dino zoff

DINO ZOFF A GIORNALI UNIFICATI: IL CAPITANO D'ITALIA E’ STATO ZITTO PER UNA VITA. ARRIVATO A 80 ANNI APRE LE VALVOLE – "SE DOPO UN GOL MI FAI UN BALLETTO DAVANTI ALLA FACCIA POSSO DARTI ANCHE UN CALCIO NEL SEDERE. LA SIMULAZIONE POI È INSOPPORTABILE. VEDERE CERTE SCENE MI FA USCIRE DI TESTA! LE FRASI DI BERLUSCONI DOPO LA FINALE PERSA CON LA FRANCIA ANDARONO OLTRE LA CRITICA. DIMETTERSI FU UN GESTO RIVOLUZIONARIO" – LA PARATA SU OSCAR, LO SCOPONE CON PERTINI, PAPA WOJTYLA CHE LO DEFINI’ “COLLEGA”, LA RIVALITA’ CON ALBERTOSI – "LA FOTO IN DISCOTECA? MI AVETE FATTO PASSARE PER MUSONE MA…" - VIDEO

 

 

Estratto dell'articolo di Paola Saluzzi per “Avvenire”

 

foto pick up dino zoff

Parla il portierone azzurro che il 28 febbraio fa 80 anni: «In casa mi hanno insegnato a lavorare bene, in campo mai mancato di rispetto a nessuno» Dino Zoff, ottant' anni (il 28 febbraio) e non sentirli... verrebbe da dire come un vecchio spot di quando il portierone di anni ne aveva 40, ed era campione del mondo con la Nazionale di Enzo Bearzot.

 

Dino, tu sei lezione, insegnamento, valore. Ma da bambino volevi giocare a calcio e fare il portiere?

Non so se volevo, lo facevo. Da bambino, ero lo "scemo del villaggio" perché da piccolissimo mi buttavo. I più grandi ne approfittavano per farmi tuffare, però allora non esistevano i sogni di dire: da grande farò o non farò Ai miei tempi non c'era ancora la televisione, si giocava e c'era il presente e il futuro era qualcosa di troppo lontano per pensare a cose tipo la Serie A. Non si poteva pensare così in alto.

 

(...)

zoff

 

Quando sei partito non ti ha fermato più nessuno.

Beh sì. Da Udine, dove mi ero fatto male, sono andato a Mantova, dove ho trovato anche mia moglie. Poi Napoli e infine la mia seconda casa, la Juventus...

 

Cosa pensi del mondo di oggi e dei tanti cambiamenti?

Giusto che il mondo cambi, ma molte volte vengono meno quelle cose importanti che dovrebbero valere per tutte le generazioni: comportamenti, educazione, attenzione per il prossimo, dignità. Questi sono valori che dovrebbero esserci sempre.

 

Rispetto e dignità, specie nei confronti dell'avversario, quanto contano oggi nel calcio?

Fondamentali. Per esempio, a me capitava di non esultare mai oltre il limite e lo facevo solo per rispetto degli altri. Oggi invece uno fa gol, si fa un balletto, ben studiato prima e questo vuol dire che non c'è rispetto per l'avversario. Giusta l'esultanza, ma se mi fai un balletto davanti alla faccia allora posso darti anche un calcio nel sedere - sorride - . La simulazione poi è insopportabile. A volte capita il calciatore che si butta giù per guadagnarsi un rigore o un fallo. A me vedere certe scene mi fa uscire di testa!

 

Zoff capitano in tutto e per tutto. Tra le tante imprese straordinarie c'è quella mitica parata sulla linea di porta con il Brasile (colpo di testa di Oscar) al Mundial di Spagna '82. Ci racconti cosa hai provato in quegli attimi...

dino zoff foto di bacco (2)

 Sono quegli istanti decisivi per la carriera di un portiere. Era una parata difficile, avevo avversari davanti e non potevo respingere... I brasiliani che esultavano per il gol, io non vedevo l'arbitro che per fortuna aveva visto giusto... palla sulla linea. Sono stati tre secondi terribili che hanno cambiato la storia della Nazionale e anche la mia.

 

Quanto era speciale Enzo Bearzot?

Era un comandante vero e un comandante vero fa andare le navi sulla rotta giusta. Enzo Bearzot era un uomo di cultura anche se ingiustamente sbeffeggiato, aveva tutte le qualità migliori e i media come spesso accade non sempre riescono a descrivere a fondo la vera essenza di un uomo.

 

 Tra voi parlavate in friulano?

Si, certo. Per me il "Vecio" Bearzot è stato un uomo fondamentale. Si è giocato la vita per il sottoscritto. Venivo dal Mundial d'Argentina del '78 con tante critiche e a lui gli hanno addossato anche quelle che mi riguardavano. Mi sono sentito responsabile, e perciò vincere il Mundial di Spagna è stato anche un po' un risarcimento personale per la grande fiducia che Bearzot aveva sempre riposto nella mia persona.

zoff turone

 

Insieme da sempre con tua moglie Anna. Ma chi indossa la fascia da capitano in casa Zoff?

