inter juventus higuain 11

FUGA HIGUAIN, ALMENO RESTATE ZITTI DOPO LA FIGURACCIA – DOTTO: "IL ‘PIPITA’ E' TORNATO IN ARGENTINA A TROVARE LA MADRE MALATA DI CANCRO DA 4 ANNI. BEATO CHI HA IL JET NELL’HANGAR E IL TAMPONE IN TASCA, LE DIFFERENZE SOCIALI ESISTERANNO SEMPRE, LE DISUGUAGLIANZE PURE, MA ALMENO, PER FAVORE, SILENZIO, CHE LA SCENA RESTI MUTA. DI VECCHI MALATI SENZA L’ABBRACCIO DEI CARI CE NE SONO TROPPI NEL MONDO…"

Giancarlo Dotto per www.corrieredellosport.it

 

 

higuain

In questo indecifrabile dramma collettivo il danno emotivo rischia tifare più vittime di quello sanitario. Il contagio della paura semina più rovine di quello del virus. Numeri invisibili, non calcolabili, ma altrettanto pesanti. Siamo scivolati di colpo in un incubo che non è letterario né cinematografico. L’angoscia sta nel fatto che ci mancano le parole per raccontarlo. Dentro cornici come questa, i comportamenti di gruppo e i vincoli di solidarietà sono tutto.

 

Tanto più si deve agire da compattezza della specie quanto più la minaccia arriva da un salto di specie. Mai come in questo caso gli umani devono sapersi “riconoscere”, ad di là del loro status sociale, economico, etnico. Stiamo cercando di capire in tempo reale, giorno dopo giorno, spavento dopo spavento, speranza dopo speranza, la natura del “mostro”. Ogni copione epico ha i suoi eroi e i suoi codardi, ma non stiamo qui ad assegnare medaglie o lettere scarlatte. Niente sermoni. Non si tratta di celebrare o di mettere al muro, ma di distinguere sì. Ogni atteggiamento individualista, oggi, è uno scandalo insopportabile.

 

higuain sarri

Gonzalo Higuain ha tutto il diritto di avere paura, per sé e per i suoi cari. Non stiamo a contestare la debolezza umana troppo umana di un uomo che se ne fugge di notte con un jet privato violando le regole della quarantena o isolamento che sia, tassative per chiunque abbia condiviso il respiro con positivi al Covid-19, avendo da esibire il tampone salvacondotto dei “privilegiati”, di chi cioé riesce a farlo non avendo il minimo sintomo. No, non è la fuga (la sua, come quella di altri compagni). Sono le spiegazioni che ammazzano. O quanto meno disturbano.

 

higuain

«E' tornato in Argentina a trovare la madre malata di cancro da quattro anni», il tweet dalla tastiera fuggito (e poi cancellato) di Nicola, il fratello manager. Prima di lui, Cristiano Ronaldo aveva anticipato tutti come sempre per raggiungere a Madeira mamma Dolores colpita da ictus. Viva le mamme, sempre! Mamma solo per te la mia canzone e il mio jet privato volano.

 

«Chiediamo rispetto...» ammonisce compatta la tribù degli Higuain mentre, nello sfondo, se ne sta il mucchio silente e dolente degli anonimi, contagiati sì o forse no, chi lo sa, non lo sapremo mai, in questo lugubre ballo del tampone. Reclusi dentro gabbie quasi mai dorate, sbirciando dalla finestra tutto quello che è andato perduto e condannati a fantasticare il peggio per sè e per i loro cari, ad ascoltare e interpretare ogni sintomo, ogni piccola astenia, ogni affanno, come il virus che bussa alla porta.

 

 

Martellati giorno e notte dall’unica compagnia che gli resta, il feroce assedio dei media. Beato chi ha il jet nell’hangar e il tampone in tasca, le differenze sociali esisteranno sempre, le disuguaglianze pure, ma almeno, per favore, silenzio, che la scena resti muta. Con tutte le sue comprensibili, e persino accettabili viltà. Di vecchi malati senza l’abbraccio dei cari ce ne sono troppi nel mondo. E di bare. Anche loro, soprattutto loro, meritevoli di un abbraccio. Che non verrà.

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