vettel binotto leclerc

FERRARI AL BIVIO: LECLERC O VETTEL, CHI SARA’ LA PRIMA GUIDA IL PROSSIMO ANNO? – TRA IL REDIVIVO SEB E IL NUOVO FENOMENO CHARLES LA CONVIVENZA PUO’ ESSERE DIFFICILE – ECCO LE TRE SCOMMESSE VINTE DA BINOTTO – “ABBIAMO TECNICI MOLTO BRAVI CRESCIUTI A MARANELLO. IL MIO OBIETTIVO È CREARE UN TOP TEAM COME AI TEMPI DI SCHUMACHER” 

vettel leclerc

Stefano Mancini per “la Stampa”

 

A ogni sconfitta o vittoria mancata, da Melbourne all' Hungaroring, Mattia Binotto cercava di spiegare, con calma e razionalità, a che punto era la Ferrari. «Vedrete che ci arriveremo», «siamo una squadra giovane, diventeremo grandi».

 

ferrari vettel leclerc 1

O ancora: «Stiamo crescendo, dateci il tempo». Dopo la notte magica di Singapore non c' è più bisogno di parole. Sono arrivate tre vittorie consecutive come quelle della F2008 di Massa e Raikkonen che vinse il Mondiale costruttori, ultimo titolo della storia del Cavallino: il puzzle è stato completato, piloti, squadra e macchina sono tornati competitivi.

 

Trasformazione dopo la pausa E dire che alla pausa estiva la Rossa era arrivata con zero successi e l'onta di un ultimo ko pesante: oltre un minuto di ritardo al traguardo del Gp di Ungheria. Invece di migliorare, la SF90 involveva. «Al rientro da Budapest abbiamo fatto i salti mortali per anticipare i tempi - racconta il team principal -. Gli sviluppi che abbiamo portato a Singapore erano attesi più in là».

 

vettel leclerc

Una sfida nella sfida, inconsueta a questo punto della stagione quando ormai è tempo di bilanci: la Mercedes bada a proteggere il vantaggio in classifica, la Red Bull ha come obiettivo il secondo o terzo posto di Verstappen, entrambe dirottano sempre più risorse sul progetto 2020.

 

Non così la Ferrari, che ha investito per trasformare la SF90 in un fulmine quando ormai la rincorsa al Mondiale è quasi impossibile (a Hamilton basterebbero 6 quinti posti per tenersi dietro Leclerc e Verstappen). Sarà una scelta che condizionerà in negativo la prossima stagione? Binotto dice di no, perché il lavoro fatto ora sarà riversato sulla nuova monoposto che sta nascendo in fabbrica.

 

leclerc

La valorizzazione della squadra Anche la scelta e la gestione dei piloti non è stata facile. Arrivabene avrebbe tenuto Raikkonen, Marchionne (e Binotto) hanno imposto Leclerc: un ragazzino di 21 anni promettente ma inesperto, rompiscatole il giusto, un po' fuori dagli schemi del Cavallino. Se era una scommessa, è stata vinta con tutto il jackpot. In realtà è stata una scelta ragionata: telemetrie e analisi certificavano già dal 2018 che Leclerc è un fenomeno, come ha confermato nel corso della stagione e in particolare nelle ultime tre gare.

 

binotto

Più complicata ancora si è rivelata la gestione di Vettel, un campione abituato ad avere la squadra intorno a sé che di colpo si è ritrovato in casa un avversario velocissimo. Ed è caduto in depressione. La strategia adottata nel Gp di Singapore, oltre a blindare la doppietta, ha regalato a Vettel il successo, il sorriso e la voglia di restare a Maranello. La Ferrari avrebbe potuto far vincere comunque Leclerc? Forse, ma con il senno di poi ha fatto bene: non era in ballo il Mondiale, ma la serenità, e quindi la prestazione, di un pilota che ha ancora molto da dare.

 

Terzo successo di Binotto: la squadra. Non sono arrivati nomi a effetto. Il team principal ha continuato quel processo di valorizzazione che già ha portato lui, assunto nel '95 come stagista, fino al vertice della Ges, la mitica gestione sportiva. «Abbiamo tecnici molto bravi cresciuti a Maranello. Il mio obiettivo è creare un top team come ai tempi di Schumacher», sosteneva Binotto nei mesi di crisi. Non era l' oste che parla del proprio vino, è la Ferrari che è tornata.

vettel 88leclerc vettel 3vettelBINOTTO

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?