schwazer donati

COSI’ HANNO FREGATO SCHWAZER: ERANO MANOMESSE LE ANALISI DEL MARCIATORE CHE PORTARONO ALLA SUA CONDANNA PER DOPING – LA PERIZIA DEI RIS, LE PROVETTE MANIPOLATE, LA “CUPOLA SPORTIVO-MAFIOSA” CHE HA INCASTRATO L’ATLETA (IERI SPOSO) E IL SUO ALLENATORE SANDRO DONATI, UNA VITA PASSATA A COMBATTERE IL DOPING: "LA MIA ALLEANZA CON ALEX NON ERA GRADITA. NULLA ERA STATO DIMENTICATO, L’AMBIENTE DELL'ATLETICA NON MI HA PERDONATO..”

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

 

SCHWAZER

Da www.ladige.it

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 18

Clamoroso: le analisi che hanno portato alla condanna di Alex Schwazer per doping sarebbero state «manomesse» ed i campioni biologici sarebbero «non compatibili con il suo DNA». La notizia - non ancora confermata ma ormai rilanciata da molti media internazionali - avrebbe del clamoroso, ma che al momento è stata pubblicata dal solo quotidiano Tuttosport, che la presenta come “esclusiva” avendo evidentemente avuto informazioni da fonti certe.

L’articolo è a firma del direttore Xavier Jacobelli.

 

Di fatto le conclusioni della lunghissima perizia dei Ris, attesa ancora dalla scorsa estate, sarebbero che la provetta con le urine di Alex Schwazer è stata manomessa.

La perizia del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) dei Carabinieri di Parma sarà presentata ufficialmente al Tribunale di Bolzano il prossimo giovedì 12 settembre e lì ne sapremo di più.

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 25

L'inchiesta ad oggi ancora in corso a Bolzano dovrà far luce sulle accuse ma Alex Schwazer e il suo allenatore Sandro Donati, più volte in incontri pubblici, si erano detti più che fiduciosi che "con l'aiuto della magistratura emergerà tutto chiaramente".

 

Oro a Pechino 2008, il marciatore di Vipiteno aveva ammesso in lacrime la sua prima positività (a Londra 2012), ma ha sempre proclamato la propria innocenza davanti alla seconda positività che gli ha negato i Giochi di Rio e Donati non esitava a parlare di "istituzioni corrotte" che "mascherano le loro colpe e le addossano a te. Questo e' un doping creato in laboratorio da persone spregiudicate per le quali l'essere umano non conta". Donati ha sempre fatto della lotta al doping la sua bandiera e proprio per questo Schwazer si era rivolto a lui per rimettersi in carreggiata. Poi, pero', ecco la nuova positivita', la denuncia presentata dall'atleta e l'ipotesi della manipolazione delle provette che non sarebbe stata ancora esclusa dagli inquirenti.

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 17

 

"Mi sono accorto - conclude Donati - che la mia alleanza con Alex non era gradita all'ambiente dell'atletica e sono riemersi i dopatori di professione e le ostilita' contro di me per le mie denunce alla giustizia ordinaria. Nulla era stato dimenticato e quell'ambiente non mi ha mai perdonato. Ma portero' a compimento questa storia mettendo in evidenza la verita".

 

La notizia viene nel giorno del suo matrimonio: Alex Schwazer aspetta con fiducia novità sull’inchiesta che riguarda la sua annosa vicenda doping. Un’anticipazione dei risultati della perizia del Ris di Parma sul campione di urine, dalle quali risultava la positività del marciatore, pubblicata da Tuttosport farebbe emergere che le provette sarebbero state manomesse. E quindi Schwazer sarebbe innocente. Uno spiraglio che arriva proprio in occasione delle nozze celebrate oggi a Vipiteno tra l’olimpionico e Kathrin Freund.

Interpellato dalla Rai a margine della cerimonia, l’avvocato Gerhard Brandstaetter, legale del marciatore, conferma: «Il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri ha riscontrato nelle urine delle discordanze non compatibili con la fisiologia dell’atleta». Giovedì prossimo, in Tribunale a Bolzano, ci sarà la presentazione ufficiale della perizia.

