ecoattivisti nudi a westminster

WESTMONSTER! CI MANCAVA SOLO LA PROTESTA DEGLI ECOATTIVISTI CHE IRROMPONO NUDI A WESTMINSTER DURANTE IL DIBATTITO SULLA BREXIT: “VOGLIAMO RIPORTARE L'ATTENZIONE SUI TEMI AMBIENTALI. CI SIAMO ISPIRATI ALLE SUFFRAGGETTE" (VIDEO) - SCONFITTI TUTTI I PIANI ALTERNATIVI A QUELLO DELLA MAY PER IL DIVORZIO DALL’UE. ORA CHE FARA’ LA PREMIER? SI PROFILA UNA PERICOLOSISSIMA USCITA SENZA ACCORDO (CON CONSEGUENZE PESANTI PER L’ECONOMIA E PER IL CONFINE IRLANDESE) - VIDEO

Da www.ilmattino.it

ECOATTIVISTI NUDI A WESTMINSTER

Hanno resistito solo pochi minuti prima di essere cacciati dalla polizia della Camera dei Comuni, a Londra. Ma un gruppo di ecoattivisti è riuscito a catalizzare l'attenzione sulla necessità di iniziative per salvare il pianeta nel modo più inusuale: nudi in Parlamento mentre infuriava il dibattito infuocato sulla Brexit.

 

Alcuni dei manifestanti avevano anche dipinto il proprio corpo con slogan ambientalisti, due di loro avevano il corpo dipinto di grigio, indossando la maschera di elefanti. Tutti contestano ai politici britannici di prestare troppa poca attenzione alla crisi climatica in corso a livello mondiale. «Ci siamo ispirati alla protesta delle suffraggette di cento anni fa - hanno raccontato - Vogliamo riportare l'attenzione sui temi ambientali che sono i più importanti del momento ma anche i più ignorati dal governo e dai media».

 

 

SCONFITTI TUTTI I PIANI ALTERNATIVI A BREXIT. NO DEAL PIÙ VICINO

 

ANTONELLO GUERRERA per repubblica.it

ECOATTIVISTI NUDI A WESTMINSTER

 

L’agonia del Regno Unito nel labirinto della Brexit continua. Per la seconda volta in pochi giorni il Parlamento non si è accordato su alcun piano alternativo a quello di Theresa May per l’uscita dall’Ue. Tutti gli "indicative votes", ossia le votazioni di soluzioni alternative presentate dai singoli deputati, sono stati affossati anche questa sera. Stavolta i quattro piani che non hanno avuto la maggioranza sperata dalle opposizioni sono stati: la permanenza di Londra post Brexit nell’unione doganale, quello per l’appartenenza addirittura  al mercato unico (stile Norvegia, proposto dal parlamentare Nick Boles che si è dimesso dal partito a suo dire “incapace di compromessi"), la richiesta di un secondo referendum su qualsiasi piano approvi il Parlamento e un ulteriore rinvio Brexit per evitare il No Deal. Un prossimo tentativo per gli “indicative votes” è previsto per mercoledì prossimo.

 

gove may

È un sospiro di sollievo per i brexiter e per la premier, che l’ha scampata ancora una volta: gli “indicative votes” non sono vincolanti, ma May non avrebbe potuto ignorare l'indicazione di un Parlamento se questo per la prima volta avesse sostenuto a maggioranza un piano alternativo sulla Brexit. Ma è comunque un sollievo che dura poco. Ora che cosa farà Theresa May? Domani, martedì, la premier terrà un consiglio dei ministri fiume: cinque ore invece delle solite due/tre, un inedito. May e l’esecutivo dovranno decidere come rispondere allo stallo sempre più profondo.

 

Il partito conservatore rimarrà unito per un altro po’ di tempo, ma il tempo stringe perché entro il 12 aprile, anzi il 10 (data del Consiglio europeo straordinario) Londra deve decidere cosa fare: chiedere un ulteriore rinvio (che l’Ue concederebbe solo in cambio di nuove elezioni o un secondo referendum), uscire con il pericolosissimo No Deal (cioè senza accordo, con conseguenze probabilmente pesanti per l’economia e per il confine irlandese) oppure nel frattempo farsi approvare dalla Camera dei Comuni il tormentato accordo di May e Ue sulla Brexit, piano che dovrebbe tornare alla carica in questi giorni in aula come ha detto a caldo il ministro per la Brexit, Steve Barclay.

ECOATTIVISTI NUDI A WESTMINSTER

 

 

 

theresa may

Il problema è che gli (ex?) alleati unionisti nordirlandesi e una ventina di ribelli conservatori sono irriducibili e non cambieranno idea sull’accordo della premier. Per questo un No Deal (la pericolosa uscita dall’Ue senza accordo dopo il 12 aprile), seppur “controllato", è più probabile, anche perché le elezioni europee (automatiche in caso di un ulteriore rinvio lungo) non le vuole proprio  nessuno. Gira voce a Westminster che sarebbero almeno 200 deputati conservatori e oltre metà governo May tentati da questa soluzione estrema: tagliare il nodo e via, verso lo strapiombo del No Deal. L’Europa già minaccia: così il conto da pagare sarà di 10 miliardi. Intanto, ieri una decina di attivisti del gruppo radicale ambientalista Extinction Rebellion si sono spogliati alla Camera e si sono incollati ai vetri contro il cambiamento climatico. Anche questo non si era mai visto prima a Londra.

theresa maytheresa maytheresa mayTHERESA MAY ALLA CAMERA DEI COMUNItheresa may

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…