ilicic papu gomez

ILICIC E’ COME IL VINO: INVECCHIANDO MIGLIORA – LO SLOVENO DELL’ATALANTA CALA IL POKER A 32 ANNI E 41 GIORNI, MAI NESSUNO NELLA STORIA DELLA CHAMPIONS C’ERA RIUSCITO COSÌ AVANTI NEGLI ANNI: NESSUNO NEI CINQUE TOP CAMPIONATI EUROPEI HA SEGNATO QUANTO LUI IN QUESTO 2020 – IL CALCIATORE EGOISTA E INCOSTANTE E' SOLO UN RICORDO - “È VERO: PIÙ INVECCHIO PIÙ DIVENTO BUONO. E ORA NON MI VOGLIO FERMARE...” – VIDEO

 

Andrea Elefante per la Gazzetta dello Sport

 

ilicic papu gomez

Non è mai tardi. Anche per chi un sacco di volte si è sentito dire che avrebbe potuto fare di più, ma ormai era tardi. Non è mai tardi, neanche per segnare quattro gol in Champions League. C' era già riuscita gente che si chiama Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic, Van Basten, Lewandowski, Messi, Shevchenko (l' ultimo di una squadra italiana), Inzaghi, ma Josip Ilicic dev' essersi messo in testa un' idea meravigliosa: far ricredere un sacco di gente.

 

E per questo gli serviva il tempo di essere bollato come incostante, egoista cronico e quello di smentire tutti. Anche ad anni 32 e 41 giorni: e mai nessuno, nella storia della Champions, aveva calato il poker così avanti con gli anni. «E' vero - ha detto poi - più sono vecchio e più divento buono. E ora non mi voglio fermare: mi diverto, ci divertiamo».

 

ilicic atalanta

Fosse stato per lui, si sarebbe accontentato di portarsi a casa il pallone: dopo il terzo gol ha iniziato a mettere in fila un po' delle sue smorfie, quelle che fa quando chiede il cambio senza chiederlo. Quelle che Gasperini fa finta di non vedere, come ieri sera: forse sentiva che Josip ne aveva sul sinistro un altro, forse sapeva che serviva il suo sinistro per vincere anche questa partita. E Gasp voleva vincerla. Così, restando in campo, Ilicic ha «vinto» un primato che dà il senso della sua impennata negli ultimi due mesi e mezzo: nessuno nei cinque top campionati europei ha segnato quanto lui in questo 2020. Quattordici gol e 13 Cristiano Ronaldo, quello che in Champions ne ha timbrati ben più di cento, contro i suoi cinque.

 

ilicic

 Tutti contro il Valencia, avversaria benedetta come il suo momento. Con i quattro di ieri sono 16 nelle ultime 12 partite e sono 21 stagionali con l' Atalanta, sempre più una sentenza. Soprattutto per il Valencia: ogni volta che ha provato a rialzare la testa, Ilicic gliel' ha fatta riabbassare. Come gli occhi a Diakhaby: «Ma non l' ho puntato apposta, non mi piace studiare i difensori avversari. Pensavo solo alle cose che dovevo fare: quando vedo uno spazio, vado lì. Sul primo rigore ho visto che aveva fatto una scivolata che non doveva fare e la seconda volta lo stesso: sapevo che la palla poteva schizzare e l' ha presa di mano. Poi tirare quei rigori non era facile: gli ultimi li avevo sbagliati».

 

E adesso? A cosa potranno pensare lui e l' Atalanta? «L' ho detto già dopo il 4-1 dell' andata: l' Atalanta non è più una sorpresa, e il nostro obiettivo è far vedere che meritiamo di essere dove siamo.

atalanta fiorentina percassi ilicic

 

E non fermarci mai, senza pensare a dove possiamo arrivare».

 

E lui può pensare al Pallone d' Oro? Glielo chiedono ma non capisce la domanda, o finge di non capirla. Accarezza il pallone di metallo che gli hanno dato come man of the match e dice: «Ma io penso solo alla squadra». E lo chiamavano anche egoista.

ilicic piange per astoriilicic 4

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?