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ERBA MAGICA - BERRETTINI TRIONFA A STOCCARDA: E’ IL SECONDO ITALIANO, OTTO ANNI DOPO SEPPI, A VINCERE UN TORNEO SULL’ERBA – MALAGO’: “NESSUN AZZURRO ALLA SUA ETA’ (23 ANNI) AVEVA GIA’ MESSO 3 TITOLI IN BACHECA. E DA OGGI SARA’ NUMER0 22 AL MONDO” - DA ADOLESCENTE LO CHIAMAVANO ‘RADIO’ PERCHÉ PARLAVA E PARLAVA TRA UNO SCAMBIO E L' ALTRO… - VIDEO

 
Riccardo Crivelli per la Gazzetta dello Sport
 

BERRETTINI 11

Un grande prato verde dove nascono speranze. Di un futuro da superstar, di una carriera di fuochi artificiali qualunque superficie si ritroverà a calpestare. Non che il presente, peraltro, gli riservi carbone: da ieri Berrettini è il secondo italiano dell' Era Open a aver vinto un torneo sull' erba dopo il Seppi di Eastbourne 2011 e il più giovane azzurro di sempre con almeno tre titoli già nella vetrina nobile del salotto di casa. Applausi, ancor più fragorosi per quel numerino che da stamattina accompagnerà il suo nome nel ranking: 22. Più che speranze, sono certezze.
 
Maturate nella settimana perfetta, quella in cui il ragazzo che iniziò a giocare a tennis per imitare il fratello minore Jacopo in un' insolita inversione di ruoli, tanto per cominciare non perde mai il servizio in 50 game. Per non scomodare paragoni ingombranti, nella stagione 2018 gli unici immacolati alla battuta in un torneo poi conquistato sono stati Zverev a Madrid e Djokovic a Shanghai.
 
Le cifre di Matteo a Stoccarda impressionano: anche nell' epilogo contro il baby prodigio Auger-Aliassime concede appena 3 punti con la prima (41 su 44) e la percentuale nelle cinque partite è superiore al l' 89% complessivo. Ma al solito, non c' è solo quello in una partita di alto livello, che nei sogni nostri e dei canadesi sarebbe meraviglioso veder riprodursi nei prossimi anni anche al piano superiore, quello delle finali Slam.
 

BERRETTINI 9

Ancora una volta, il rovescio di Berretto è un' arma e non una debolezza, con lo slice usato intelligentemente per non dare campo al diciottenne di Montreal e passanti lungolinea brucianti. Poi, nel tie break allo spasimo del secondo set, ci aggiunge anche cuore e coraggio: cinque set point per l' altro annullati (sull' ultimo, una chiamata corretta dall' arbitro oggettivamente svantaggia Felix) e due match point favorevoli svaniti, prima della risposta di dritto vincente dell' apoteosi, al 24° punto. Parole e musica da campione: «Un torneo fantastico, dove ho giocato sempre bene e contro avversari forti. Ancora non riesco a credere a quello che ho fatto. Faccio i complimenti al mio avversario, perché so esattamente cosa prova in questo momento e bisogna ricordarsi di quanto sia giovane.
 
Sono davvero contento, non ho mai perso il servizio, ma sono stati match tutti molto combattuti: sono davvero orgoglioso della forza mentale che ho dimostrato». È lì che coach Santopadre ha sempre lavorato in profondità fin da quando lo prese tredicenne, obbligandolo a giocare due tornei su tre sul veloce da junior per farlo uscire dalla comfort zone della terra rossa e poi iscrivendolo un anno fa ai tornei sull' erba, certamente non amata, anziché rifugiarsi in Challenger dai punti facili. Dodici mesi dopo, l' allievo doma i prati sconfiggendo tra gli altri l' erbivoro Kyrgios, il numero 9 del mondo Khachanov e il predestinato Aliassime.

berrettini

 
Un cammino di lusso. Abbellito da una qualità maturata attraverso i meandri di una personalità comunque complessa: «Finalmente affronto le partite con leggerezza, seguendo l' esempio di mio fratello Jacopo, che è bravissimo a lasciarsi scivolare addosso le avversità, e i suggerimenti di Flavio Cipolla (già 70 del mondo e suo compagno di allenamenti all' Aniene, n.d.r. ): lamentarsi di un colpo sbagliato in campo è inutile, tanto il punto indietro non ti torna». Da adolescente lo chiamavano Radio perché parlava e parlava tra uno scambio e l' altro: avanti di questo passo diventerà Cinema. Solo prestazioni da Oscar.

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