conte lukaku

AVVISATE CONTE: LUKAKU SI ALLONTANA, L’INTER NON FARA’ SPESE PAZZE - MAROTTA PROVA A RASSICURARE L’EX CT: “ORA ABBIAMO DELLE DIFFICOLTÀ MA COMPREREMO 2 PUNTE. UNA ESPERTA E UNA GIOVANE”. TUTTI GLI INDIZI PORTANO A DZEKO (MA LA ROMA VUOLE 20 MLN) E A RAFAEL LEAO – BIASIN: "L’ALTRO GIORNO CONTE E’ PARSO INCAZZATO COME UNA BISCIA BIRMANA..." ECCO LE QUESTIONI CHE INFASTIDISCONO IL TECNICO

FABRIZIO BIASIN per Libero Quotidiano

 

antonio conte marotta

C' è stato il summit di mercato a Nanchino, profondissima Cina, regno di mister Zhang, che poi è il padrun dell' Inter. Qui, domani, i nerazzurri sfidano la Juventus nel secondo match di International Champions Cup (diretta su Sportitalia alle 13.30); qui, ieri, Marotta e vertici nerazzurri si sono confrontati per capire fino a dove si può arrivare per accontentare mister Antò.

 

La faccenda è nota: Conte l' altro giorno è parso incazzato come una biscia birmana, vorrebbe subito Lukaku, Dzeko e anche un esterno a sinistra che possa fare il lavoro che non può fare Perisic («lì non può aiutarmi», ha spiegato il tecnico dopo il match perso 1-0 sabato con il Manchester United). Il fatto è che per concedere il belga, il club inglese non si sposta dalla richiesta iniziale, ovvero 85 milioni.

lukaku

 

La cosa è molto curiosa se si pensa che l' intervento dei cosiddetti «intermediari» ha fatto sì che la cifra imposta dai Red Devils scendesse dagli 85 milioni iniziali agli 85 di ieri. Un lavoro di fino, insomma.

 

Ma fa nulla, quel che conta sono le dichiarazioni rilasciate all' Ansa dall' ad Giuseppe Marotta. Eccole: «È stato un incontro proficuo, nel quale è emerso una volta di più che società e tecnico sono in simbiosi: presto avrà la rosa vera e completa per lavorare sui dettagli come vuole e sa fare».

 

E ancora: «Siamo alla ricerca di 2 punte, una di esperienza e un giovane, perché oggi abbiamo solo Lautaro. L' anno scorso c' erano anche Keita e Icardi, ora abbiamo solo un attaccante. La mancanza di fretta nasce dalla ponderazione della valutazione dei profili».

 

lukaku

Una specie di secchiata d' acqua sul fuoco delle polemiche e dei tipici pissi-pissi da Bar Sport («Conte si dimette! Te lo dico io!»). E invece no, a quanto pare le pedine richieste arriveranno: bisogna solo capire quando. Ancora Marotta: «Siamo un pochino a disagio anche perché è l' anno del cambiamento, c' è stato l' arrivo di un nuovo allenatore con le sue idee: di sicuro l' anno prossimo saremo ancora più pronti e allineati».

 

L' altra faccenda che infastidisce tecnico e collaboratori vari riguarda le uscite: la presenza dei giocatori «di troppo» non consente di costruire e cementare un vero e proprio «gruppo di lavoro», che poi è da sempre una delle prerogative di Conte. Su questo fronte non ci sono grosse novità. O meglio: sappiamo che Nainggolan difficilmente accetterà soluzioni cinesi, mentre sui vari Joao Mario, Miranda, Borja Valero, Dalbert e compagnia calciante si attendono offerte capaci di non generare minusvalenze. Mica facile.

antonio conte zhang

 

Discorso a parte per Icardi, ovvio. Nell' ambito del quotidiano «rimbalzo di notizie» («Il giocatore ha aperto al Napoli! No, alla Juve! No, al Napoli! No, alla Juve!») il dato di fatto è che anche nella giornata di ieri la moglie/agente ha portato le offerte al marito/attaccante e il marito/attaccante ha risposto «non lascio l' Inter». Cambierà idea? Mica facile azzeccare la previsione.

