mourinho 11

AVE MOU: "LA BELLEZZA DI AVERE QUASI 60 ANNI È CHE TE NE FOTTI DEI GIUDIZI DEL MONDO" - DOTTO: MOURINHO, CHE OGGI COMPIE 59 ANNI, E’ CAMBIATO. AVESSE SUBÌTO IN PASSATO DAGLI ARBITRI QUELLO CHE HA SUBÌTO IN QUESTI MESI ALLA ROMA, ALTRO CHE MANETTE. AVREBBE RISCHIATO LA SQUALIFICA A VITA. QUI DA NOI HA PERFEZIONATO IL SUO TALENTO PER L’IRONIA, CHE A ROMA CHIAMANO “COGLIONELLA”. È STATO BRUTALE UNA VOLTA SOLA DAVVERO, CON I GIOCATORI, QUANDO…" - VIDEO

 

Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport

 

MOURINHO 11

Era il 26 gennaio del 1963. Era un sabato in tutto il mondo e anche a Setubal, quando Maria Julia mette al mondo Josè Mario Mourinho, figlio di Felix, un tipo che negli anni farà gioire e incazzare moltitudini diverse su diverse latitudini. Lo immaginiamo ieri notte, 59 anni dopo, nel suo pigiama elegante, mentre aspetta il tocco del suo anniversario, e tutto lo stupore di esserci arrivato così in fretta.

 

Entrando, da oggi, ufficialmente, nel giro di giostra in cui si appresta a diventare un magnifico sessantenne, possibilmente con una corona d’alloro in testa e magari un titolo che lo renda ancora più  somigliante ad Augusto Imperatore.

mourinho zaniolo

 

Lo festeggerà sobriamente, il suo primo compleanno da romanista, a Londra con la famiglia. Cioè, tutto ciò che ama più di ogni altra cosa. Persino più di se stesso. L’uomo che a Roma da sette mesi ci sta facendo gioire e incazzare, che abbiamo imparato a conoscere, a rispettare, in molti casi ad amare. Che porta a spasso senza complessi, e davanti alle telecamere, i suoi capelli grigi, senza avere per ora la minima tentazione di truffarsi allo specchio. Il volto, però, intatto di un putto rinascimentale.

 

1963. Un mese più vecchio di Michael Jordan, due di Quentin Tarantino, cinque di Johnny Depp. Esce il primo Lp dei Beatles e il secondo di Bob Dylan.

John Kennedy viene ucciso a Dallas e Martin Luther King a Washington fa sapere: “I have a dream”. José non ha avuto bisogno di sognare. Lui, magnifico paranoide, ha sempre saputo ciò che sarebbe  diventato. L’anno di Lawrence d’Arabia. Sette Oscar e tutti in fila al botteghino. Josè è quel tipo di uomo lì, Magellano o Lawrence, che siano mari, deserti o stadi, mondi da esplorare e da conquistare.

 

FRIEDKIN MOURINHO

Le cose cambiano in fretta. Quando Mou viene al mondo, i sessantenni sono categoria dello scarto, ombre decrepite nella maggioranza, sopravvissuti, anche un po’ rimbambiti. Vecchi, in una parola povera. Mou è un quasi sessantenne che se la fa alla grande con i social, si destreggia con le tecnologie (meglio che con le collanine e i braccialetti che gli regala l’adorata figlia Matilde). Nulla che faccia pensare a un disadattato in fila per imboccare tramontanti viali. Saggio, forse, sì, ma con la leggerezza monella e impunita di sempre. Più di sempre.

 

Mou arriva a Roma all’età giusta, al momento giusto, della sua storia non da poco. La testa giusta per darsi al divertimento felliniano di un circo malinconico e lieve in cui vincere non è un tedioso dovere ma, se accade, quando accadrà, sarà festa da raccontare nei secoli. Una città più disposta a vivere l’oggi che il domani, dove prendersi troppo sul serio è impossibile anche volendo. Una città, allo stesso tempo, che non sopporta la mediocrità della ragione e pretende di ballare grandiosa sulle proprie rovine.

jose mourinho 2

 

Tra Mou e romanisti il feeling è stato immediato. Non importa se intorno folle benedicenti o scettiche. Molti hanno sentenziato che José fosse venuto nella capitale come i pensionati vanno a Miami, a rosolare le chiappe grinzose al sole e a vivere di ricordi. Mou dimostra tutti i giorni che lui è a Roma, nella Roma, all’apice della sua storia, dentro la sfida più difficile, eccitante e vitale della sua biografia. Ce la farà a vincere questa sfida? Questo è un altro discorso. Non lo sa nemmeno lui. Josè ha vissuto abbastanza a lungo per capire che le cose hanno un inizio e una fine ma che, questa della Roma, è una storia tutta da scrivere.