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 16

Il marciatore altoatesino si era dichiarato più volte estraneo al doping dopo la positività confessata alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012, ma era stato squalificato proprio mentre si stava preparando per i Giochi di Rio 2016. La sua positività era stata rilevata dal laboratorio di Colonia. La difesa di Schwazer aveva sempre nutrito dubbi sul sistema di custodia della provetta. Se fosse vero che nelle urine vi sono delle «discordanze non compatibili con la fisiologia dell’atleta», allora le provette potrebbero essere state manomesse.

 

 

 

2.UNA TRAPPOLA ORGANIZZATA ALLA LUCE DEL SOLE

Attilio Bolzoni per la Repubblica

 

N on ci voleva molto a capirlo. Già tre anni fa, quando qualcuno e con l' inganno aveva deciso di distruggere la vita di un ragazzo italiano. Non ci voleva tanto a intuire chi fosse quella gente là, capibastone dell' atletica internazionale e miserabili figure affiorate dai bassifondi dello sport nostrano, gare comprate e vendute, offerte che non si potevano rifiutare come nel film "Il Padrino", coppe olimpioniche splendenti e trucchi da quattro soldi, corrotti e corruttori, tutta una trama che si è intrecciata intorno a una provetta che ha ballato per mezza Europa protetta dall' omertà di personaggi eccellenti ma anche decisamente poco raccomandabili.

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 14

 

Una provetta piena di un' urina che è stata "manomessa" e riciclata, "stressata" e rimescolata, l' urina di Alex Schwazer che non è mai stata solo l' urina di Alex Schwazer. Se le anticipazioni sulla perizia dei carabinieri del Ris dovessero risultare vere (a questo punto nessuno ha motivo di dubitarne, comunque ne sapremo qualcosa di più giovedì prossimo quando il risultato delle analisi sarà consegnato ai magistrati di Bolzano) va in scena ufficialmente quella farsa e quella vergogna che è stata la crocifissione di un marciatore che - sospeso per doping e per lungo tempo dopo i giochi olimpici di Londra del 2012 - avrebbe probabilmente vinto una o addirittura due medaglie d' oro nel 2016 a Rio De Janeiro.

 

Una trappola, anzi una doppia trappola. Una preparata con cura contro il "drogato" di Londra e un' altra tesa contro il suo allenatore Sandro Donati, una vita a combattere il doping in ogni angolo del mondo, una vita controvento nei gironi infernali dell' atletica più sporca. Gliel' hanno fatta pagare. È questo il senso di quella che noi di "Repubblica" nel 2016 abbiamo chiamato l'"Operazione Schwazer", un controllo improvviso all' alba di quel Capodanno fra le nevi di Racines, la pipì di Alex che ha seguito tortuosi percorsi fra Stoccarda e Colonia, una Cupola sportivo-mafiosa che ha fatto di tutto e di più per incastrare il marciatore italiano fino a quella burla del processo di Rio quando i giochi erano già iniziati e che ha definitivamente messo alla gogna Schwazer. Di misterioso in questa vicenda criminale (come altro potremmo definirla?) non c' è mai stato granché.

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 13

È tutto avvenuto paradossalmente alla luce del sole anche se ogni dettaglio sembrava accuratamente nascosto, sicari e mandanti hanno un volto e un nome, basta ricostruire lo svolgimento dei fatti per metterli uno accanto all' altro, uno sotto o sopra l' altro. E anche il movente dell' omicidio sportivo del marciatore italiano è chiaro, chiarissimo. Se Alex Schwazer avesse conquistato a Rio le sue medaglie d' oro nei 20 e nei 50 chilometri, se dopo la lunga squalifica avesse dimostrato che dopo il doping si può vincere anche senza doping, un intero sistema fradicio avrebbe subito un contraccolpo micidiale. Non bisognava solo mettere nel mirino un marciatore che aveva scelto un' altra strada, bisognava cancellare un'"idea" di sport. Troppo pericoloso per i boss dell' atletica.

 

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 10SCHWAZERalex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 02SCHWAZER DONATIALEX SCHWAZER E SANDRO DONATISANDRO DONATI E SCHWAZERSANDRO DONATI ALLENATORE DI SCHWAZERalex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 01alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 03alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 04alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 06alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 09alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 12

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”