 

Ultime faccende interiste. Il sciur Gabigol, meteora in serie A, contratto con i nerazzurri in scadenza nel 2022, continua a segnare come un ossesso in Brasile: 8 centri nelle ultime 9 partite col Flamengo e 2° titolo di capocannoniere opzionato a soli 22 anni. Ebbene: ci fosse uno straccio di offerta per comprarselo. Mah...

E poi Bale. Lo Jiangsu Suning di mister Zhang è sempre più vicino al gallese. E molti dicono: «Cinese cattivo!

 

Spende per la sua squadra e se ne fotte dell' Inter!». A costoro prima o poi toccherà spiegare che non è un problema di «voglia di spendere» ma di «possibilità di spendere» dei rispettivi club a seconda dei fatturati, dei bilanci... Sembra un concetto semplice ma evidentemente non lo è.

lukaku

 

 

INTER, AVANTI PIANO LUKAKU SI ALLONTANA

 

Guido De Carolis per il “Corriere della sera”

 

Nessuna spaccatura, ma occorre armarsi di pazienza.

L' Inter non va di fretta e l' ad Beppe Marotta, sollecitato dalle parole di Antonio Conte, prova a rassicurare l' allenatore e la tifoseria nerazzurra entrata già in fibrillazione.

 

antonio conte

A Nanchino, nel vertice di mercato tra il patron di Suning, Jindong Zhang, il figlio-presidente Steven, il direttore sportivo Piero Ausilio, gli ad Marotta e Alessandro Antonello e l' allenatore, si è parlato di acquisti, soprattutto di attaccanti. «Società e tecnico sono in simbiosi: presto Conte avrà la rosa per lavorare come vuole», è la promessa di Marotta.

 

L' ad interista, che rientrerà a Milano nel weekend dopo l' amichevole di domani contro la Juve, non ha nascosto le difficoltà. «Conosco benissimo il linguaggio di Conte, lo so interpretare. Il mercato è lungo, i tempi sono dilatati.

lukaku los angeles

 

È vero, siamo in difficoltà soprattutto nel reparto offensivo, ma non faremo scelte avventate. Non possiamo fare investimenti troppo onerosi, rischiamo nuovamente di ricadere nei paletti Uefa. Siamo allineati con il tecnico per fare una squadra competitiva», sottolinea Marotta.

 

Occorre tempo e pazienza, ma il dirigente nerazzurro conta di regalare la prima punta all' Inter già la prossima settimana. Si andrà con decisione su Edin Dzeko. La Roma continua a chiedere 20 milioni, Marotta è fiducioso di trovare la formula giusta e regalare il bosniaco a Conte quanto prima. Più incagliata la trattativa per Romelu Lukaku. Il Manchester United non fa sconti per il belga ma Marotta, dopo il meeting con i vertici di Suning, ha capito che non ci sono margini per arrivare a 85 milioni.

 

dzeko perisic

L' ultima offerta sarà di 70 milioni, altrimenti si cambierà strategia. «Siamo alla ricerca di due punte, una di esperienza e una più giovane, perché oggi abbiamo solo Lautaro». Se Dzeko è l' usato sicuro, chi risponde al profilo del giovane è il portoghese del Lille, Rafael Leao: 20enne acquistabile con 40 milioni. Potrebbe sbloccare invece il mercato la cessione di Mauro Icardi, punta anche lui ma ripudiata. Qualcosa comunque si muove, il corteggiamento del Napoli sta facendo breccia nell' argentino, più aperto al trasferimento. L' Inter su un punto è ferma: Icardi andrà alla Juve solo in cambio di Dybala.

 

«Con un mercato così lungo si fa fatica a costruire la squadra definitiva. So che Conte ha l' esigenza di avere una squadra a disposizione nell' immediato, ma dobbiamo anche sfoltire la rosa. La mancanza di fretta nasce dalla valutazione dei profili», rassicura Marotta.

