UN CAMPIONATO COLONIZZATO - L'ANNO PROSSIMO, METÀ DELLE SQUADRE DELLA SERIE A POTREBBE AVERE UN PROPRIETARIO NON-ITALIANO (LA DECIMA SAREBBE IL VENEZIA NEL CASO IN CUI DOVESSE BATTERE LA CREMONESE NEI PLAY OFF) - LA MAGGIOR PARTE DEI NUOVI PRESIDENTI ARRIVA DAGLI STATI UNITI, ATTIRATI DAL POTENZIALE DEL CALCIO TRICOLORE, PIU' "ECONOMICO" RISPETTO A LIGA E PREMIER - AVVISO AI TIFOSI: QUESTI INVESTITORI NON VENGONO IN ITALIA PER SPENDERE MA PER GUADAGNARE...

Estratto dell'articolo di Luca Pagni per www.repubblica.it

 

duncan niederauer

[...] Le società professionistiche si stanno rivelando impermeabili alla moda del sovranismo che va per la maggiore[...] nel mondo del pallone lo straniero passa alla grande, senza incontrare particolare resistenza. Non solo nelle rose, dove i giocatori con passaporto italiano sono sempre di meno, scesi nell’ultima stagione al 37 per cento del totale.

 

La novità degli ultimi anni riguarda le proprietà. Con l’ingresso del fondo americano Oaktree nell’Inter e se il Venezia dovesse battere la Cremonese nella finale dei play off di Serie B – dopo la promozione di Parma e Como - il numero di club in mani straniere arriverà esattamente al 50 per cento. Solo due anni fa erano al 35. Tra i dieci club in questione, sei appartengono a persone fisiche, mentre quattro sono sotto il controllo di fondi di investimento.

meme sul passaggio di proprieta dell'inter al fondo oaktree

 

I NUOVI PROPRIETARI MADE IN USA

[...] I nuovi presidenti [...] arrivano in larga maggioranza (sette su dieci) dagli Stati Uniti. [...] Ci sono una serie di ragioni che lo spiegano. Il primo: il calcio è sinonimo di Europa. Le partite dei cinque principali campionati (Premier, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1) sono i più seguiti a livello globale e la Champions è uno degli eventi sportivi più importanti per numero di telespettatori.

 

Secondo motivo: il calcio europeo si è trasformato da evento sportivo popolare a intrattenimento multi mediatico. [...] Tutto questo ha amplificato il giro d’affari attorno al pallone: secondo Football Benchmark, in uno studio appena pubblicato, i club europei delle rispettive massime divisioni nel 2023 hanno fatturato 25,6 miliardi di fatturato, contro i 23,9 miliardi dell’anno precedente.

 

IL MILAN DI ELLIOTT È UNO SPARTIACQUE

Paul Singer ElliotT Milan

Qualcuno potrebbe obiettare che, negli ultimi anni, la Serie A ha perso appeal rispetto a Premier, Liga e Bundesliga [...] Ma quello che attira sempre di più investitori stranieri verso i club italiani è proprio questa posizione alle spalle delle tre big: i costi inferiori di ingresso, per squadre comunque di primo piano, con milioni di tifosi e che negli ultimi anni sono tornate anche a battersi nelle finali delle competizioni Uefa. Come dicono gli analisti finanziari, i club italiani hanno “potenziale inespresso da cui è possibile estrarre valore”.

yonghong li 1

 

Esemplare è il caso del fondo Elliott (oltre 60 miliardi di asset gestiti). La società della famiglia Singer ha fatto un affare nel rilevare il Milan. Di fatto, lo ha pagato soltanto 285 milioni: il prestito che ha consentito all’imprenditore cinese Yonghong Li - un carneade con non più di 500 milioni di dollari di patrimonio stimato – a raggiungere i 740 milioni chiesti da Silvio Berlusconi per separarsi dopo 30 anni dal club rossonero, 20 di grandi vittorie e 10 di malinconico declino. [...] Solo un anno dopo, non avendo Yong Hong Li 32 milioni per coprire una ricapitalizzazione ha passato la mano. Per una “manciata” di soldi ha perso tutto.

