binotto vasseur

DOPO ARRIVABENE, ANCHE BINOTTO SE NE VA VIA MALE? – COME CAPO DEL MURETTO DELLA ROSSA IN ARRIVO FREDERIC VASSEUR, ATTUALE TEAM PRINCIPAL DELL'ALFA ROMEO-SAUBER CHE GODE DELL’AMICIZIA E DELLA STIMA DI CARLOS TAVARES, AD DI STELLANTIS - MA LA FERRARI SMENTISCE: "LE VOCI SULL'ADDIO DI BINOTTO SONO PRIVE DI FONDAMENTO"

Scuderia Ferrari, voci su Binotto prive di fondamento 
(ANSA) "In relazione alle speculazioni apparse su alcuni organi di stampa relative alla posizione del team principal della Scuderia Mattia Binotto, Ferrari comunica che si tratta di voci totalmente prive di fondamento" Lo scrive su Twitter la Scuderia Ferrari.

 

 

Luigi Perna e Giusto Ferronato per gazzetta.it

 

BINOTTO LECLERC

Scossone alla Ferrari, Mattia Binotto non sarà più il team principal in F1 e al suo posto arriverà Frederic Vasseur dall’Alfa Romeo. La notizia del clamoroso cambio al vertice del team del Cavallino riguarda la gestione della scuderia a partire dal prossimo gennaio. Vasseur, 54 anni, ingegnere francese, era stato sondato già la scorsa estate dal presidente ferrarista John Elkann perché i vertici di Maranello stavano valutando un’alternativa a Binotto, opzione che poi non si era concretizzata. Tra le figure sondate anche quella di Vasseur, forte del rapporto coi vertici del gruppo Stellantis costruito in questi anni di gestione della Sauber, brandizzata Alfa Romeo. Vasseur costituisce una svolta gestionale, dato il suo curriculum da vero uomo di corse, con un passato di gestione di tanti team nelle serie minori, a differenza della provenienza più tecnica di Binotto, ex capo dei motoristi e direttore tecnico Ferrari, prima di diventarne team principal.

 

 

FREDERIC VASSEUR

 Binotto paga lo scotto di un quadriennio 2019-2022 dove è sempre mancata almeno la lotta per il titolo fino all’ultima gara, un po’ come era accaduto per la gestione di Maurizio Arrivabene. È vero, va dato merito al team principal del Cavallino di aver riportato la squadra al successo quest'anno dopo due stagioni difficili, nella convinzione di poter aprire un ciclo con il nuovo regolamento tecnico introdotto nel 2022. Ma, per una ragione o l’altra, la squadra si è sempre persa da metà stagione in avanti, e questo 2022 non ha fatto eccezione: dopo un grande avvio, è mancata la competitività nella seconda parte di stagione e la Red Bull ha vinto con ampio margine di vantaggio i titoli piloti e costruttori. Inoltre ci sono stati errori di strategia e confusione al box in molte occasioni: segno che c'è ancora da sistemare parecchio all'interno degli ingranaggi della squadra.

 

 

CARLOS TAVARES JOHN ELKANN - STELLANTIS

 Sotto la gestione Binotto, anche la bufera della vicenda power unit del 2019, da cui è nata l’inchiesta della Fia che si è chiusa con un accordo segreto che ha lasciato tante ombre e ripercussioni tecniche nei due anni successivi. Difficile credere che questi strascichi non abbiano pesato nella decisione sull’avvicendamento al vertice del team. Da non escludere nemmeno come ulteriore fattore (anche se per decisioni di questa portata e livello, il parere dei piloti conta poco), il malumore di Charles Leclerc, evidenziatosi bene in Brasile nello scorso weekend di gara. In estate c’era già stato tra il monegasco e Binotto un faccia a faccia per la gestione della corsa di Silverstone, cui poi era seguita una cena chiarificatrice a Montecarlo. Ma che il rapporto si fosse fatto un po’ conflittuale, non era un mistero. E in questo scenario, non è del tutto irrilevante ricordare il particolare che Leclerc ha esordito in F1 proprio in Sauber, sotto la gestione Vasseur.

leclerc binottobinotto leclerc

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