matteo renzi luigi zanda

ZANDA AFFONDA LA ZANNA: ''RENZI ERA QUEL SEGRETARIO DEL PD CHE MENTRE METTEVA IN CASSA INTEGRAZIONE I DIPENDENTI DEL PARTITO, RACCOGLIEVA 7-8 MILIONI PER LA FONDAZIONE DEDICATA SOLO A LUI'' - NON SOLO: SOLDI A ''OPEN'' SONO ARRIVATI ANCHE DA EYU, LA FONDAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO CHE ERA GUIDATA DAL RENZIANO BONIFAZI. E QUEI BONIFICI SOSPETTI SONO STATI SEGNALATI DALLA BANCA D'ITALIA

1. OPEN, LUIGI ZANDA: “RENZI ERA IL LEADER PD CHE METTEVA IN CIG I DIPENDENTI MENTRE RACCOGLIEVA 7 MILIONI”

Giovanna Casadio per ''La Repubblica''

 

luigi zanda

Senatore Luigi Zanda, tesoriere del Pd, che opinione si è fatto dell'inchiesta sulla Fondazione Open?

"Dell'indagine so poco o nulla. Naturale che chi ha violato le regole ne risponderà, ma non ne parlo. Renzi ha capitanano una scissione, sulla quale do un giudizio molto negativo e non voglio che questo finisca per condizionare il mio punto di vista. Di certo sono contrario alla commissione d'inchiesta che Di Maio ha proposto, perché penso che, quando indaga la magistratura, il Parlamento debba lasciarla lavorare".

 

Renzi tuttavia attacca i metodi usati dai giudici.

"Penso che su questo procedimento l'autorità giudiziaria debba fare conoscere le ragioni di tante perquisizioni e di tanti sequestri di telefoni, perché l'opinione pubblica deve essere rassicurata sul fatto che ci siano forti motivazioni per un'azione così imponente".

 

Ma il Pd chiede spiegazioni all'ex segretario dem?

"C'è una questione di etica politica. Da segretario e da senatore del Pd, Renzi ha raccolto risorse molto rilevanti di 7 o 8 milioni convogliandole alla Fondazione Open che, come lui stesso ha dichiarato, finanziava le sue attività politiche. Come segretario del Pd avrebbe dovuto riflettere sull'evidente situazione di conflitto in cui si trovava".

MATTEO RENZI FRANCESCO BONIFAZI

 

Sta dicendo che mentre voi Dem eravate in difficoltà, i renziani avevano un tesoretto?

"La fatica del segretario di un partito deve essere diretta a trovare risorse per il suo partito, come hanno sempre fatto tutti i segretari che hanno preceduto Renzi. Lui era il capo del Pd e aveva la responsabilità della finanze dem. Invece, da segretario cercava risorse per la sua Fondazione Open, mentre allo stesso tempo, sempre da segretario, metteva in cassa integrazione ben 160 dipendenti del suo partito, peraltro al verde per via della campagna per il referendum costituzionale del 2016, costata uno sproposito".

 

Lei, diventato tesoriere, si è trovato in una situazione difficile?

renzi bonifazi

"Abbiamo dovuto tenere insieme l'assenza di risorse, la cassa integrazione e le esigenze di un partito che svolge un'azione politica importante. L'anno prossimo promuoveremo una campagna per raccogliere fondi chiedendo a iscritti e elettori di darci una mano con aiuti individuali di 2 o 5 euro".

 

L'affaire Open danneggia il Pd e la politica in generale?

"Non credo che l'inchiesta su Open possa condizionare chi vuole aiutare economicamente il Pd. Aggiungo però che il finanziamento pubblico dei partiti è una necessità della democrazia. Non è l'antidoto all'illegalità, che va combattuta con altri mezzi, ma è un elemento costitutivo di una democrazia più sana. Il Parlamento dovrebbe discutere se la democrazia è la principale tra le risorse di libertà cui dispongono i cittadini o debba essere considerata in ostaggio di chi ha i mezzi economici per finanziarla".

RENZI CONVINCE TUTTI ALLA DIREZIONE PD BY VINCINO

 

Lei è stato messo sulla graticola per avere proposto il ritorno al finanziamento pubblico ai partiti quando è stato nominato tesoriere dem. Si è trovato isolato. Rifarebbe quella battaglia?

"È una battaglia che ho iniziato quando non pensavo che mai mi sarebbe capitato di fare il tesoriere del Pd. Considero vitale l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione per garantire la democrazia interna dei partiti, presupposto per evitare la deriva dei tanti partiti personali. Al tempo stesso bisogna individuare delle forme ragionevoli di finanziamenti pubblici e controllabili".

