sinner us open

E I CRUCCHI NUN CE VONNO STA': “SINNER HA MERITATO MA GLI US OPEN NON AVREBBE DOVUTO GIOCARLI PER SQUALIFICA” - MENTRE JANNIK VIENE PROSCIOLTO DALLE ACCUSE DI DOPING E LA WADA ANNUNCIA CHE NON FARA' RICORSO AL TAS, IN GERMANIA LA “SUEDDEUTSCHE” POLEMIZZA ANCORA: “SAREBBE STATO OPPORTUNO PER SINNER UN’INTERDIZIONE DI 6 MESI O ALMENO UN’INTERRUZIONE FORZATA DURANTE IL PROCESSO” – JANNIK: “SONO STATO MOLTO CRITICATO, MA CHI MI CONOSCE SA..."

jannik sinner finale us open

Jannik Sinner è da oggi totalmente prosciolto da ogni accusa di doping. La segreteria del Tribunale Arbitrale internazionale dello Sport (Tas) l’ha confermato martedì mattina al «Corriere della Sera»: l’Agenzia Internazionale Antidoping (Wada) non ha presentato ricorso contro la sentenza dell’Itia (International Tennis Integrity Agency) dello scorso 19 agosto che proscioglieva da ogni responsabilità Jannik Sinner per la doppia positività al Clostebol dello scorso marzo di cui sono già scaduti i termini di appello di 21 giorni. Si conferma quindi la consuetudine per cui Wada non si oppone alle sentenze delle agenzie indipendenti come quelle di atletica, ciclismo e tennis, ritenendole motivate dal punto di vista giuridico.

 

LA STAMPA TEDESCA ATTACCA

Da ilnapolista.it

 

sinner anna kalinskaya

La Sueddeutsche proprio non molla Sinner. Il caso di doping doveva tenere l’italiano lontano dai campi, almeno durante il periodo del processo. Ha vinto gli Us Open, merito a lui – scrive il quotidiano tedesco –  ma la verità è che non doveva nemmeno giocare. Questo il senso dell’articolo in cui la Sueddeutsche si complimenta con il vincitore dello Slam ma mette i “suoi” puntini.

 

Sinner doveva essere squalificato secondo la Sueddeutsche

Scrive la Sueddeutsche:

 

jannik sinner finale us open

“La vittoria degli Us Open Jannik Sinner merita grande rispetto dal punto di vista sportivo. Il 23enne altoatesino ha vinto in modo impressionante. I suoi colpi da fondo campo ricordano sempre più i giocatori di ping pong che stanno vicino al tavolo e colpiscono le palline. Il suo dritto è mozzafiato. Pertanto ogni elogio nei suoi confronti è giustificato – bisogna solo aggiungere una piccola, non del tutto insignificante nota a piè di pagina: Jannik Sinner in realtà non avrebbe dovuto giocare affatto a New York.

 

Sinner è stato molto veloce nel presentare la fonte della sua contaminazione (il massaggiatore, ndr) con la sostanza proibita, cosa che potrebbe avergli fatto risparmiare una squalifica. Tuttavia, c’era nel corpo di Sinner una sostanza illecita. Non importa che la quantità di Clostebol era solo “0,000000001 per cento”.

 

 

E il quotidiano tedesco torna alla domanda di partenza:

 

un atleta professionista che ha assunto una sostanza vietata, può essere trattato allo stesso livello degli atleti puliti? Un tribunale indipendente è giunto a un rapido verdetto: sì, può. Ed è proprio questo l’aspetto discutibile di questo caso spettacolare, la cui responsabilità in realtà è delle autorità coinvolte. Sarebbe stato opportuno, ad esempio, un’interdizione da quattro a sei mesi e almeno un’interruzione forzata durante il procedimento“.

jannik sinner finale us open

 

 

 

 

 

SINNER

Gaia Piccardi per corriere.it - Estratti

 

 

Un grande albergo del centro, di fronte al MoMa.