Da sempre abbiamo i nostri ruoli ben precisi e continuiamo ad esercitarli. Beh, comunque per me a casa è difficile fare il capitano.

 

Forse perché con noi donne è difficile essere capitano titolare?

No - sorride - ma avete una forza importante, e lo dico con sincerità. È così e va anche bene.

 

Che nonno è nonno Dino?

Cerco di essere un po' più. Non saprei come descrivermi, provo a volte con qualche smanceria in più rispetto al genitore che sono stato, ma non mi viene bene.

 

Non ti vengono bene le smancerie?

zoff

No, no, però si vede, quindi mi apprezzano così come sono... Del resto sono 80 anni che sono sempre me stesso.

 

2 - ALBERTOSI: IO E DINO GENTILUOMINI CONTRO

Massimiliano Castellani per “Avvenire”

 

Il Paese dei duellanti. Nel ciclismo Coppi contro Bartali, nel pugilato Benvenuti vs Mazzinghi, nel calcio, lì davanti, Rivera e Mazzola, più indietro, in porta, il duello storico, dal 1968 fino a tutti gli anni '70, è stato quello tra Ricky Albertosi e Dino Zoff. Per l'80° compleanno di Zoff, il suo storico sfidante, l'82enne Albertosi manda attraverso Avvenire i suoi auguri «più sinceri a Dino», ma con altrettanta tosca schiettezza del pontremolese di nascita, ripercorre le tappe del loro confronto, umano e sportivo.

 

Partiamo dal campo Albertosi, che portiere è stato Zoff?

Uno dei migliori numeri 1, all'epoca noi portieri avevamo solo l'1 sulle spalle. Sicuro, uno dei migliori d'Europa.

 

zoff simone inzaghi

Ma scusi, Zoff nell'82 ha vinto il Mundial di Spagna, a 40 anni, quindi forse voleva dire uno dei migliori del mondo di sempre?

No, d'Europa di sempre. E tra quelli ovviamente ci sono anch' io.

 

Punti di forza del n.1 Zoff?

Eccezionale tra i pali, un po' meno nelle uscite. Grande dedizione e spirito di sacrificio. Con quel fisico che si ritrovava, due gambone il doppio delle mie, se non si allenava duro tutta la settimana alla domenica era difficile che potesse giocare...

 

Insomma, la sfida era tra Zoff il non atletico contro l'olimpico Albertosi?

giovanni malagò dino zoff foto di bacco

Beh, penso che riconoscerà anche lui che io ero più scattante e non avevo bisogno di tutto quell'allenamento per essere in forma. E poi lui è sempre stato tatticamente misurato e razionale, io invece quella sana follia del portiere l'ho sempre mostrata, anche per far divertire il pubblico. Per Dino e per la Juve prima di tutto veniva la vittoria, per me, a Cagliari come al Milan, divertire la gente era la priorità.

 

Avevate un vizio in comune però, il fumo.

Non mi ricordo Dino con la sigaretta in bocca, ma è anche vero che assieme siamo stati forse una volta o due. A Fiuggi nel ritiro della Nazionale prima dell'Europeo del '68, quando lui prese il mio posto... Mi ero fratturato un dito e con la mano steccata il ct Ferruccio Valcareggi non poteva schierarmi, così chiamò Zoff che aveva debuttato al posto mio a Napoli... e poi fu lui a vincere gli Europei.

 

E qui cominciano i "veleni"?

 Dopo l'Europeo Valcareggi considerava me titolare e quando, prima del Mondiale di Messico '70, mi schierò nell'amichevole di Lisbona, Zoff ci rimase malissimo... Aveva perso il posto.

 

Però poi la ruota nel '78 girò a favore di Zoff, titolare al Mundial d'Argentina e lei a casa, davanti alla tv...

dino zoff con la moglie annamaria passerini foto di bacco

Lì le scatole sono girate a me. Il nuovo ct Bearzot voleva portarmi in Argentina, mi telefonò dicendomi: «Te la senti di venire a fare il terzo? E io: ovvio, sarebbe il mio 5° Mondiale, vengo anche solo per portare le valigie agli altri. Ci lasciammo con la promessa di risentirci e infatti Bearzot lo fece, ma per comunicarmi che Zoff non si sentiva sicuro se io fossi andato. Quindi era meglio che restassi al mare...

 

Per ripicca quando Zoff incappò nella "gara no" contro l'Olanda lo criticò aspramente.

Io ho un pregio, dico sempre quello che penso. Mi chiesero un parere su quei gol preso da 40 metri e dissi che erano state due papere e che al posto suo quei tiri li avrei parati... Risultato? Quando in campionato ci ritrovammo per Juve-Milan andai a salutarlo, ma Dino si voltò dall'altra parte. Se l'era segnata...

 

Dalla sfida alla "guerra".

zoff

Ma durò poco. L'estate seguente ci sbattemmo faccia a faccia in un albergo a Punta Ala: un sorriso e un abbraccio al volo, pace fatta. Siamo sempre stati dei gentiluomini. Io poi l'ho seguito anche da allenatore. Quando abitavo a Cremona un paio di volte andai a vedere la sua Lazio a Parma e a fine partita scendevo nello spogliatoio a salutarlo.

