veronica diquattro ibarra

DAZN REVOLUTION - SKY PERDE LA SERIE A: CHE COSA CAMBIA PER IL TIFOSO (E PER GLI ABBONAMENTI) – L’AD DELLA TV SATELLITARE MAXIMO IBARRA HA CHIARITO CHE OVE “IL CAMPIONATO NON CI FOSSE, IL COSTO VERRA' SCALATO DALL’ABBONAMENTO AI CLIENTI”. BISOGNERÀ ANCHE CAPIRE SE CI POTRÀ ESSERE UN ACCORDO CON DAZN – POI C’E’ IL TEMA DELLA CONNETTIVITA’ E DELLA BANDA ULTRA VELOCE - INTANTO SULL’ACCORDO DAZN-TIM SI MUOVE L’AGCOM...

Fabio Savelli per corriere.it

 

ibarra

Dopo diciassette anni è un colpo alle ambizioni di Sky. Perdere l’asta principale per l’assegnazione dei diritti della serie A con la rivale Dazn rappresenta certamente una discontinuità rispetto al predominio di questi anni dell’emittente satellitare del gruppo Comcast. Ci sarà bisogno di un riposizionamento dell’offerta commerciale, probabilmente si assisterà ad un’erosione della base abbonati in Italia attualmente di oltre 5 milioni, ma non ad un automatico travaso di clienti. Ci sono diverse variabili in gioco e il precedente di Mediaset Premium può dare qualche indicazione.

 

Quando l’emittente pay del Biscione si defilò dall’asta per i diritti della serie A, Sky assistette ad una lieve crescita della base di clienti, configurabile in un terzo degli abbonati che aveva Premium. Non proprio una crescita uno ad uno. Contano la fedeltà alla tecnologia, l’offerta commerciale distribuita su più pacchetti, l’affidabilità della connettività veloce rispetto alla propria utenza, una certa ritrosia a cambiare operatore per le seccature amministrative che ciò comporta. Ma certo è un bel ribaltone. Al momento per la verità la gara per i diritti tv è ancora aperta.

 

 

Ci sono da assegnare tre partite in co-esclusiva e Sky inevitabilmente cercherà di accaparrarsele anche se le due offerte, la prima da 70 milioni, la seconda al rialzo del 25% a 87,5 milioni, non sono bastate. Si parla di una base d’asta tra i 110 e i 120 milioni nel nuovo bando che sta configurando la Lega Calcio. Certo è che quel pacchetto Dazn lo ha già perché si tratta di tre partite in co-esclusiva al prezzo di 840 milioni complessivo (di cui 340 sarebbero stati girati da Tim che potrà costruire da ora in poi offerte bundle che mettano insieme calcio più connettività). L’accordo con Dazn è stato appena messo sotto la lente dell’Agcom perché i dettagli commerciali non sono chiari e potrebbero ledere il quadro competitivo e i principi di pluralismo.

 

Ma al netto delle questioni in punta di diritto resta l’apprensione. Il 9 aprile è previsto un incontro tra i vertici e i sindacati per capire le prossime mosse. L’amministratore delegato Maximo Ibarra in una recente intervista ha chiarito che «se la Serie A non ci fosse, ovviamente, ne scaleremo il costo dall’abbonamento ai clienti in modo del tutto trasparente e proattivo». Bisognerà anche capire se i due pretendenti possano trovare un accordo in un secondo tempo come è avvenuto finora con Dazn che ha attivato per questo ciclo di diritti un canale satellitare sulla piattaforma Sky che ora andrà a spegnersi.

 

Conviene però partire da alcuni numeri per capire che cosa muove l’industria del calcio anche in un’epoca come quella pandemica con gli stadi chiusi per le misure di distanziamento. Sky ha offerta circa 30 milioni in meno all’anno rispetto al triennio precedente, 750 contro 780, contro gli 840 della cordata Tim-Dazn. Perché ha ritenuto che il campionato abbia perso un po’ di valore anche rispetto all’emergenza economica e sociale che stiamo vivendo. E perché in base ad una sentenza Antitrust non può trasmettere in esclusiva su Internet fino al 2022.

 

È chiaro che ora può indirizzare quei soldi su altri investimenti. Considerando che ha soprattutto i diritti di Champions League ed Europa League. A venirne penalizzato potrebbe essere il tifoso che sarà costretto a slittare tra le due piattaforme per vedere la propria squadra del cuore tra Italia ed Europa. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2019 (ultimo integrale depositato da Sky, che dal 2019 è passata alla chiusura al 31 dicembre in linea con la controllante Comcast), ha registrato ricavi per complessivi 3,29 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi dagli abbonamenti residenziali e 261 milioni di pubblicità. Il costo dei diritti è stato pari a 1,89 miliardi, mentre l’organico ammonta a circa 5mila dipendenti, il cui costo per la sola società Sky Italia srl è stato pari a 261 milioni di euro.

 

Poi c’è il tema della connettività. Dazn assicura che bastano 8 megabit al secondo per vedere le partite senza interruzioni, uno standard minimo che copre il 95% della popolazione. Ma con agli altri device accesi diventa necessario avere almeno una connessione veloce a 30 megabit al secondo anche se la sfida principale è evitare la saturazione della rete consentendo a tutti di vedere le partite simultaneamente. Secondo l’ultima rilevazione Agcom sono 11,84 milioni le linee in Italia a banda ultra-veloce considerando la fibra fino al cabinet, fino a casa o con la tecnologia Fwa ad onde radio. Restano 6 milioni le linee Adsl in rame. E sei milioni che non sono proprio connessi.

veronica diquattroLEONARD BLAVATNIK 3diritti tv serie a

 

diritti tv 3dazn squadradazn pardo guidolindiritti tv dazndiritti tv dazn

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…