuali deroghe ed eccezioni. Ma i tempi così ristretti per tenere le parlamentarie fanno storcere la bocca a tanti uscenti che dibattono nelle chat. In maniera riservata, secondo quanto riportato dall'Adnkronos , più di un eletto avrebbe inviato doglianze via sms a Beppe Grillo, ritratto da Dagospia sotto un ombrellone a Porto Cervo, vicino alla sua villa: le lamentele riguardano i poteri di scelta dei capilista da parte di Conte.

raggi lombardi

 

A sostenere che il leader violerebbe le regole ci pensa anche l'avvocato Lorenzo Borré, già pronto ad aprire una nuova battaglia in tribunale. «Conte non può scegliere e blindare i capilista - spiega -: lo dice lo statuto. Non ha senso indire una gara in cui il primo arrivato viene collocato al secondo posto in graduatoria. Tanto varrebbe allora eliminare le primarie. Ma anche questa sarebbe una violazione statutaria».

raggi lombardivirginia raggi roberta lombardiVIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTEgiuseppe conte virginia raggi 2virginia raggi alessandro di battista

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...