mario gabelli galliani pier silvio berlusconi

COMPRACI, NOI SIAMO IN VENDITA! IL MILIARDARIO ITALO-AMERICANO MARIO GABELLI VUOLE IL MONZA: IL MAGNATE 82ENNE AL VERTICE DI GAMCO INVESTORS VIENE DAL BRONX E HA ORIGINI EMILIANE, PATRIMONIO PERSONALE DI 2 MILIARDI. LA FAMIGLIA FININVEST NON ESCLUDE LA CESSIONE: “CI SONO CONVERSAZIONI CON POTENZIALI PARTNER”. ANCHE IL GENOA È IN VENDITA DOPO LA CRISI DEL FONDO USA 777PARTNERS, L’EMPOLI CERCA SOCI. E SULLA ROMA SI RINCORRONO LE VOCI DI UNA POSSIBILE OFFERTA DEGLI ARABI…

Francesco Bertolino e Monica Colombo per corriere.it - Estratti

 

mario gabelli

Viene dal Bronx, ha origini emiliane e, soprattutto, vuole il Monza. Il miliardario italo-americano Mario Gabelli sta trattando l’acquisto della maggioranza del club lombardo dalla Fininvest della famiglia Berlusconi. Il negoziato è ancora in corso e non è detto vada in porto, ma il pretendente ha le carte in regola.

 

Self-made man come Silvio Berlusconi, Gabelli è da 48 anni alla guida di Gamco Investors, società da lui fondata a New York e che oggi gestisce 31 miliardi di dollari.

 

La sua capacità di far fruttare i soldi dei clienti lo ha reso ricco tanto che, secondo le stime di Forbes, il suo patrimonio personale sfiora i due miliardi. A 82 anni, Gabelli è pronto a mettere alla prova le sue abilità finanziarie in quello che potrebbe rivelarsi l’investimento più complesso e affascinante della sua carriera: il calcio italiano.

 

 

 

La volontà della famiglia Berlusconi

pier silvio berlusconi galliani

«Non commentiamo i singoli nomi. Ci sono conversazioni in corso con vari partner potenziali, in nessun caso però si tratta di trattative in fase avanzata», precisa un portavoce di Fininvest, chiarendo che l’intenzione della cassaforte dei Berlusconi «resta quella di individuare partner insieme ai quali portare avanti lo sviluppo della società».

 

La volontà dei Berlusconi è insomma quella di rimanere azionisti del Monza, come del resto già prevedeva l’operazione poi sfumata con il fondo Orienta.

 

Il Genoa cede quote

I colloqui con Gabelli avranno miglior esito? Di sicuro, la proposta del magnate è un’ulteriore dimostrazione dell’interesse degli investitori esteri per i club di serie A e della loro fiducia nelle prospettive finanziarie del calcio italiano. Lo comprovano le vicende di Empoli e Genoa, prossime protagoniste anch’esse — per opposti motivi — del calciomercato dei club.

 

galliani 44

Anche il Genoa, sotto il controllo della società statunitense 777 Partners dal settembre del 2021 dopo il regno quasi ventennale di Enrico Preziosi, è infatti in vendita.

 

Lo ha ammesso senza tanti giri di parole l’ad del club, Andreas Blazquez ventilando «la cessione totale o parziale di quote nel breve-medio termine».

 

Del resto, il destino delle società calcistiche che appartengono alla galassia costruita da Josh Wander (perciò anche Standard Liegi, Vasco de Gama, Red Star, Siviglia, Hertha Berlino, Melbourne Victory) verrà deciso dal big delle assicurazioni A-Cap, principale finanziatore di 777 Partners e ora determinato a liquidare ogni investimento effettuato nel fondo per tenere a bada i creditori.

 

(...)

 

L'Empoli cerca soci

joshua wander 1

L’Empoli è invece tra le sorprese della stagione: occupa la colonna di sinistra della classifica grazie alle idee di D’Aversa e all’appoggio della famiglia Corsi che controlla il club da 33 anni. Ma poiché è difficile competere con le risorse di fondi internazionali, ora che il club ha ottenuto maggior appeal grazie all’approvazione del progetto di restyling dello stadio Castellani, si cercano soci con l’aiuto dei consulenti di Centerview. Di maggioranza o minoranza, si vedrà. Di certo Fabrizio Corsi non ha intenzione di uscire di scena.

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…