grillo casaleggio di maio conte

VUOI VEDERE CHE ALLA FINE QUELLO CHE SI FA IL SUO PARTITO NON È CONTE MA DI MAIO? - GIRA VOCE CHE LUIGINO ABBIA DETTO AI SUOI: "HO UN PROGETTO ESTERNO AL M5S" - DI MAIO E' TENTATO DA UN CONTENITORE GOVERNISTA CON UN OCCHIO A WASHINGTON - COSI' A DAVIDE CASALEGGIO RESTERÀ LA BAD COMPANY DEL FU M5S DA TRASFORMARE IN MOVIMENTO SOVRANISTA, DI LOTTA E DI "VAFFA" (A GUIDA DI BATTISTA?)

giuseppe conte e luigi di maio

Nicola Biondo per "il Riformista"

 

«Ho un progetto esterno al Movimento cinque stelle». La voce è quella di Luigi Di Maio e ad avere ascoltato queste poche e decise parole è un gruppo di parlamentari fuoriusciti dal M5S. Un'incredibile fuori-onda riportato al Riformista da plurime fonti che si inserisce nel percorso parallelo e coincidente a quello di Giuseppe Conte e del suo progetto politico. Uno racconta l'altro, uno dentro l'altro. Una sorta di ticket per gestire il presente e affrontare le nuove sfide: Quirinale ed elezioni.

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

L'exit-strategy dal Movimento, come un taxi a fine corsa privo di benzina, ha visto in questi giorni un'ampia fase di reclutamento, così la raccontano alcuni di quei parlamentari che negli ultimi giorni sono stati introdotti da Di Maio nelle stanze di Palazzo Chigi. «Rientra nella maggioranza, ha detto Di Maio a molti dei fuoriusciti, per il futuro ho un mio progetto».

 

E così si spiega nelle ultime ore il via vai nello studio di Conte, tutte visite patrocinate dal ministro degli Esteri. Tutti voti che dal Misto, e spesso di segno negativo, sono finiti per diventare governativi. Nasce così una sorta di monocolore, Conte -Di Maio. Con il Pd, stordito e diviso, sullo sfondo. L'obiettivo preciso: la costruzione di una matrioska, dentro lo schema di Conte c' è il progetto Di Maio, di quell' area governista a cinque stelle che ha scalato il Movimento con Luigi e con lui vuole un nuovo contenitore.

 

beppe grillo luigi di maio

Un racconto straordinario non solo perché Di Maio è stato il capo politico, e con Davide Casaleggio è il fondatore del Movimento, ma perché il progetto incide non poco negli equilibri futuri, a sinistra come a destra. Un gioco di prestigio Dopo giorni di tessitura, mentre tutti erano sulle tracce deI partito di Conte ieri al Senato è andato in onda, senza che quasi nessuno se ne accorgesse, un omicidio politico, quello del Movimento, tirato come un elastico da una parte all' altra. Una bad company il cui brand va seppellito, fatto dimenticare.

 

casaleggio di maio

«Non vogliamo morire contiani», strepitavano in molti nel Movimento, alle prese con l' onanistico rito assembleare nelle ore precedenti. Ma in realtà il futuro della "Ditta a cinque stelle" era già segnato.

 

Il progetto che Di Maio ha approntato si può raccontare così. Si rivolge all' ala governista del Movimento e ha bisogno di tempo: blinda Conte per mantenere il controllo sul gruppo parlamentare e nello stesso tempo raccoglie e ordina le truppe sparse dei fuoriusciti per mostrare la capacità di allargare la sua base. È una risposta alle mire di Davide Casaleggio che da mesi, ostracizzato da quasi tutto il gruppo parlamentare, sta ponendo le basi - in rete of course - di un suo partito, molto trumpiano, un ritorno alle origini che punta alla borghesizzazione della Lega per riprendersi quello spazio toltogli dalla propaganda sovranista.

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Roba indigesta, fuori tempo e fuori sincrono per Luigi "l' amerikano" come lo chiamano alcuni suoi colleghi, in riferimento allo strettissimo rapporto con Mike Pompeo, ex -capo del Dipartimento di Stato Usa. Rapporto che l' ex-capo del M5S e suo futuro liquidatore considera fondamentale per il proprio futuro. Per almeno due motivi: Pompeo è un imprenditore (settore aerospaziale) con solidi legami in Italia ed è stato capo della Cia, tra i più duri e temuti. Deep -state, e pure assai "bad".

 

Chi vedeva nel giovane campano il possibile "killer" del Conte -bis è rimasto deluso, non poco. Di Maio al contrario ha giocato sulla compattezza del gruppo parlamentare soprattutto al Senato dove anche pochi voti potevano far saltare tutto. Per qualche giorno ha avuto in mano il pulsante che poteva far archiviare Conte ma ha deciso freddamente di cambiare fronte: condizionarlo da dentro invece di intestarsi un'operazione complessa.

DAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

E invece la matrioska, il biscotto dicono alcuni, è riuscito. Sotto gli occhi attenti del suo regista che ieri è comparso al Senato mentre parlava il transfuga di IV, il senatore Riccardo Nencini.

 

L'obiettivo di mezzo termine è arrivare alla corsa per il Quirinale dove senza i voti del gruppo Di Maio è praticamente impossibile eleggere il successore di Mattarella. Solo a quel punto scatterà il liberi tutti. E Di Maio e i suoi occuperanno con Conte il centro dello schieramento. E chissà che a quel punto, l' avvocato del Popolo non sia capace di chiedere per sé pure il Colle più alto.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA DAVIDE CASALEGGIO

Lo spettacolo di ieri è stato come la fiamma vicino la cera, ha mostrato lo scheletro dell' ingranaggio e la sua direzione. Il Movimento alla fine non è morto "contiano" ma "dimaiano" e con il voto di Mario Monti come officiante laico, l' arci-nemico dei grillini che furono. Per il resto, fuori al comando c' è sempre il Covid.

 

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