juve salernitana lazio verona

FAR WEST SERIE A - JUVE-SALERNITANA È UNA FOLLIA LUNGA 104 MINUTI: I BIANCONERI RIMONTANO IL DOPPIO SVANTAGGIO E TROVANO IL GOL VITTORIA AL 98′ MA L’ARBITRO E IL VAR ANNULLANO LA RETE DI MILIK PER UN FUORIGIOCO DI BONUCCI CHE PUR NON TOCCANDO IL PALLONE AVREBBE INFLUITO SULL'AZIONE. A QUEL PUNTO SUCCEDE DI TUTTO: ESPULSI MILIK, CUADRADO, FAZIO E ANCHE ALLEGRI DALLA PANCHINA – IL DITO MEDIO DI SARRI ALLA PANCHINA DEL VERONA-VIDEO

 

Da fanpage.it

 

 

juve salernitana

Finisce 2-2 tra la Juventus e la Salernitana al termine di un folle match della sesta giornata della Serie A 2022-2023 durato oltre 100 minuti e che ha avuto un finale pazzesco con i bianconeri che prima rimontano il doppio svantaggio e poi trovano addirittura il possibile gol vittoria annullato però dal Var facendo esplodere una rissa in campo e tensione su entrambe le panchine. Il risultato finale è un pareggio che lascia tutti con l'amaro in bocca.

 

 

Un pareggio arrivato infatti al termine di un match in cui i bianconeri dopo un buon inizio sono praticamente spariti dal campo venendo sopraffati dalla maggiore intensità degli avversari che affondano sulle fasce con le iniziative di Mazzocchi e Candreva che mettono in grande difficoltà i terzini scelti da Allegri per l'occasione, Juan Cuadrado e Mattia De Sciglio.

 

E sono proprio i due esterni della formazione di Nicola a confezionare la rete che porta in vantaggio i campani: Mazzocchi beffa un poco reattivo Cuadrado entra in area e mette un cross teso che trova Candreva che all'altezza del secondo palo anticipa il proprio marcatore depositando la palla alle spalle di un incolpevole Perin.

juve salernitana

Si attende la reazione dei padroni di casa e invece, dopo il vantaggio, è la Salernitana a prendere ulteriore coraggio mettendo in costante difficoltà la retroguardia bianconera soprattutto con la velocità di Dia. La Juventus si affida solo alle personali iniziative di un isolato Vlahovic che però non ha mai l'occasione per andare alla conclusione. Nel recupero del primo tempo poi i bianconeri vedono addirittura aumentare lo svantaggio con Piatek che trasforma il calcio di rigore concesso dall'arbitro Marcenaro per fallo di mano di Bremer assegnato con l'ausilio del Var.

 

Nell'intervallo Allegri scuote i suoi e prova ad invertire l'inerzia di un match già compromesso mandando in campo Milik al posto di uno spento Kean. I bianconeri tornano sul terreno di gioco con un piglio diverso e dopo appena sei minuti della ripresa riducono lo svantaggio con il colpo di testa di Bremer sul perfetto cross di un rigenerato Kostic. Il gol dell'1-2 dà entusiasmo ai piemontesi che spingono alla ricerca del pareggio andandoci vicino con le conclusioni di Vlahovic (parata da Sepe quella di sinistro e a pochi centimetri dal palo quella di testa) e le incursioni di Miretti, impreciso però al momento del controllo decisivo.

 

 

Ci prova anche Milik con un tiro a giro ma il pallone accarezza il montante alla destra di Sepe e si spegne sul fondo, il tutto mentre la Salernitana prova di tanto in tanto a ripartire in velocità impensierendo Perin costretto ad intervenire per evitare il peggio sul diagonale del solito Dia. I minuti intanto passano e i cambi di Allegri (Alex Sandro per De Sciglio e Fagioli per Miretti) non incidono, i bianconeri continuano a farsi pericolosi dalle parti di Sepe peccando però di mira con Milik che ci prova fino alla fine sfiorando anche la traversa senza però riuscire a mettere dentro il pallone. Il pareggio arriva però al secondo minuto di recupero con Bonucci che dopo essersi visto parare il rigore di Sepe è riuscito a ribadire in rete la palla.

juve salernitana

 

Ma le emozioni non sono ancora finite allo Stadium: al quinto minuto di recupero Milik di testa su calcio d'angolo segna il gol del clamoroso 3-2 che regalerebbe alla Juventus una vittoria che solo tre minuti prima sembrava impossibile. Ma l'arbitro va al Var è annulla la rete per un fuorigioco di Bonucci che pur non toccando il pallone avrebbe influito sull'azione secondo il direttore di gara. A quel punto succede di tutto con l'arbitro costretto ad estrarre cartellini rossi a raffica: espulsi Milik, Cuadrado, Fazio e anche Allegri dalla panchina.

lazio verona dito medio sarri

 

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…