 

Nella suite all’ultimo piano ci sono ancora i palloncini tricolori: domenica sera Jannik Sinner ha festeggiato qui il trionfo all’Open Usa, con Anna e il team. Una celebrazione privata e sobria, da campione riservato. Da New York è volato a Milano: andrà a casa, in Alto Adige, dai genitori e dalla zia malata a cui ha dedicato l’impresa americana. Per la Davis, a Bologna, da tifoso, si vedrà. Prima, il racconto di un’avventura straordinaria.

 

Crede nel destino o pensa che le cose accadano per caso, Jannik. E se pensa che ciascuno di noi abbia la sua storia, come si spiega i picchi e gli inciampi (il caso Clostebol, da cui è stato prosciolto)?

jannik sinner - us open

«Io credo che quando uno è una brava persona, qualcosa di buono prima o poi arriva.

Ci credo molto. Quando sono in auto a New York o Miami, in una grande città insomma, guardo fuori dal finestrino e mi chiedo: chissà cosa fa quella persona nella vita. Mi piace ragionare su certe cose. Sì, credo in un destino, sia positivo che negativo».

 

Un destino che le riserva una vittoria importante dopo un periodo complicato.

«La vicenda è ancora nella mia mente, non ne è uscita. Ho cercato di rimanere concentrato sul torneo sentendomi supportato dalle persone che mi vogliono bene, e ormai il mio team mi conosce meglio dei miei genitori. Mi sono molto legato ai miei coach. Credo di aver fatto un buon lavoro ma non è che mi sono dimenticato di quello che è successo. Non è passato».

 

(...)

 

La dedica alla zia malata era sentita.

«Mi è venuta al momento: non sono uno che si prepara i discorsi, sono piuttosto istintivo. La zia era — cioè — è una persona molto importante per me. Da piccolo i miei lavoravano tutto il giorno e io trascorrevo molto tempo con lei: mi accompagnava alle gare di sci, passavamo l’estate insieme. Sono cose che mi fanno vedere lo sport in modo diverso: il tennis non è la vita. Non solo. Vorrei spendere più tempo con le persone che amo però la vita non è sempre perfetta, purtroppo».

 

Non lo sono nemmeno io, ha detto nei giorni del torneo.

«Non sono un tennista perfetto, e mai lo sarò. Avevo delle mancanze fisiche: ho cercato di compensarle in palestra. Per me la cosa importante è giocare a tennis, riposare bene, lavorare per migliorarmi. Vorrei finire la carriera senza rimpianti, poter dire: hai fatto il possibile, hai dato tutto. I risultati, in fondo, sono la conseguenza dell’impegno».

 

Scoprire che c’è una vita fuori dallo sport, il bacio in mondovisione ad Anna. Sono conquiste importanti anche queste.

jannik sinner

«Io mi impegno per alzare coppe come quella dell’Open Usa. Ma è anche importante circondarsi di persone che ti accettano per quello che sei, e che ti vogliono bene».

 

Con Carlos Alcaraz nel 2024 vi siete divisi gli Slam. È finita l’era dei Big Three?

«Aspettiamo a dire che è iniziata l’era dei Big Two: una stagione non basta. Sono contento di fare parte di questo potenziale chissà-cosa ma non puoi mai sapere cosa succede, ci sono tanti giocatori che possono fare bene.

 

jannik sinner - us open

È inutile parlarne adesso. Djokovic, per esempio, all’Olimpiade ha vinto l’ultima cosa che gli mancava ed è motivatissimo per il futuro. Però è bello vedere nuovi campioni e nuove rivalità. Con Carlos ci spingiamo a vicenda, rendendoci migliori. Il lavoro non finisce mai. Solo chi vive con me sa cosa ho attraversato in questi mesi. Una vicenda che mi sono impegnato ad accettare.

 

Poi ho cercato di divertirmi ma era tutto diverso da prima. Per fortuna ho un equilibrio che mi aiuta e l’Open Usa ha contribuito a farmi ritrovare il piacere del tennis».

