zelensky biden

ZELENSKY D'AMERICA! - IL PRESIDENTE UCRAINO VOLA NEGLI STATES, CON IL CAPPELLO IN MANO, PER CONTINUARE A CHIEDERE A BIDEN L'INVIO DI ARMI A LUNGO RAGGIO E CHE IL SUO PAESE VENGA INVITATO FORMALMENTE NELLA NATO - NEL SUO "PIANO PER LA VITTORIA", ZELENSKY CHIEDERÀ AGLI ALLEATI OCCIDENTALI UN ULTERIORE SFORZO ECONOMICO PER LA RICOSTRUZIONE - IL REPORTAGE TRA I FANTASMI DI POKROVSK, LA CITTÀ MARTIRE DEL DONBASS BALUARDO CONTRO I RUSSI. I CITTADINI: "VIVIAMO SOTTOTERRA, MA NON LASCEREMO MAI LE NOSTRE CASE..."

1. ZELENSKY ANTICIPA IL PIANO "VITTORIA CON I MISSILI NATO BIDEN PUÒ FARE LA STORIA"

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”

 

JOE BIDEN E ZELENSKY

Volodymyr Zelensky premerà su Biden perché gli Stati Uniti garantiscano un invito formale di adesione dell'Ucraina alla Nato e chiederà un impegno nella fornitura di armi strategiche. Sono due dei pilastri su cui poggia il Victory Plan (Piano per la vittoria) che il leader di Kiev presenterà a Biden giovedì 26 settembre in un bilaterale a Washington.

 

Lo riferisce l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti a conoscenza del piano. Nei propositi di Zelenksy c'è anche una domanda rivolta a Bruxelles, ovvero l'individuazione di un percorso chiaro per la piena membership. Agli alleati che negli ultimi trenta mesi hanno sostenuto con oltre 110 miliardi di dollari la difesa ucraina contro l'invasione e aggressione russa, Zelensky chiederà inoltre un ulteriore sforzo economico-finanziario per la ricostruzione e garanzie sulla postura di sicurezza futura.

 

volodymyr zelensky joe biden

Ci sarà anche un rinnovo della richiesta per l'utilizzo di missili a lunga gittata in territorio russo. Da Kiev, parlando con alcuni reporter, Zelensky ha confermato che la fattibilità del piano dipende anche dalla capacità di portare a termine attacchi in profondità in Russia. «Biden può rafforzare l'Ucraina e prendere decisioni importanti affinché l'Ucraina diventi più forte e protegga la sua indipendenza mentre è presidente degli Stati Uniti. Penso che sia una missione storica, dopotutto», ha detto Zelensky.

 

Ma su questo la posizione statunitense non è cambiata, Biden è perplesso poiché teme un'escalation anche se più volte in passato gli avvertimenti di Putin sul superamento di "linee rosse" da parte degli alleati si sono rivelati vuoti. [...]

 

strage di soldati russi a Trudivske nel Donbass

Washington sta preparando un ulteriore pacchetto di armamenti da destinare all'Ucraina. Potrebbe essere annunciato già domani alla vigilia dell'Assemblea generale delle Nazioni Uniti alla quale parteciperanno 140 leader fra Capi di Stato e di governo. Martedì ci sarà anche un Consiglio di Sicurezza straordinario con il tema Ucraina all'ordine del giorno e lì interverrà Zelensky.

 

[...] La nuova dotazione di armi dovrebbe avere il valore di 375 milioni di dollari e prevedere, oltre a munizioni e razzi e sistemi per la difesa antiaerea, anche i Joint Standoff Weapons (Jsow): sono missili a medio raggio (circa 120 chilometri) usati dalla Us Air Force e dalla Us Navy che possono essere montati sugli F-16. Rappresentano un salto di qualità nella postura difensiva di Kiev: consentono infatti ai piloti di spararli da distanza di sicurezza rispetto alla contraerea russa. Il pacchetto da 375 milioni sarà la più consistente dotazione per Kiev da maggio. [...]

 

2. LA NUOVA BAKHMUT

Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “La Stampa”

strage di soldati russi a Trudivske nel Donbass

«La più richiesta? È la torta Arlecchino, la ricetta me l'ha insegnata una signora che ha vissuto in Italia». Su Vulytsya Tsentral'na il rumore delle saracinesche è il segnale di fine giornata, quando alle tre del pomeriggio inizia il coprifuoco di Pokrovsk. La vita in questa città, da settimane sotto il fuoco russo, è ridotta a una manciata di ore, prima delle undici non si può circolare e dopo le 15 occorre ritirarsi in posti "sicuri", condomini risparmiati dalla furia dell'armata di Mosca, un paio di cantine che funzionano come bunker, magazzini interrati di negozi diroccati e, in caso di necessità, qualche chiesetta blindata dalla corazza della fede.

biden zelensky vertice nato

 

A Pokrovsk vivevano tra le 50 e le 60 mila persone, oggi contare quante ne sono rimaste è un'impresa. Sono poche, chi se lo poteva permettere è andato via, alcuni vivono fuori, da parenti e amici, e vengono a lavorare nei pochissimi negozi rimasti in attività, altri ancora resistono stoicamente, noncuranti del pericolo, talvolta trattenuti da raro patriottismo civile, come Irina, che la sua di battaglia la combatte con le torte, quelle che prepara per chi non se ne è andato.