ANTONIO CONTE

 

Il dirigente interista vuole regalare a Conte la miglior rosa possibile, senza però farsi strozzare sul mercato.C' è ancora più di un mese per completare il gruppo e la campagna acquisti non si fermerà ai due attaccanti.

 

Icardi e Nainggolan sono sicuri partenti, anche se per il belga non c' è nessuna offerta. Bisognerà poi piazzare Borja Valero, Joao Mario e Miranda. Marotta però è stato chiaro: niente spese folli e questo depenna dalla lista dei potenziali acquisti anche il laziale Milinkovic-Savic, se non ci sono i soldi per arrivare a Lukaku figurarsi se è possibile sedersi al tavolo con Lotito per il serbo.

DZEKO 1

 

Un centrocampista però occorre, come pure un esterno a tutta fascia per sostituire Perisic, altro ritenuto non idoneo. «Siamo un pochino a disagio, anche perché è l' anno del cambiamento. C' è stato l' arrivo di Conte con le sue idee: di sicuro l' anno prossimo saremo ancora più pronti e allineati», ammette Marotta. Non proprio musica per i tifosi: l' Inter è in stand by.

 

«Miglioreremo la rosa», promette l' ad nerazzurro. Conte aspetta e domani alla Juve di Cristiano Ronaldo rischia di dover rispondere con Esposito e Longo. Ha ragione Marotta, un po' di disagio c' è.

antonio conte calcia il pallone a bordo campoantonio conte inno le porga la chiomaDZEKOconte marottamarottaantonio conte fa le corna

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

andrea orcel luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone giorgia meloni fazzolari giancarlo giorgetti castagna mps leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! IL RISIKO BANCARIO INIZIA SOLO ADESSO - SCARICATO CALTAGIRONE (NON SOLO DALL'ALLEATO MILLERI E DAI FONDI INTERNAZIONALI, MA ANCHE DA PALAZZO CHIGI, VEDI BANCO BPM, CARO AL LEGHISTA GIORGETTI, A FAVORE DI LOVAGLIO), ORA SI INIZIA A BALLARE LA RUMBA – SARÀ UN CASO CHE OGGI IL BOSS DI UNICREDIT, ANDREA ORCEL, ABBIA DECISO DI FAR PACE CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, RINUNCIANDO ALL’APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL GOLDEN POWER PER L’OPERAZIONE BPM? FORSE LA GUIDA SUPREMA DELLA SECONDA BANCA ITALIANA AVEVA URGENTE BISOGNO DI RIMUOVERE QUALSIASI POSSIBILE OSTACOLO POLITICO PER LANCIARSI IN NUOVE AVVENTURE? - NEL MIRINO, SI SUSSURRA A PIAZZA AFFARI, C’E’ LA PARTECIPAZIONE DI DELFIN (17,5%) IN MPS. E NON E' UN CASO CHE UNICREDIT SIA IL PRINCIPALE FINANZIATORE DELLE VARIE ATTIVITA' DELL’INDIAVOLATO LEONARDINO DEL VECCHIO - L’UNICO EREDE DEL VECCHIO SODALE DI MILLERI DEVE RAGGRANELLARE SUL MERCATO 11 MILIARDI, SOMMETTA NECESSARIA PER ACQUISIRE LE QUOTE DI DUE FRATELLI E PERMETTERE A MILLERI DI GUIDARE IN TRANQUILLITA' L’IMPERO DI LUXOTTICA. MA SERVE ANCHE PER CHIUDERE L’ANNOSA PARTITA TESTAMENTARIA E DARE SODDISFAZIONI ALLE PRESSANTI RICHIESTE ECONOMICHE DEI RESTANTI EREDI. E PER FARLO, DIVENTA NECESSARIO CEDERE LE PARTECIPAZIONI DELFIN (SI PARTE DA MPS?)