mario balotelli

BALO-GATE– IL PM CHIEDE DI ARCHIVIARE L’ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI SUPERMARIO: LA RAGAZZA CHE DICE DI ESSERE STATA STUPRATA DALL’ATTACCANTE QUANDO LEI AVEVA 16 ANNI NON SAREBBE CREDIBILE - CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DEL SUO AVVOCATO CHE AVREBBE CHIESTO CENTOMILA EURO AL CALCIATORE PER NON DENUNCIARLO E NON RIVELARE LO 'SCANDALO' AI GIORNALI. UNA RITORSIONE PERPETRATA IN ACCORDO CON LA...

Mara Rodella per il “Corriere della Sera”

 

Ci sono le telefonate registrate, decine di chat, foto e intercettazioni. Le denunce incrociate dei protagonisti di questa vicenda e tre inchieste aperte in altrettante Procure.

MARIO BALOTELLI

È tutto agli atti, raccolti dai carabinieri vicentini e trasmessi alla magistratura competente, che cercano di cristallizzare la relazione tra Mario Balotelli e la ragazza della provincia di Vicenza che lo accusa di averla stuprata quando aveva solo 16 anni.

 

Ma per la Procura di Brescia, che indaga per competenza territoriale, non ci sono elementi tali da procedere nei confronti del campione per un crimine così pesante. Chi lo accusa, insomma, non sarebbe credibile. Il pm Barbara Benzi, titolare del fascicolo, ha firmato una richiesta di archiviazione del procedimento per violenza sessuale. I tempi per la trasmissione al gip e la notifica alle parti - la presunta parte offesa potrà dal canto suo presentare opposizione - vista la sospensione dell' attività giudiziaria dettata dall' emergenza coronavirus, subiranno inevitabili dilatazioni.

 

Una decisione, quella della Procura bresciana, che fa il paio con gli sviluppi dell' inchiesta aperta, invece, dai colleghi veneti, i quali hanno già chiesto il rinvio a giudizio per estorsione nei confronti dell' avvocato della ragazza, Roberto Imparato: avrebbe chiesto centomila euro al calciatore per non denunciarlo e non rivelare lo «scandalo» ai giornali. Una ritorsione perpetrata in accordo con la sua assistita, a sua volta indagata dalla Procura minorile di Vicenza.

MARIO BALOTELLI

 

Il legale, dal canto suo, si è sempre difeso sostenendo che quella richiesta di denaro altro non fosse che la proposta di una normale transazione tra le parti, come molto spesso succede in casi simili, per evitare la sofferenza di un processo alle presunte vittime. Balotelli (difeso da Alessandro Moscatelli e Francesca Coppi) di euro ne offrì trentamila: rifiutati. E che si sarebbe trattato di una sorta di trappola lo dimostrerebbero anche alcune dichiarazioni dello stesso avvocato, intercettate e finite nel faldone dell' inchiesta: «Voglio una Ferrari gialla e una blu. Abbiamo fatto cento prove, la ragazza è un' attrice nata», si lascia sfuggire al telefono con una collega il 15 settembre 2017.

 

MARIO BALOTELLI

Poco prima la sua assistita aveva riattaccato proprio con Balotelli: «Io piangevo, secondo te perché piangevo? Che poi ti dicevo sempre di smetterla, di smetterla, di smetterla e non ce la facevo...». Il riferimento va ai rapporti consumati nell' estate di quell' anno nella discoteca High Club di Nizza, che stando alla versione della giovane sarebbero iniziati in modo consensuale salvo poi continuare nonostante lei chiedesse a Super Mario di smettere.

 

«La terza volta ho capito che ti faceva male e infatti ho smesso» le disse lui, al telefono.

«Quella della Ferrari era solo una battuta» si è giustificato l' avvocato Imparato, precisando che i commenti sull' atteggiamento della ragazza si riferivano al fatto che avesse gestito bene le emozioni al fine di ottenere una confessione dal calciatore.

Balotelli li ha denunciati nel dicembre 2017 alla Procura di Vicenza. Un esposto di 7 pagine per dichiararsi vittima di un ricatto. «Lei era consenziente, ha fatto di tutto per sedurmi, mi sembrava disinibita» la sua verità. Che non contempla alcuna violenza nei confronti di quella ragazza «che pensavo maggiorenne» e per la quale invece è stato denunciato nel gennaio 2018.

cellino balotelli

 

Agli inquirenti Balo riferì poi di quella «strana telefonata» di lei in settembre: «Non mi aveva mai parlato così. Mi diceva di avere 16 anni e di aver subito violenza. Ero esterrefatto». Seguirono le richieste di denaro per mettere tutto a tacere: «Ho detto all' avvocato di essere disponibile a incontrarla». «Solo se ti presenti con i soldi», gli avrebbe risposto. «Quindi mi sono deciso a denunciare». Per i pm di Brescia ha ragione lui.

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