antonio conte

AMALO! INTER PAZZA DI CONTE: HA RIGENERATO CALCIATORI EMARGINATI (DA RANOCCHIA A CANDREVA), HA ELETTRIZZATO L’AMBIENTE E FATTO DIMENTICARE IL SUO PASSATO BIANCONERO: PER I TIFOSI NERAZZURRI NON E’ IL CAPITANO DELLA JUVE DI GIRAUDO E MOGGI. NON IL CONDOTTIERO BIANCONERO CHE HA INAUGURATO LO 'STADIUM' VINCENDOCI TRE SCUDETTI MA… - MERCATO: DOPO SANCHEZ E BIRAGHI, L'ULTIMO OBIETTIVO RIMANE VIDAL

Franco Vanni per la Repubblica

 

antonio conte

Nei mesi del corteggiamento ad Antonio Conte, che tanti fastidi portarono a Luciano Spalletti, Beppe Marotta probabilmente sognava quello che ha visto in campo lunedì sera. Non tanto la vittoria - dall' altra parte c' era una neopromossa - ma quella miscela di grinta e organizzazione che ha dato ai 64 mila di San Siro (leccesi compresi) l' impressione che qualsiasi cosa potesse succedere.

 

Anche segnare quattro gol alla partita di esordio, come Conte aveva già fatto nel 2011 contro il Parma alla sua prima panchina con la Juve. Un' impresa che all' Inter era riuscita solo a Meazza ed Herrera. Quattro reti che sarebbero potute essere sei, se Lautaro Martinez avesse sprecato meno e Lukaku fosse rientrato dal fuorigioco sul gol poi annullato a Politano.

 

ANTONIO CONTE

L' effetto Conte, che ubriaca la Milano nerazzurra di fine estate, è dolce e invasivo come il profumo di citronella. Lo si sente al botteghino, con lo stadio mai così pieno nella gara d' esordio dal 2010, stagione post Triplete. Lo si sente sui campi d' allenamento, dove rinascono giocatori considerati fino a poco fa prossimi alla rottamazione. Vale per Antonio Candreva, magro, sbarbato e capace di segnare un gol come pochi ne aveva fatti in carriera. Vale per Andrea Ranocchia, senatore da spogliatoio chiamato in emergenza a reggere la difesa per novanta minuti. E si sente anche nel modulo di gioco.

 

Fra le squadre finite nella parte sinistra della classifica la scorsa stagione, difendono a tre solo Lazio e Atalanta. Il 3-5-2 messo in campo da Conte contro il Lecce ha significato attaccare sempre con cinque uomini, spesso con sette. I tre dietro, peraltro, hanno fatto poco i centrali: D' Ambrosio è un terzino adattato e Skriniar ha giocato largo, coprendo in fascia le sgroppate di Asamoah.

antonio conte marotta

 

«È un modulo più aggressivo del mio vecchio 4-2-4», ha detto l' allenatore a fine partita. Lo conferma il tabellino dei gol: Brozovic, Sensi, Lukaku, Candreva. Un solo centro da parte di un attaccante, due segnati da nuovi acquisti, a conferma del valore di Conte come uomo mercato.E arriva anche la benedizione di Massimo Moratti, per cui «Lukaku è un trascinatore, è intelligente».

 

A che punto Sensi e il belga siano già nel cuore degli interisti lo dimostrano le bacheche di Facebook e Twitter anche dei più critici fra i tifosi. Dopo la vittoria di San Siro, in pochi rimpiangono Nainggolan e Icardi, determinato a restare all' Inter nonostante ieri alla Pinetina Marotta e Steven Zhang gli abbiano ribadito che per lui non c' è posto.

 

antonio conte

E stupiscono le poche proteste per il fatto che la società abbia pensionato la canzone "Pazza Inter", urlata per 15 anni prima di ogni partita a San Siro. L' inno all' irrazionalità nerazzurra, cantato anche da un commosso Zanetti, era parte della mitologia del Triplete. Conte, portavoce del marketing aziendale, aveva anticipato la rivoluzione a luglio: «Con me l' Inter non sarà più pazza, ma forte e regolare».

 

Nei pochi bar aperti a Milano, di Antonio già si parla come se fosse l' allenatore dell' Inter da sempre.

 

Non il capitano della Juve di Bettega, Giraudo e Moggi. Non il condottiero bianconero che ha inaugurato lo Stadium vincendoci tre scudetti in fila. Si ripete a pappagallo il suo slogan incendiario, scandito lunedì notte a partita finita: «C' è stata una scintilla, ora dobbiamo diventare dinamite ». Un invito a non accontentarsi, «perché a fine primo tempo, sul due a zero, potevamo fare meglio ».

 

antonio conte zhang

I più avveduti fra gli interisti - tradizionalmente minoranza inascoltata - fanno presente che sarebbe meglio non esaltarsi troppo. È una vittoria contro il Lecce, non una finale di Champions. Era partito forte anche Mancini nel 2015, arrivando alla fine del girone di andata a un' incollatura dal Napoli, ma lo scudetto lo vinse la Juve. Lo stesso ha fatto Spalletti nel 2017: primo e imbattuto a dicembre, quarto nel finale da infarto contro la Lazio. Ma l' interista è sognatore. Quello che sogna Conte, invece, è Arturo Vidal. Chiuse le trattative per Biraghi (nello scambio con Dalbert) e Sanchez, attesi entrambi oggi a Milano, è lui l' obiettivo di mercato. Joao Mario, intanto, è ufficialmente un giocatore della Lokomotiv Mosca.

conte lukakulukaku conteANTONIO CONTE

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