 

Riesce a godersi il momento in una vita a cento all’ora?

«Se non ti godi il momento, è tutto inutile. Te lo devi godere. E poi devi staccare: adesso mi serve qualche giorno di riposo e relax. Ma sappiamo già dove ricominceremo a lavorare. Con Fritz, in finale, ho notato due o tre cose che potevo fare meglio…».

 

Cinque match persi su 60 giocati fin qui. Le piace cercare il pelo nell’uovo.

jannik sinner

«Se vincessi sempre sarebbe difficile rendersi conto quanto è duro farlo: sembrerebbe tutto normale. E invece non lo è. Non dipende tutto da me: se domani rigiocassi con Fritz, e non servissi meglio di come ho fatto domenica, ci può stare che perdo. Per come sono fatto, io mi ricordo di più le partite perse di quelle vinte perché così capisco da dove devo ricominciare ad allenarmi. Non sono una macchina. Non funziono a batterie: prima o poi mi svuoto. Ecco perché sono importanti la programmazione, la gestione, il team, il recupero».

 

La squadra che ha messo in piedi aspetta i nuovi ingressi dopo Ferrara e Naldi, preparatore e fisio, però funziona.

«Presto saprete le novità. Io non posso permettermi di cambiare: se cambio, perdo la mia identità. E non voglio. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare fino a qui. Da quando è uscita la notizia forse si è capito perché sono stato male e ho avuto notti senza sonno.

Però sono cresciuto anche grazie a questo, lo sento».

 

La scommessa con i coach?

anna kalinskaya

«Eravamo a Montreal, in Canada. Se nello swing americano arrivo almeno in una finale, ci siamo detti con Simone e Darren, mi regalate la PlayStation 5...».

Sono arrivate due vittorie: a Cincinnati e New York.

«Eh, ora infatti ne riparliamo!».

 

E lei come si è gratificato?

«Mi sono seduto a tavola con il mio team e mi sono mangiato un hamburger con la Coca-Cola».

 

Anni fa era convinto che l’Open Usa sarebbe stato il primo Slam conquistato.

«Ho sempre pensato che la superficie di Flushing mi si addice. Poi nel 2022 avevo perso con Alcaraz sprecando il match point e l’anno scorso in cinque set con Zverev. L’aspetto mentale ha avuto un ruolo fondamentale per tutto il torneo. A me la pressione piace: quando non ce l’ho, mi manca. È una bella posizione in cui essere, insomma».

 

Il commento più bello?

«Una frase di Darren prima della finale: Jannik, sii orgoglioso di quello che fai. E poi mi ha chiesto: sai chi sono le persone più fiere di te in questo momento? I tuoi genitori.

Ho avuto un brivido. Sono momenti che vanno oltre il tennis».

 

jannik sinner

(...)

 

Due Slam in una stagione: se lo immaginava, da bambino, a Sesto Pusteria?

«È tutto abbastanza sorprendente. Nella posizione in cui ero, prima dell’Open Usa non avevo aspettative. Il tempo passa così veloce: ricordo la mia prima partita a New York nel tabellone principale, nel 2019 con Wawrinka. Persi ma per la prima volta entrai nei top 100. Pensai: che bello… Certe cose da lì in poi sono arrivate veloci, altre no. Sono giovane: a 23 anni non ho massimizzato tutto. Posso ancora crescere, devo farlo».

 

Cosa c’è dietro l’angolo: cosa le riserva il destino, Jannik?

jannik sinner meme

«È stata una grande avventura, fino ad oggi non mi sono mai fermato, non ho avuto mai il tempo di prendermi un attimo per dirmi: bravo, hai fatto un buon lavoro. Ci sono state voci diverse sulla mia vicenda, non posso farci niente. Ma chi mi conosce, sa. E per me è l’unica cosa che conta».

sinner us openjannik sinner us openSINNER FEDERER

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…