 

Eliminare il finanziamento pubblico è stato un modo per lisciare il pelo all'anti casta?

"La politica commette molti errori, ma sarebbe ben più grave se, quando se ne accorge, non provvedesse ad eliminarli. Ho presentato un disegno di legge che riguarda sia l'attuazione dell'articolo 49 della Carta che una limitata forma di rimborso ai partiti per il loro funzionamento".

 

Le fondazioni sono virtuose o sono un modo per aggirare il finanziamento a un partito?

"Le fondazioni sono un istituto benemerito e utile. Naturalmente bisogna che vengano utilizzate per fini nobili e non illegali".

 

Il rapporto tra la Casaleggio e i 5Stelle è ineccepibile?

"Un rapporto misterioso, io non ne conosco francamente l'estensione, anche se mi sembra che la Casaleggio associati condizioni molto la vita dei 5Stelle".

 

 

 

2. OPEN ED EYU, BONIFICI SOSPETTI DA UNA FONDAZIONE ALL'ALTRA LA SEGNALAZIONE DI BANKITALIA

Valentina Errante per ''Il Messaggero''

 

alberto bianchi

I soldi di Open, cassaforte renziana finita al centro dell' inchiesta dei pm di Firenze, e quelli dell' altra fondazione del Partito democratico, Eyu, da poco coinvolta nell' inchiesta romana sul finanziamento illecito dei partiti.

 

Stessi donatori e medesime ombre come rileva la Guardia di Finanza. La segnalazione per Eyu arriva dall' Uif di Bankitalia, che ha rilevato alcune operazioni sospette. Tra queste il passaggio di denaro dall' una all' altra: da Eyu a Open, quando la fondazione, presieduta da Alberto Bianchi, è praticamente in liquidazione.

 

Passaggi non del tutto chiari, visto che, secondo la Guardia di finanza di Roma, molte operazioni di Eyu non sono state iscritte in bilancio e non è possibile ricostruire con chiarezza la provenienza dei soldi. Di certo la fondazione versa soldi alla gemella, quando questa ha già chiuso i battenti e riceve donazioni dalla holding del manager renziano David Serra, perquisito nei giorni scorsi. Il manager finanzia contemporaneamente Open.

 

I SOSPETTI

È giugno 2018 quando dalle casse di Eyu parte il bonifico per Open.

Sebbene ad aprile dello stesso anno la cassaforte renziana, che aveva finanziato la Lepolda e le primarie dell' ex premier sin dal 2012, abbia annunciato la chiusura, l' altro ente dei dem (il 5 giugno) fa partire il versamento di 20mila euro. Un' operazione non del tutto chiara che viene segnalata dall' Antiriciclaggio e finisce in un' informativa della Guardia di Finanza che, tra l' altro, proprio su Eyu, segnala altre anomalie.

 

alberto bianchi boschi

Annotano i militari della Guardia di Finanza: «In considerazione degli accrediti pervenuti sul conto corrente (di Eyu ndr) che non trovano rispondenza nei dati di bilancio 2017 e dei numerosi e cospicui giroconti pervenuti da altro intermediario di cui non è possibile verificare l' origine della provvista, in assenza del Piano Annuale delle attività istituzionali ed in considerazione inoltre della parcellizzazione dei pagamenti, che non consentono né la verifica dell' utilizzo dei fondi né la verifica che la fondazione abbia correttamente perseguito le proprie finalità mediante l' erogazione di contributi a progetti ed iniziative, si inoltra a Uif la presente segnalazione».

 

Serra uno dei principali finanziatori di Open versa anche soldi a Eyu: nel 2017 55mila euro, nel 2018 80mila. Intanto a Firenze le indagini vanno avanti e riguardano soprattutto la società lussemburghese di Marco Carrai, amico personale di Matteo Renzi, ex componente del cda di Open, indagato per finanziamento ai partiti. Della sua Wadi Ventures Management, nel tempo, sono diventati soci alcuni dei più fedeli finanziatori di Open.

marco carrai

 

Invece Bianchi, accusato di traffico di influenze e finanziamento illecito, ha diffuso una nota negando di aver realizzato una sorta di archivio segreto dei finanziatori della fondazione. «Tutti i contributi sono stati effettuati su unico conto corrente bancario, intestato ad Open, ne era conoscibile e tracciata provenienza, data e importo», ma il sospetto dei pm fiorentini è che una parte dei fondi arrivasse nelle casse della fondazione proprio attraverso gli incarichi professionali affidati a Bianchi.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…