diritti tv serie a

LA GRANDE BATTAGLIA DEI DIRITTI TV E IL DECLINO DEL CALCIO ITALIANO - LA SERIE A, CHE PER INTROITI DALLE TV È DIETRO PREMIER, LIGA E BUNDESLIGA, SI AGGRAPPA AI FONDI – ENTRO VENERDI’ LE OFFERTE: FAVORITA LA CORDATA TRA "CVC", "ADVENT" E "FSI". IN CORSA ANCHE "BAIN CAPITAL" E GLI AMERICANI DI APOLLO – SCACCO MATTO A LOTITO, RIMASTO SOLO INSIEME A DE LAURENTIIS AD OSTEGGIARE L’INGRESSO DEGLI OPERATORI DI PRIVATE EQUITY - GLI ANALISTI: “LA PERDITA DI COMPETITIVITÀ DELLA SERIE A È IL RISULTATO DI TRE FATTORI”. ECCO QUALI

https://m.dagospia.com/la-grande-battaglia-dei-diritti-tv-i-fondi-danno-scacco-matto-a-lotito-e-245209

 

GABRIELE DE STEFANI per la Stampa

 

diritti tv

I tifosi soffrono per il declino sul campo, che si misura con il metro delle coppe: negli ultimi dieci anni zero vittorie per le squadre italiane. E poi c'è il declino economico, che i club sperimentano quando vendono i diritti televisivi della serie A:

 

se fino a 5 anni fa eravamo il secondo torneo d'Europa per introiti dalle tv, ora l'ex campionato più bello del mondo incassa meno della metà della Premier League inglese, un terzo in meno della Liga spagnola ed è stato superato dalla Bundesliga tedesca. Tutte cresciute ad un ritmo dalle tre alle cinque volte più veloce nella partita decisiva per il settore: vale fino al 75% del budget complessivo della sesta industria del Paese.

dal pino

 

Pesa il calo di appeal della serie A, impoverita tecnicamente, ma ad incidere - spiegano gli analisti - è soprattutto il gap nella governance: scarsa programmazione, commercializzazione e marketing poco sopra i livelli degli anni '90, girandola di proprietari in troppi top club. Mentre all'estero si vende anche uno spezzone di partita su Amazon a un euro, in Italia siamo all'offerta degli albori delle pay-tv.

 

Ecco perché la Lega di serie A si prepara ad aprirsi a capitali e competenze esterni. Non si può più aspettare, specie ora che il Covid riduce gli introiti e la capacità di spesa dei pochi mecenati rimasti. Entro venerdì sul tavolo della Confindustria del pallone arriveranno le offerte dei fondi di investimento interessati a diventare soci della media company che dovrà spingere il prodotto serie A.

lotito de laurentiis

 

La scadenza, fissata per oggi, è slittata di qualche giorno su richiesta dei club ma resta fermo un punto: il piano deve essere presentato fatto e finito, immediatamente vincolante. Favorita la cordata tra Cvc, Advent e Fsi, che valorizza la media company tra i 12 e i 15 miliardi, garantendo tra l'altro una vitale dose di liquidità ai club. In corsa anche Bain Capital e gli americani di Apollo. Con l'incognita dei diversi piani di Lazio e Napoli.

 

Le ragioni del declino I diritti tv della A per il triennio 2018-21 sono stati venduti a 4,2 miliardi. Impietoso il confronto con i 9 miliardi della Premier League e i 6 (e presto 8) della Liga, con una forbice larghissima per la trasmissione delle partite all'estero: 1,1 miliardi in tre anni per l'Italia, 4,5 per il campionato inglese e oltre 3 per quello spagnolo.

diritti tv serie a

 

Le previsioni per il prossimo triennio sono al ribasso per la A: il Covid riduce la capacità di investimento e l'audience è in frenata dopo il lockdown. Secondo gli analisti, la perdita di competitività della serie A è il risultato di tre fattori: «Di certo incidono i minori successi e il calo della qualità dello spettacolo - dice Andrea Scialpi, partner di EY -.

 

Il secondo tema è l'offerta. All'estero c'è più spazio per i cosiddetti Ott, media non tradizionali che sfruttano i canali digitali con prodotti innovativi: dai pacchetti per poche gare alla vendita on-demand di singoli eventi o solo di un tempo di una partita. Qui siamo fermi al modello Telepiù di quasi 30 anni fa». La leva decisiva, in prospettiva, è però la terza: «Il prodotto serie A è proposto male - prosegue Scialpi -. Prendiamo la Liga spagnola: un team di 400 persone lavora solo a commercializzazione, marketing ed elementi accessori alla partita. In Inghilterra il premio di giocatore del mese è un evento che muove milioni di sterline, mentre qui quello di giocatore dell'anno è un appuntamento secondario in cui il premio è un orologio.

cvc capital partners

 

La Lega Calcio fatica a stare al passo con i tempi per un problema di governance: negli ultimi 15 anni abbiamo avuto diverse inchieste, la girandola di proprietari improbabili in molte grandi squadre, poca programmazione.

 

Un canale della Lega e in generale l'eventuale ingresso di fondi di private equity nel capitale e nella governance sicuramente porterebbe una gestione più efficace verso il cliente e il broadcaster. Le previsioni ci dicono che nel post-Covid il valore dei diritti calerà, ma il mercato italiano ha margini per crescere perché parte più indietro. Però deve migliorare l'offerta, è impensabile incassare di più senza rinnovarsi».-

diritti tvdiritti tv

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)