jose mourinho 1

 

Da quel venerdì 2 luglio, lo sbarco a Roma in compagnia dell’aviatore, Dan Friedkin, il tripudio, più pandemonio che pandemia, i cori, “Olé, olé, olé, José, José…”, da Ciampino a Trigoria tra due ali di folla. Il suo primo “Daje!” in rete, ondeggiando sulla sua prima Vespa, dai muri di Testaccio ai campi di Trigoria. Ha dialogato al Campidoglio con la statua di Marco Aurelio, ha cantato “Roma, Roma, Roma core de ‘sta città”, ha mangiato la pizza nei cartocci per la strada, affamato come una lupa.

 

È cambiato anche nello stile. Lui che è sempre stato un elegantone griffato da cima a piedi. Sempre più simile, da quando è qui, a gatto Romeo del Foro Romano, casuale, ispido e arruffato, più stressato però di Romeo, senza mai dare segni di senescenza o di sazietà. Niente tarli, niente ruggini, mai inattuale, a giudicare da come si scalmanava e sacramentava domenica sera all’Olimpico per tenere i vita i suoi ragazzi, mediamente trenta e quaranta anni più giovani di lui.

 

mourinho staff

Il tempo che passa e Roma che lo attraversa. Josè è cambiato. La tremenda bellezza di avere quasi sessant’anni è che te ne fotti dei giudizi del mondo.

Mou è sempre stato una spanna sopra ma, in passato, gli eccessi di reazione mascheravano e dunque confessavano una sofferenza. Avesse subìto in passato dagli arbitri quello che ha subìto in questi mesi alla Roma, altro che manette.  Avrebbe rischiato la squalifica a vita.

mourinho

 

Qui da noi ha perfezionato il suo talento per l’ironia, che a Roma chiamano “coglionella”. Roma lo ha reso più morbido, non per questo più arrendevole. Ha imparato, per sua stessa ammissione, il piacere di ascoltare il rumore degli amici. È stato brutale una volta sola davvero, con i giocatori secondo lui colpevoli d’averlo esposto alla peggior figura della sua storia di allenatore. Forse, l’unica occasione, in cui, allo specchio, la sua storia romanista ha vacillato un po’. In generale non è stato tenero con gli spagnoli, Pedro, Mayoral, Villar, lo stesso Perez ma, si sa, portoghesi e spagnoli non si sono mai amati. Rivalità feroce, non solo nel calcio, anche quando si trattava di spartirsi il mondo (le cose più terribili su di sé lo Special le ha lette a Madrid).

JOSE MOURINHO ALL OSTELLO DELLA CARITAS DI ROMA PER CAPODANNO

 

A Roma è diventato più bravo ancora nella comunicazione, il che sembrava impossibile. L’aver dovuto subire mortificazioni inedite, l’ultima i tre gol in sette minuti della Juve, hanno affinato il suo talento nell’uso dei concetti e delle parole in una lingua non sua, la sua capacità di portare la conversazione dove vuole. E tanti piccoli capolavori, come l’aver definito domenica sera “criminale” alla Fred Buscaglione il primo tempo della Roma.

 

TAPIRO D ORO A MOURINHOjose mourinho foto mezzelani gmt026

Per il resto, la sua vita a Roma è nella riservatezza più assoluta. La casa molto confortevole ai Parioli, vicino a quella di Dan Friedkin. Rarissime sortite nel quartiere. Intercettato, si è prestato a foto e autografi. Lisbona, Porto, Londra, Milano, Madrid, Manchester, mutazioni apparenti. Ovunque vada, è il mondo Mou che trasloca. Centrale a se stesso. Roma sembra la sua prima vera integrazione emotiva con un ambiente urbano che non sia quello delle sue origini.

 

Sei vecchio solo non quando te lo dicono gli altri, ma quando cominci a dirtelo tu allo specchio. Mou, il romanista, si dice altro.

 

ivan zazzaroni giancarlo dotto foto di bacco (2)giancarlo dotto foto di bacco (3)

 

mourinho striscioneconor mcgregor e mourinho 2mourinho a trigoriamourinho memeMOURINHO 19mourinho a trigoriaMOURINHO 19mourinhomourinhomourinho repubblica cover mourinho striscioneMOURINHOmourinhomourinhoMOURINHO

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO