mancini gravina adani de rossi

DOTTO AFFILA LA SCIMITARRA DOPO LA CAPORETTO MONDIALE: "IL CALCIO ITALIANO E’ UN CIRCO MEDIOCRE, TENUTO SOTTO IL TALLONE DALL’AVIDITÀ DEGLI IMPRESARI, DALLA MEGALOMANIA TATTICOINOMANE DI ALLENATORI SOPRAVVALUTATI E DALL’EGO INSOPPORTABILMENTE POMPOSO DEGLI ARBITRI. COME SE NE ESCE? LASCIARE GRAVINA AL TIMONE, CONFERMARE MANCINI E AFFIANCARLO CON ADANI E DE ROSSI – LA PRIORITA’ E’…

gabriele gravina e roberto mancini

Giancarlo Dotto per Dagospia
 
Aveva qualcosa d’irresistibilmente comico giovedì notte in video la dignitosa e affilata mestizia di Roberto Mancini e di tutta la folla attorno. Staremmo per dire, e a questo punto lo diciamo, che il volto del Mancini di oggi messo su tela si addice molto di più alla mistica della sconfitta che a quella della vittoria. L’icona esangue di una disfatta senza senso, voluta da un dio feroce e ostile.
 
Un volto spiritualmente denso, lontano mille miglia da quello incastrato dentro impeccabili foulard, cui partiva la ruota pavona ogni due secondi. Non meno dignitosa e non meno esilarante quella del presidente Gravina, il miglior presidente federale che l’Italia abbia mai avuto. Peccato che, nel calcio di oggi, i presidenti federali siano mosche irrilevanti a cui non è concesso l’accesso alla merda, se siamo d’accordo che la pecunia è bella ma olet, eccome.

 

mancini gravina 2

 

Mancini e Gravina. Un pugile suonato, afasico, su cui era stampato oltre che il cazzotto del K.O., il grido di dolore: “Ma perché? Perché proprio a me?”. Al suo fianco, il papà buono, a iniettare un minimo di virile cemento in quelle rovine.

 

Dove sta l’effetto comico? Perché sei un pugile suonato e afasico quando ti perseguita la sfiga e non lo sei per niente, anzi esulti baccellone, se è invece la fortuna a perseguitarti? Vedi ultimi Europei. Spezziamo le reni a Turchia e Svizzera, triboliamo parecchio con il Galles. Facciamo i vermi con l’Austria negli ottavi (vittoria ai supplementari dopo un gol annullato dal Var ad Arnautovic  per millimetri nei 90 regolari sullo 0 a 0, a pochi minuti dalla fine, un rigore per loro prima dato e poi disdetto, paratone sparse di Donnarumma).

 

mancini gravina

Strapazziamo un Belgio di belli senza busti nei quarti, siamo dominati in lungo e in largo dalla Spagna di Luis Enrique in semifinale. Imbarazzante lezione di gioco. Da nascondersi. Passiamo ai rigori. Ci salva il polpo gigante. Santo Donnarumma. Vinciamo ai rigori anche la finale contro un’Inghilterra boriosetta e sciocchina. Surclassati nel primo tempo, virili e tosti per il resto, ma con un rigore grande come l’abbazia di Westminster non dato ai bianchi nella ripresa. E Donnarumma imbattibile ai rigori.

 

de rossi e mancini foto mezzelani gmt 057

L’amorale della favola? La vittoria degli Europei, al netto della festa coatta con ubriacatura annessa, era tutto meno che oro colato. Una storia circoscritta a quell’evento e a 5 nomi. La cuccagna di un mondo che, per tre settimane, si allinea perfetto. Roberto Mancini, bravissimo nello scegliere quella dozzina giusta (non c’è ne erano molti di più, attorno ai due sceriffi padroni), Chiellini e Bonucci, più il Calamaro Gigante in porta e un Chiesa acceso come mai.

DE ROSSI AL CORSO PER ALLENATORI A COVERCIANO

Una storia bella, ma fragile. Una farfalla, pressoché.

 

Contro la Macedonia di giovedì, forte solo dell’umiltà del suo calcio baraccato, erano in campo sette undicesimi della Nazionale della finale di Wembley. Mancavano, guarda il non caso, Chiellini, Bonucci e Chiesa, i due leader e quello che strappa i copioni quando si fanno contorti, come Berardi, ma più lucido di lui.

 

Prima e dopo le belle storie fragili, il calcio italiano è quello che è, magnifica anomalia Atalanta a parte.

ITALIA MACEDONIA

 

Un circo mediocre, tenuto sotto il tallone dall’avidità degli impresari, dalla megalomania tatticonoimane di allenatori sopravvalutati e dall’ego insopportabilmente pomposo degli arbitri, capaci di deformare il Var da strumento della giustizia migliore possibile a trastullo variabile dei loro umori. 

 

Come se ne esce? Semplice, forse troppo. Se parliamo di Nazionale, lasciare Gravina al timone, confermare Mancini e affiancarlo con due amici dal sangue caliente, due Danieli calati da quando sono al mondo nella fosse dei leoni, Adani e De Rossi. La triade perfetta, meningi, sangue e passione.

ADANI MANCINI

 

Con loro, l’ispirazione di uno come Gianluca Vialli. Priorità assoluta: trovare subito i nuovi Chiellini e Bonucci, già Cannavaro, Maldini, Ferrara, Scirea, Gentile. Uno c’è già, si chiama Bastoni. Avvitare tutto il resto a partire da loro. E mollare i persistenti equivoci. Uno su tutti, Insigne. Pronta per lui la casetta in Canada. A Napoli sono in tanti che non vedono l’ora di non rimpiangerlo.

roberto d agostino giancarlo dotto foto di baccoivan zazzaroni giancarlo dotto foto di baccoROBERTO MANCINI DURANTE ITALIA MACEDONIAITALIA MACEDONIAROBERTO MANCINI DOPO ITALIA MACEDONIALA DELUSIONE DEI GIOCATORI ITALIANI DOPO LA SCONFITTA CONTRO LA MACEDONIA

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...