maradona bruno conti

BRUNO CONTI SECRETS: “MARADONA MI VOLEVA AL NAPOLI. AVREI LASCIATO LA ROMA SOLO PER STARE CON LUI” – “ERA UN PERIODO IN CUI AVEVO PROBLEMI CON DINO VIOLA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO. CI PENSAI SU, POI GLI DISSI DI NO. NON MI PENTO DELLA MIA SCELTA” – QUELLA VOLTA CHE NEL 2005 A TRIGORIA SI APRI’ UNA PORTA E USCI’… - VIDEO

 

Alessandro Angeloni per “il Messaggero”

 

maradona bruno conti

Diego Maradona è morto lo stesso giorno del suo amico Fidel Castro e di un altro grande maledetto del calcio, George Best. C' è un qualcosa di magico anche nella morte, specie se il personaggio in questione, Maradona, ha scritto pagine di vita (di calcio) memorabili. L' amico romanista, Bruno Conti, non lo dimentica, oggi lo ricorda con commozione.

 

maradona bruno conti

Per i tifosi della Roma, Bruno era un po' Maradona e un po' Zico: MaraZico. Diego se lo porta addosso. «Da quando un giorno, alla fine di una partita della Roma contro il Napoli, mi chiese di andare a giocare con lui. E' stato emozionante: Diego voleva al fianco me, proprio me».

 

Lei ci ha anche pensato.

«Beh, era un periodo in cui avevo problemi con Dino Viola per il rinnovo del contratto.

In quella partita io ero il capitano della Roma, lui del Napoli. Alla fine quel vieni a giocare a Napoli non lo dimentico. Poi le cose si sistemarono con il presidente e gli dissi di no. Ma nel tempo è rimasta la stima e il rispetto. Alla fine sono rimasto a Roma e sono felice».

bruno conti

Se n' è andato un altro amico.

«Questo anno maledetto ha portato via persone a cui ero molto legato: Diego, per il calcio, D' Orazio per la musica. La mia vita è legata alle giocate di Diego e alla musica dei Pooh. Speriamo finisca presto. Un anno, purtroppo, indimenticabile, in negativo».

 

Che immagine le viene in mente di Diego?

«Lui era il calcio. La tecnica, la fantasia, il genio. Ha portato scudetti al Napoli e, con tutto il rispetto per i vari Bagni, Giordano e altri grandi di quella squadra, è stato l' artefice di quei successi. Ha fatto innamorare una città e il suo calcio ha fatto innamorare il mondo».

 

Nel mondiale in Messico 1986 siete stati avversari con le Nazionali.

«Quell' Argentina che vinse porta la sua firma. Ha fatto quasi tutto da solo. Il gol all' Inghilterra, quello al Belgio, sono delle perle. Se n' è andato un pezzo di storia del calcio».

 

Quando ha avuto modo di rivederlo?

bruno conti foto mezzelani gmt 020

«Nel 2005, quando per poco tempo ho preso in mano la prima squadra, alla vigilia di una delle ultime giornate, Salvatore Bagni lo portò a Trigoria. Mi venne a salutare, lo abbracciai di nuovo. Durante la conferenza stampa, ho detto: Volevo presentare il nuovo acquisto della Roma. Si aprì una porta e uscì a sorpresa Diego. Applausi».

 

Ma alla fine era meglio Pelè o Maradona, questo quesito sarà mai sciolto?

«Io Diego l' ho vissuto da vicino e ho apprezzato tutte le due doti tecniche e di trascinatore. Di Pelè ho visto le immagini, era diverso: aveva il colpo di testa. Diego aveva un piede sinistro magico, irripetibile. Ha fatto la storia del calcio. Una leggenda. Ma fare paragoni non ha senso, sono due fenomeni spalmati su epoche diverse».

DIEGO MARADONA E CORRADO FERLAINO

 

Diego si è lasciato andare, fisicamente.

«Sono questioni legate alla vita privata. Ogni persona ha il diritto di vivere la propria vita come vuole, con i suoi alti e bassi».

 

Magari in passato ha fatto scelte sbagliate?

«Non sono nessuno per giudicare. Quando penso a lui penso al calcio, alle emozioni che ha saputo regalare. Diego è stato un combattente. Ha sempre messo la faccia davanti a tutto, senza mai tirarsi indietro».

CORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA maradonaCORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA diego armando maradonadiego armando maradona CORRADO FERLAINO E DIEGO MARADONA

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...