benzema

IL FATTORE "KARIM THE DREAM" – IL CITY DOMINA MA KARIM BENZEMA CON UNA DOPPIETTA TIENE I GIOCHI APERTIGARANZINI: "CI SIAMO RIFATTI LA BOCCA GRAZIE A ANCELOTTI E GUARDIOLA, DUE DEI MAESTRI DEL CALCIO CONTEMPORANEO. IL CITY GIOCA A MEMORIA, E MAL SOPPORTA DI NON AVERE COSTANTEMENTE IL PALLINO IN MANO. IL REAL NON SOLO NON SE NE CRUCCIA: MA È TALE LA SUA CAPACITÀ DI RIPARTIRE CHE BEN VENGA L'INIZIATIVA ALTRUI. E NON È AFFATTO DETTO CHE AL RITORNO CAMBIERÀ LO SPARTITO…" - VIDEO

 

Gigi Garanzini per “La Stampa”

 

CITY REAL BENZEMA

Se ne riparla tra una settimana al Bernabeu. Con il City in vantaggio, minimo, e lo avrebbe meritato più ampio: e il Real che già pregusta una remuntada di cui ha fatto le prove a più riprese, a maggior ragione quando dopo mezzora di partita sembrava destinato a essere travolto. Difficile dire se a orientare il match sia stata la grande partenza del City o non piuttosto quella a schiuma frenata del Real.

 

Fatto sta che in dieci minuti un gol e un assist di De Bruyne sembravano aver chiuso la sfida: detto che, a proposito di assist, quello di Mahrez sulla testa del belga dopo aver ondeggiato tra quattro madridisti è stato un pezzo di bravura assoluta. Sembrava il preludio a una goleada, come minimo a una qualificazione precoce. Ma lì il City, in pieno controllo per non dire dominio ha avuto torto due volte.

 

La prima per aver fallito con Mahrez e poi con Foden due comode palle gol. La seconda per aver troppo gigioneggiato in difesa, ridando margini a un Real che sembrava sparito dal campo ammesso che mai ci fosse sino a lì entrato.

manchester city – real madrid 3

 

Così è entrato in azione Benzema, e chi sennò, prima con un assist per Alaba che l'ha messa mezzo metro fuori, poi con una girata delle sue che ha riaperto la partita e i giochi. Ha ristabilito le distanze Foden, le ha riaccorciate Vinicius andando in porta da metà campo mentre la difesa anziché di lui si preoccupava di Benzema. Poi ancora Bernardo Silva, grazie anche a un sontuoso vantaggio arbitrale. Che altro poteva mancare? Forse un cucchiaio. E voilà, Benzema dal dischetto. Di sicuro ci siamo rifatti la bocca grazie a due dei maestri del calcio contemporaneo.

manchester city – real madrid 2

 

In campo ci vanno i giocatori, nel bene e nel male, e questo in troppi tendono a sottovalutarlo quando non a dimenticarlo: ma se a occupare le due panchine sono Ancelotti e Guardiola, in ordine alfabetico, la qualità è garantita e il divertimento viene di conseguenza. Il perfezionismo dell'uno, il catalano, che pure sconfina di tanto in tanto nell'integralismo, ha comunque creato il miglior football del nuovo millennio, quello del Barca costruito su quei tre nanerottoli, Messi-Xavi-Iniesta, in un'epoca in cui sembrava che al disotto del metro e ottanta-novanta a pallone non si potesse più giocare. Mentre la duttilità dell'altro, il Carletto nostrano, la sua capacità di sentire l'erba crescere in campo e prima ancora dove proprio non c'è, in spogliatoio, gli ha garantito la carriera che sappiamo. Due marchi di fabbrica che ben volentieri abbiamo ripassato. Il City gioca a memoria, e mal sopporta di non avere costantemente il pallino in mano. Il Real non solo non se ne cruccia: ma è tale la sua capacità di ripartire che ben venga l'iniziativa altrui. E non è affatto detto che al ritorno cambierà lo spartito.

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