 

«Da qui non ci muoviamo, ma non siamo pochi - racconta la pasticciera, mentre fa mostra delle delizie appena sistemate in frigo -. Nessuno di noi vuole vivere sotto i russi, ma purtroppo c'è chi non può andare via per vari motivi, io ho tre cani e quattro gatti, nessuno mi potrebbe ospitare con i miei fedeli amici».

treni russi nel donbass

 

Come sono le notti di Pokrosvk? «Un incubo, tra ieri ed oggi non ci hanno dato tregua, senza luce e sotto un martellamento continuo, oramai è più il tempo che trascorriamo come topi sottoterra che nei nostri letti».

[...]

 

La principale nota di colore sono i bancomat verde chiaro, tre o quattro quelli funzionanti, ma occorre che ci sia elettricità e soprattutto le banconote che vengono portate con puntuale irregolarità da qualche corriere di filiali fuori città. «Occorre provare, aspettare e riprovare», dice un signore che per ingannare il tempo sorseggia un tè caldo acquistato dal chiosco in legno antistante. Pochi metri quadrati gestiti da Natalia, giovane donna dai capelli rosso rame, che prepara caffè e cappuccini senza soluzione di continuità.

 

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

Abita in un paesino fuori Pokrovsk, ma tutte le mattina apre il suo bar «per dar conforto ai nostri ragazzi». I ragazzi sono i militari, le ultime resistenze a presidio della città, snodo strategico del Donetsk, occupato il quale la marcia delle truppe del Cremlino rischia di procedere inesorabilmente verso Kramatorsk, ultimo atto di quell'invasione iniziata dieci anni fa con cui Vladimir Putin vuole divorare il Donbass.

 

Le uniche mimetiche che si vedono sono quelle di soldati e ufficiali che si concedono una sosta per fare provviste o rifocillarsi, poi via di fretta a bordo di pick-up o quad verso le postazioni mimetizzate tra le zone boschive o dietro le posizioni trincerate. Tutto intorno macerie e desolazione, edifici distrutti e stabilimenti ridotti a cumuli di macerie, grovigli di lamiera dall'aspetto di macabre installazioni di morte. Poco prima del nostro arrivo un colpo di artiglieria pesante ha centrato un deposito, le fiamme ancora vive producono fumi neri forieri di aloni plumbei.

 

vladimir putin joe biden ginevra 2021

Piccoli focolai costeggiano la ferrovia ridotta a precario binario unico percorso a passo d'uomo da convogli con al massimo due o tre vagoni. La corsa ferrata già claudicante diventa impercettibile quando il treno deve muoversi su quei venti metri di binario appena liberati dall'ultimo ponte colpito, quello che conduce a Mirnograd. I ponti di accesso a Pokrovsk non esistono più, i cavalcavia men che meno, tutti piegati dai colpi dell'artiglieria russa, per accedere nella cittadina occorre attraversare una strada per lo più sterrata, o qualche sentiero di fortuna. Bloccati i quali inizierà l'assedio.

 

A percorrere su e giù Vulytsya Tsentral'na sono le volontarie di "Unity of People", il cui coordinatore, Puryshev Mykhailo, sta organizzando un centro dalle mura rosa per consentire ai soldati al fronte di lavare le divise, mangiare un pasto caldo e riposare un po' prima di tornare in trincea. «Stiamo realizzando un centro di invincibilità non lontano da qui, sulla strada per Kramatorsk», racconta, mentre i collaboratori si occupano di aggiustare le inferriate e sistemare le prese elettriche.

 

missili a pokrovsk in ucraina 9

I centri di invincibilità sono l'ultima spiaggia, luoghi dove chi rimane trova cibo, coperte, giocattoli per i più piccini e un po' di calore. Mykhailo ne ha realizzati diversi, anche a Bakhmut e Avdiivka, le città martiri oggi nelle mani dei russi dopo mesi di strenua resistenza. Che effetto fa costruire rifugi in città cancellate dalla mappa dell'Ucraina? «Preferisco pensare a quanto questi centri hanno fatto del bene, il nostro compito è lenire la disperazione degli ultimi, questa è la parte di guerra che noi combattiamo».

 

Ad indicare l'uscita da Pokrovsk è un sole obliquo ancora caldo, accarezza i volti degli anziani che tornano dal punto di distribuzione dell'acqua, quella corrente non c'è o non è potabile, così, a giorni alterni, le autobotti ne portano a sufficienza per riempire i serbatoi alle porte della città.

 

missili a pokrovsk in ucraina 8

Perché non siete andati via? «Non abbiamo il denaro e fare la vita dei senzatetto da un'altra parte, non lo possiamo accettare», dice un signore dal volto rugoso, ogni piega sul viso è una medaglia alla dignità. «Quella non ce la leveranno mai», dice mentre la moglie lo chiama. Lui prende la bicicletta carica di taniche, dietro ha legati alcuni cartoni, c'è anche quello con la scritta della pasticceria di Irina. La resistenza di Pokrovsk ha qualche rara pillola di dolcezza, quella di Arlecchino.

 

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