novak djokovic

UN FORO DI POLEMICHE – DOPO L’APERTURA DELLA SOTTOSEGRETARIA VEZZALI ALLA PRESENZA AGLI INTERNAZIONALI DI ROMA, ARRIVA IL NIET DEL SOTTOSEGRETARIO COSTA: “CI SONO DELLE REGOLE CHE VANNO RISPETTATE FINCHÉ CI SONO. NOLE DOVREBBE DARE IL BUON ESEMPIO” – GIULIANO FERRARA PRO DJOKO: "È UN VERY BAD BOY. L’EPICA HA LE SUE REGOLE BRONZEE CHE LA RAGIONE SANITARIA, VALIDA PER NOI MORTALISSIMI SUBEROI, NON CONOSCE..."

Da open.online

 

 

djokovic

Andrea Costa è «contrario» alla partecipazione di Novak Djokovic agli Internazionali di Roma, il torneo di tennis più importante in Italia previsto dal 2 al 15 maggio. «Non mi convincono le motivazioni con le quali la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali ha detto che Djokovic potrà partecipare agli Internazionali di Roma», ha detto il sottosegretario alla Salute a 24 Mattino su Radio 24.

 

Djokovic, che non è stato vaccinato contro il Coronavirus, potrebbe dunque saltare anche l’appuntamento del Master 1000 di Roma. «Ci sono delle regole che vanno rispettate finché ci sono». Nei giorni scorsi, Vezzali aveva dichiarato che, secondo le attuali norme sulle competizioni sportive, per Djokovic non esistono divieti di partecipazione agli Internazionali. «Dando delle deroghe – ha aggiunto Costa – si finisce per dare dei messaggi sbagliati. Chi ha un grande seguito a maggior ragione deve dare il buon esempio». Il sottosegretario non esclude, dunque, che l’organizzazione del torneo possa richiedere comunque il possesso del Super Green pass.

 

novak djokovic 2

 

ELOGIO DEL BAD BOY DJOKOVIC

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

Volevo compagnia nel mio solitario affetto per Djokovic, il serbo cattivo, è arrivato un eccellente come sempre Mattia Feltri, alla ricerca del talebano che è in noi supervaccinisti. Sapete che vi dico? Se uno non vuole vaccinarsi, peraltro in un contesto in cui non vige l’obbligo, si prende il Covid due volte, immunizza così il suo fisico bestiale, e argomenta con elegante pacatezza la sua scelta, bè, io lo rispetto. Non tutti sono Paragone o Pappalardo, mi sembra ovvio. Non tutti gridano al complotto per eccitare un falso spirito libertario e turlupinare la società di massa, non tutti sparano scemenze a ruota libera per ottenere una cosa forse perfino più pericolosa del Covid, la visibilità.

 

novak djokovic 1

C’è chi specula e chi paga in solido. Novak viene scambiato a torto per un pericolo pubblico, fatto oggetto di una stupida giustizia esemplare, roba da aborigeni civilizzati che come diceva l’ineffabile principe Filippo “combattono ancora con le lance”, colpito nell’orgoglio di numero uno e nel portafogli, già bello gonfio per meriti, s’intende, ma sempre un portafogli. Filigrana degli sponsor, titoli sportivi, che poi sono il suo mestiere, reputazione universale.

 

Quel fenomeno di Nadal mi ha salvato la vita, in compagnia dei formidabili medici dell’ospedale di Grosseto, sono riuscito a vederlo sul telefonino tra i fumi dell’anestesia e mi ha letteralmente risuscitato al quinto set, ma la libertà di Djokovic non mi toglie la gioia di vivere, la incrementa. Intanto uno vale uno, nel senso del numero uno, cosa un po’ diversa da altre equiparazioni farlocche. Un altro numero uno, Maradona, si era incocainito, e tutti lo ricordano come un Che Guevara, ma Nole fa la dieta, si riguarda a modo suo, rischia forse e forse no, dipende anche dall’età, fatti suoi, direi. Quanto alla trasmissione di virus e idee virali sbagliate, dovremmo avere capito che i vaccini sono un’arma formidabile, imprescindibile, benedetta, ma non sono una cortina di ferro né per sé, malattie gravi dei vulnerabili (quorum ego) a parte, né per gli altri. L’accanimento dunque ha un sapore amaro di rigorismo imbecille anche per noi terzadosisti non talebani. Nessuno deve incontrare Djokovic nel vicolo, non è il vicino della porta accanto, anche lui titolare del suo diritto ma con juicio, nel contesto, nel contesto, nel contesto, e a Melbourne o a Parigi o a Wimbledon mi basta che un supercampione si faccia regolari tamponi, poi voglio vederlo giocare, punto. Non è più complicato di così.

novak djokovic

 

Nole è un very bad boy. Frequenta male al suo paese, forse per ragioni di esasperato e fanatico patriottismo. Ma sa anche fare cose buone, più di Mussolini, addirittura. La cosa che sa fare meglio è aprirsi come un uccello fantastico, da sogno, e ribattere la pallina a chi gliela ha tirata. Dicono alcuni che gioca come un burocrate, e sia, se ne sentono tante. Tra quelli che gli tirano le palline, esponendosi al rischio del grottesco, e lui che le ribatte, io sto con lui, e con Mattia Feltri. Spero proprio che agli Internazionali di Roma, al Roland Garros e a Wimbledon non ripetano la farsa delle lance giustizialiste, esemplari, sommarie, come metodo di parificazione dell’imparificabile e di eguagliamento ingiusto, che abbiamo vissuto quando gli è stato impedito, a Nadal e a lui, di battersi a armi pari e a vaccino dispari. L’epica ha le sue regole bronzee che la ragione sanitaria, valida per noi mortalissimi suberoi, non conosce.

 

 

internazionali foro italico vezzaliandrea costa 6novak djokovic

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…