 

Meglio Zoff da calciatore o da allenatore?

Beh, anche come allenatore e poi da ct della Nazionale Dino ha fatto bene. Con l'Italia agli Europei del 2000 fu sfortunato.

 

Per colpa del "golden gol" dello juventino Trezeguet e le critiche feroci dell'allora premier Silvio Berlusconi Zoff si dimise da ct. Lei lo avrebbe fatto?

No, io piuttosto facevo dimettere Berlusconi da premier. Ma io e Dino abbiamo due caratteri agli antipodi, lui timido e permaloso, io sfrontato e senza peli sulla lingua...

 

(...)

 

DINO ZOFF

Carlos Passerini per il "Corriere della Sera"

 

cabrini scirea zoff

Dino Zoff, lunedì compie ottant' anni: qual è il primo ricordo della sua vita?

«La campagna friulana, un pallone, la porta senza pali. Poi il resto: le corse, i giochi, i primi tuffi nell'Isonzo, i boschi, le bestie, mio padre e mia madre, nonna Adelaide che mi allenava a parare lanciandomi le prugne. E il dialetto. A volte mi accorgo di pensare in friulano».

 

Legge ancora le Poesie a Casarsa di Pasolini?

«Prima di addormentarmi. Ho iniziato qualche anno fa. È proprio vero che, quando s' invecchia, riaffiorano nitidi i ricordi dell'infanzia».

 

Ce n'è una che s' intitola Dedica, dice: «A no è aghe pí frès-cie che tal mè país», nessuna acqua è più fresca di quella del mio paese.

«Quando la vita va verso il 90', cresce un'esigenza di tornare a dove tutto è iniziato. Il richiamo della terra».

 

E il primo ricordo dei suoi vent' anni?

ZOFF

«Sempre un pallone. Il calcio che diventa un mestiere. Prima era solo una passione. Lavoravo in officina, riparavo motori a Gorizia: sessantamila lire di paga. Lì è iniziato tutto: Udinese, poi a Mantova dove ho incontrato la mia Anna che ancora oggi mi sopporta, quindi il Napoli, la Juve».

 

Quaranta. Buttiamo lì: i Mondiali dell'82?

«La notte di Madrid, Bearzot, Scirea, la partita a scopone con Pertini in aereo. Sì, è vero che poi si scusò per l'errore. Mi scrisse un telegramma: "Vieni a trovarmi. Giocheremo a scopone e cercherò di non fare più gli errori che mi hai giustamente rimproverato". Grande uomo».

 

Sessanta.

ALTAFINI ZOFF

«Gli anni da allenatore. Emozioni diverse, ma sempre intense. Come la storia delle dimissioni da c.t. all'Europeo del 2000. Le frasi di Berlusconi dopo la finale persa con la Francia andarono oltre la critica. Dimettersi, in un Paese in cui nessuno si fa da parte, fu un gesto rivoluzionario».

 

C'è sempre il pallone di mezzo, in ogni ricordo. Il calcio è stato il grande amore della sua vita?

«Vocazione, più che amore. Il pallone che rotola è una delle cose più vicine alla felicità».

 

(...)

 

 

Papa Wojtyla una volta l'ha definita «collega».

«Mi disse che anche lui aveva giocato in porta e capiva le responsabilità che avevo».

 

La foto in bianco e nero di lei che balla in una discoteca degli anni Settanta spopola sul web. Perché?

ZOFF TRAPATTONI

«Perché mi avete sempre fatto passare da musone, ma non lo ero. Mai stato un festaiolo, eh, però sono stato giovane negli Anni 60 e 70...».

Come festeggerà?

«Con la famiglia, a casa, come in questi anni di pandemia. Ho rispettato le regole: mi fido di chi sa più di me».

Lunedì sarà inondato di messaggi d'auguri. Ma come faranno i suoi compagni del Mundial? Dicono che nella famosa chat su WhatsApp lei non ci sia.

dino zoff

«Ho un telefono vecchio, come me. Non so neanche cos' è, WhatsApp. Se vogliono farmi gli auguri, mi sa che dovranno telefonare».

 

Cosa desidera per i suoi 80 anni? L'Italia qualificata al Mondiale?

«Tiferò con tutto il cuore, sono sicuro che ce la faremo. Mancini e i ragazzi non devono farmi nessun regalo, sono campioni d'Europa, devono solo fare quel che sanno e tutto andrà per il meglio». Quindi che regalo vuole? «Che il buon Dio mi lasci qui ancora un po', per veder crescere i miei nipotini».

dino zoff foto di baccojuventus zoff boniekdino zoff dino zoff Zoff Albertosidino zoff (3)zoff mina foto mezzelani gmt dino zoff dino zoff (2)ZOFF ROSSIguido de angelis dino zoff foto di bacco (2)dino zoff

 

Ultimi Dagoreport

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”