LA BATTAGLIA DEI DIRITTI TV: A DAZN I CLUB CHIEDONO GARANZIE TECNOLOGICHE - LA SERIE A ANCORA DIVISA TRA SKY E DAZN (CHE HA PRESENTATO UN’OFFERTA DA 840 MLN): VOTAZIONE A RISCHIO RINVIO - C'È CHI MANIFESTA PERPLESSITÀ (TRA QUESTI CAIRO E VIGORITO DEL BENEVENTO): TUTTI DEVONO VEDERE LE PARTITE SENZA PROBLEMI. LA BANDA LARGA NON COPRE TUTTO IL PAESE. DAZN TRASMETTE SOLO IN STREAMING - LA PARTITA DEI DIRITTI TV SI INTRECCIA CON QUELLA DEI FONDI: ECCO COME

Emiliano Bernardini Salvatore Riggio per "il Messaggero"

 

DAZN

Dopo 48 ore di riflessione, oggi la Lega serie A è chiamata a scegliere a chi assegnare i diritti televisivi del triennio 2021-2024. All' orizzonte c' è una possibile rivoluzione epocale: il passaggio della serie A interamente in streaming dopo 17 anni di visione su Sky. Dazn ha presentato l' offerta più alta: 840 milioni di euro per sette gare in esclusiva e tre in condivisione, quasi cento milioni in più dei 750 proposti da Sky per tutte le partite oltre alla possibile creazione di un canale light.

 

Ma resta in piedi anche l' ipotesi che oggi il voto venga rinviato ancora. Non ci sarebbero i 14 voti necessari all' assegnazione. La maggioranza si aggira intorno ai 10-11 voti. Le proposte delle due emittenti scadranno il 29 marzo e per questo è probabile che i club si possano prendere fino all' ultimo giorno disponibile per decidere. I 20 presidenti di serie A continuano ad essere divisi. La partita dei diritti tv si intreccia con quella dei fondi: scegliere Dazn potrebbe frenare l' offerta per la media company, cui guarda Sky.

 

dal pino

QUESTIONI TECNOLOGICHE Inoltre c' è chi manifesta perplessità tanto da chiedere garanzie tecnologiche (tra questi Vigorito del Benevento): tutti devono vedere le partite senza problemi. Altri invece sostengono che la serie A via streaming potrebbe aiutare a recuperare giovani tifosi, che faticano ad avvicinarsi al calcio.

 

Inoltre, come esposto nell' assemblea di lunedì, le reti di questo tipo sarebbero molto più sicure rispetto ad altri metodi di trasmissione per quanto riguarda l' annoso problema della pirateria. Le perplessità di natura tecnologica per la qualità della rete in alcune zone d' Italia sembrano essere l' ostacolo più grande. Ma la piattaforma è cresciuta parecchio da quell' esordio italiano del luglio 2018. Con gli inizi a singhiozzo nello streaming (l' ultimo avvenuto in autunno durante la partita dei play off di Europa League Rio Ave-Milan).

sky dazn

 

L' evoluzione tecnologica è andata avanti, la fibra si sta estendendo: dal settembre 2018 al settembre 2020 è arrivata oltre il 90%. A cui si aggiungono tutte le altre coperture a banda larga con altre tecnologia (satellite, FWA). È soprattutto la pandemia ad aver aiutato l' infrastruttura di rete.

 

Certo, Dazn trasmette solo in streaming ed è necessaria una connessione robusta per sostenere l' aumento del traffico. Milioni di utenti collegati insieme sono un bel banco di prova. I club, dal canto loro, sono comunque soddisfatti dalle due offerte che non segnano arretramenti significativi nei futuri incassi (a differenza di quanto sta capitando in altri campionati).

 

CAIRO

LE DIRETTE IN CHIARO Il tema della diretta in chiaro di una partita di serie A (e sarebbe la prima volta in Italia) è tornata alla ribalta per la probabile scelta della Lega di rimettere in vendita il pacchetto 2 (tre partite in co-esclusiva), valutato 70 milioni da Sky. I presidenti puntano ad incassarne 150.

 

Rientrerebbe in corsa anche Mediaset. Ma bisogna superare l' ostacolo della Legge Melandri che non lo consente. Alcune forze politiche sono pronte ad appoggiare la modifica normativa che garantirebbe la compatibilità della diretta in chiaro. Tutto questo potrebbe portare a nuovi scenari: Sky potrebbe entrare in gioco con Tv8.

diletta leotta daznmaximo ibarra 2lotito cairocairo gazzettaLeonard BlavatnikDAZN

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?