ciccio graziani 4

CICCIO, CICCIUZZU, A SCHIFIO FINISCE! MENTRE TUTTO IL MONDO DEL CALCIO SI INCHINA ALLA DIREZIONE ARBITRALE DI MADAME FRAPPART IN CHAMPIONS, L’UNICA VOCE CONTRO SI ALZA DA SUBIACO ED E’ QUELLA DI CICCIO GRAZIANI: “TROPPA RIVERENZA E BENEVOLENZA. AVESSE ARBITRATO UNO COME ORSATO AVREBBE PRESO 5 IN PAGELLA PER NON AVER FISCHIATO DUE CALCI DI RIGORE..."

Alberto Mauro per il Messaggero

 

ciccio graziani

Si è presa la copertina senza segnare e ha incassato i complimenti di tutto il mondo del calcio, non solo in Italia.

 

Non male per un debutto, ma in fondo era solo questione di tempo. Stephanie Frappart, francese di Herblay, ha fatto la storia in una gelida serata all' Allianz Stadium, diventando la prima donna ad arbitrare una partita di Champions League. Tracciando un solco, come prima di lei Nicole Petignat (prima donna ad arbitrare la Coppa UEFA nel 2003), e Bibiana Steinhaus, primo arbitro in uno dei campionati top in Europa.

frappart

 

E conquistando critica e addetti ai lavori per una direzione di gara pulita di polso, ben accettata da tutti. Era solo una questione di tempo perché Stephanie, da quando ha iniziato ad arbitrare a 13 anni, è sempre stata considerata una predestinata, contagiata dalla febbre del calcio dal papà e dai due fratelli.

 

Classe 1983, internazionale FIFA dal 2009, giacchetta rosa e la tranquillità di una veterana, nella notte attesa da una vita. E conquistata passo dopo passo, a sgomitare in un mondo di uomini e pregiudizi.

 

ciccio graziani

Nel 2014 è la prima donna ad arbitrare in Ligue 2, poi in Ligue 1, si aggiudica la finale del campionato del mondo femminile nel 2019, sempre nello stesso anno arbitra la finale di Supercoppa Europea maschile tra Liverpool e Chelsea e quest' anno debutta nei gironi di Europa League. La sua carriera corre veloce come lei in campo (parametri fisici da atleta), sempre nel vivo dell' azione allo Stadium, ma mai ingombrante o protagonista: ha fischiato poco, il giusto. Un attimo di esitazione durante il sorteggio tra i capitani prima dell' inizio - rischia di dimenticare di salutare Bonucci -, ma rimedia col sorriso.

frappart

 

ciccio graziani

Poi sfoggia personalità da vendere sventolando il cartellino giallo in faccia a Bentancur dopo 10 minuti, meticolosa nel considerare non da rigore la trattenuta (comunque rischiosa) di Bonucci su Verbic o nella ripresa quando valuta la posizione di Morata, sul gol di Ronaldo. Promossa a pieni voti dai quotidiani sportivi del giorno dopo e dai protagonisti, in campo e fuori.

 

«I fatti sono i cambiamenti. #StephanieFrappart», il post su Instagram di Bonucci, sulla stessa linea l' ex Marchisio sui social: «Nel 2020 le lotte si combattono anche su un campo di calcio». Ieri sono arrivati i complimenti anche dalla società bianconera: «Orgogliosi di aver ospitato allo stadium la prima dell' arbitro Frappart.

frappart

 

L' unico controcorrente è Ciccio Graziani. «Troppa riverenza e benevolenza. Frappart ha fatto la storia e meritatamente, mi auguro sia l' inizio di un percorso, però da parte dei calciatori c' è stata riverenza e benevolenza dalla critica; avesse arbitrato Orsato avrebbe preso 5 per non aver fischiato due calci di rigore».

ciccio grazianiciccio graziani

 

graziani bertoniSTEPHANIE FRAPPARTstephanie frappart 11stephanie frappart 3STEPHANIE FRAPPART STEPHANIE FRAPPART ciccio grazianiSTEPHANIE FRAPPART STEPHANIE FRAPPART STEPHANIE FRAPPART liverpool chelsea frappartfrappart76 grazianibanfi grazianigrazianigrazianigrazianiciccio grazianigrobbelaar graziani

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)