 

ALGORITMI E PLAYER TRADING

gerry cardinale

Giudicandolo qualche anno dopo, si può dire che l’ingresso di Elliott nel calcio italiano abbia costituito uno spartiacque. Per la prima volta, tifosi e addetti ai lavori sono stati costretti a confrontarsi con il modus operandi dello sport professionistico americano, dove le cose di campo si declinano in base agli algoritmi, per arrivare al massimo risultato economico con il minimo investimento. Si punta sui giovani di prospettiva (non di talento già affermato perché costano troppo) e si vendono sempre quando arriva l’offerta irrinunciabile. [...]

 

Altro assioma: le società devono autofinanziarsi e vincere è solo un incidente di percorso. Se capita si coglie l’attimo (come ha fatto il Milan nel 2021 di fronte al “suicidio” dell’Inter a Bologna), ma non è un imperativo categorico. Sarebbe ingeneroso dire che Elliott non abbia investito: complessivamente – prestito iniziale compreso – ha speso circa 700 milioni. Ma il “capolavoro” è stato vendere per 1,2 miliardi il Milan a un altro fondo di investimento, la società Redbird dell’ex banchiere di Goldman Sachs Gerry Cardinale. [...]

daniel tseung zhang

 

OAKTREE E LA RESA DI SUNING

[...] Candidato a ripeterne il percorso virtuoso è Oaktree, appena subentrato nell’Inter alla famiglia Zhang, impossibilitata a sostenere economicamente l’Inter dopo avervi investito più di 800 milioni. Il fondo americano, ma a sua volta controllato da un fondo canadese, ha pagato per prendere l’Inter solo 285 milioni: la cifra che tre anni ha prestato a Steven Zhang. Rimasto senza l’ombrello e il portafoglio di Suning (colosso dell’elettronica di consumo caduto in disgrazia di fronte al Partito per una serie di investimenti immobiliari sbagliati), il giovane presidente ha dovuto accettare un tasso del 12% per pagare stipendi e fornitori.

 

alessandro antonello katherine ralph alejandro cano giuseppe marotta

[...] Così Oaktree potrà seguire l’esempio dei “cugini” insediati a Casa Milan. Primo passo: rimettere in sesto i conti dell’Inter (su cui gravano 800 milioni di debiti), ridurre le spese per una rosa di qualità tra le più costose della Serie A per ingaggi (120 milioni, seconda solo alla Juventus) e con l’età media più elevata (28 anni e 2 mesi). Secondo obiettivo: proseguire nel progetto per uno stadio di proprietà. Nonché nella crescita dei ricavi, che hanno superato i 400 milioni. [...] i soldi veri si fanno con le iniziative promozionali, l’ospitality e gli accordi privilegiati con gli sponsor.

 

antonio percassi stephen pagliuca

 [...] Guardando ai risultati economici al giugno 2023, il Milan è la società meglio gestita (405 milioni di ricavi e 6 milioni di utile), ma sta bene anche l’Atalanta (195 milioni di ricavi e 5,6 di utile). Numeri che andranno a salire con il prossimo bilancio con il ritorno in Champions.

 

Non a caso anche i bergamaschi hanno compiuto un ulteriore salto con l’ingresso di una cordata di investitori statunitensi guidata da Stephen Pagliuca, il co-chairman del fondo di investimento Bain Capital, cui la famiglia Percassi ha lasciato il pacchetto di controllo: lo dimostra la storica vittoria in Europa League e il ritorno in Champions. Senza scordare che l’Atalanta ha anche uno stadio di proprietà: tutto torna.

