DAGO RETROSCENA - DA TEMPO JOHN ELKANN AVEVA PROVATO A FAR CAPIRE AL CUGINO ANDREA (E ALLA MADRE ALLEGRA) CHE IL CAPOLINEA ERA ARRIVATO CON L’INDAGINE DELLA PROCURA DI TORINO: DIMETTITI, CORRI IL RISCHIO DI ESSERE ARRESTATO. IL NIPOTE DELL’AVVOCATO NON POTEVA CREDERCI: IO SONO UN AGNELLI… - POI, VIA PROCURA, TUTTO È PRECIPITATO. NON ERA INFATTI IERI LA GIORNATA GIUSTA, LE DIMISSIONI DOVEVANO AVVENIRE DOPO I MONDIALI. LA SCELTA DI SCANAVINO NE È LA PROVA: UNA SOLUZIONE TEMPORANEA VISTO CHE L’ALTER EGO DI ELKANN È STRAIMPEGNATO CON LA GEDI

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AGNELLI JOHN ELKANN AGNELLI JOHN ELKANN

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Da tempo John Elkann aveva provato a far capire al cugino Andrea che il capolinea era arrivato con l’indagine della Procura di Torino: dimettiti, corri il rischio di essere arrestato. Un buco nell’acqua. Il nipote dell’Avvocato non poteva crederci: io sono un Agnelli… Allora Yaki ha provato a convincere la madre di Andrea, Allegra, che dimettersi era l’unica cosa da fare. Altro flop.

 

andrea umberto allegra agnelli andrea umberto allegra agnelli

Poi, via Procura, tutto è precipitato. Non era infatti ieri la giornata giusta per terremotare il cda della Juve. Volevano che le dimissioni avvenissero dopo i mondiali del Qatar. Infatti la scelta di Scanavino ne è la prova: una soluzione tampone, temporanea visto che l’alter ego di Elkann è straimpegnato con la Gedi editoriale.

MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN

andrea allegra agnelli andrea allegra agnelli

 

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