 

joey saputo

Sulla stessa strada si è avviato il Bologna, società antesignana delle proprietà straniere, essendo arrivato al quarto giro con Joey Saputo. Imprenditore canadese che controlla anche l’Fc Montreal, dopo aver perso il suo socio Joe Tacopina (che ha rilevato la Spal), ha trovato la sua strada una volta preso un direttore sportivo come Giovanni Sartori. [...] A due anni dall’assunzione ha riportato il Bologna in Champions: non ci giocava dagli anni Sessanta.

rocco commisso

 

Punta molto sulla costruzione del Viola Park la Fiorentina di Rocco Commisso, radici in Calabria e solida attività economica negli Usa, dove possiede Mediacom Communications, una delle principali tv via cavo degli States. Nell’attesa, si “allena” partecipando stabilmente nelle competizioni europee, dove ha centrato per due volte consecutive la finale di Conference League.

 

ROMA E GENOA, I CONTI NON TORNANO

dan friedkin

Non sempre avere una proprietà straniera diventa sinonimo di conti “brillanti”. La Roma ne è un esempio: anche sul Tevere siamo al terzo giro “non italiano”, con la palla ora in mano a Dan e Ryan Friedkin – imprenditori, produttori cinematografici, finanzieri – che hanno rilevato il club della Capitale da James Pallotta nel 2020. Per vincere la Conference e poi arrivare in finale di Europa League non hanno badato a spese. [...] Ma la Roma è tra le società più indebitate della Serie A, dopo l’Inter si intende.

 

Non va bene – economicamente - nemmeno il Genoa, nonostante il buon campionato. Ma qui entriamo in un campo ancora più complesso: quello delle multiproprietà. La società 777 Partners, sede a Miami, in pochi anni ha rilevato squadre in mezzo mondo [...] Dopo una spesa di 900 milioni è diventata la società con più club in multiproprietà al mondo, dopo il City Football Group che controlla undici club a partire dal Manchester City ed è gestito dal fondo sovrano degli Emirati Arabi.

michael bambang e robert budi hartono

 

PARMA E COMO, NON SOLO NEOPROMOSSE

Tutto fa pensare che la Serie A possa diventare ancora più interessante la prossima stagione, proprio sulla spinta delle proprietà straniere. Lo ha fatto capire Claudio Ranieri: in una intervista a Sky a fine campionato dopo aver portato alla salvezza il Cagliari, il mister di Testaccio ha avvisato che le neopromosse Como e Parma non arrivano per fare le comparse perché hanno ambizioni e soldi da spendere.

 

Gli emiliani sono passati quattro anni fa sotto Kyle Krause, imprenditore dello Iowa con 3 miliardi di patrimonio, ultimo discendente di una famiglia che ha attività che spaziano dai resort di lusso (ne ha uno anche nelle Langhe), attività agricole, logistica. [...] Ma ancora più interessante sarà capire le intenzioni del Como. Il rilancio del club lariano passa per i fratelli Hortona, Robert e Michael, la famiglia più ricca dell’Indonesia con un patrimonio personale che la rivista Forbes ha stimato in 48 miliardi di dollari. In pratica sono i Paperoni della Serie A.

kyle krause

 

Con la società Darjum sono i più grandi produttori di sigarette aromatizzate ai chiodi di garofano, diffusissime in Indonesia. Oltre ad avere attività che spaziano dall’hi-tech all’immancabile settore immobiliare, con una quota in Bank Central Asia, il più importante istituto di credito privato del Paese.

 

Nonostante l’età, hanno rispettivamente 83 e 84 anni, sono oltremodo attivi. Lo hanno dimostrato proprio nel Como, preso in Serie D nel 2019 e in cinque anni hanno conquistato tre promozioni. Nonostante questo, non si è ancora capito il potenziale del club lombardo e dei fratelli Hortona.

 

dennis wise thierry henry

Ma basterebbe guardare a come si sono mossi e ai personaggi che hanno portato in riva al lago per capire le loro ambizioni. [...] Tra i dirigenti spicca il lavoro di Dennis Wise, ex centrocampista ruvido e tuttofare del Chelsea, il quale ha portato a Como Cesc Fabregas, campionissimo di Barcellona, Arsenal e della nazionale spagnola. In pochi mesi è passato dalla guida della Primavera alla prima squadra. Per chiudere con Thierry Henry, ex stella dei Gunners e della Francia, che ha acquistato una quota del Como. Benvenuti nel nuovo lunapark della Serie A.

 

 

 

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