germania under 21 allegri

IN ITALIA SFOTTIAMO ALLEGRI, IN GERMANIA HANNO CAPITO CHE NON C’È FUTURO SENZA TECNICA, DRIBBLING E FANTASIA - MENTRE IL CALCIO ITALIANO HA DECISO CHE LA VITTORIA AGLI EUROPEI HA RISOLTO TUTTI I PROBLEMI, IN GERMANIA S’È SCATENATO UN DIBATTITO SULLA RIFORMA DELLE GIOVANILI PER PRODURRE PIÙ “GIOCATORI DA STRADA”. IL PROGETTO PREVEDE LO SVILUPPO DEL TALENTO INDIVIDUALE E DELLA CREATIVITÀ…

Da ilnapolista.it

 

germania under 21

Mentre il calcio italiano ha deciso che la vittoria agli Europei dell’Italia abbia risolto tutti i problemi, in Germania s’è scatenato un dibattito sulla riforma delle giovanili. Un dibattito non solo filosofico, ma fattuale: c’è in ballo il destino del “Progetto Futuro”, un concept paper di 91 pagine che mira a rivoluzionare tutto. Ne parlammo, a suo, tempo anche qui.

 

Riassumendo tantissimo: tornare alle origini del gioco, riprodurre il “calciatore da strada”. La Germania ne ha fatto un manifesto di sopravvivenza. L’ha chiamato “Projekt Zukunft”, Progetto Futuro appunto. Come simbolo di quel “genere” di calciatore da riprodurre, lo Spiegel scelse Armin Younes identificato in patria come modello di tecnica, di dribbling al servizio del risultato, di libertà. Una precisa scelta politica – se non alleviamo una nuova generazione di street players falliamo – che però in Germania affronta anche una certa resistenza. Che ha un altro simbolo “italiano”, a sua volta: Gosens.

 

tacco ronaldo germania

Dopo l’unica partita convincente del Campionato Europeo tedesco, il 4-2 contro il Portogallo, la nazione era entusiasta di Robin Gosens, il professionista un po’ diverso. Uno che non ha seguito il programma giovanile tedesco, uno a cui, da giovane, piaceva bere una birra prima e dopo le partite, uno le cui parole non provengono dal kit linguistico dell’industria del calcio. Il percorso di Gosens è visto dal pubblico come un utile contromodello alla formazione conformista del Progetto Futuro.

 

tacco ronaldo germania

Ed ecco il punto della questione: quanto deve o non deve essere professionale il calcio giovanile? Quanto è permeabile il sistema? Come la mettiamo con carriere che non sono state progettate a tavolino, come quella di Gosens o una volta di Miroslav Klose?

 

Un gruppo con rappresentanti della Federcalcio tedesca e della German Football League (la DFL) ha passato due anni cercare di capire come il calcio tedesco possa “stabilirsi permanentemente in cima al mondo”. E così Joti Chatzialexiou (direttore sportivo delle squadre nazionali) e Meikel Schönweitz (capo allenatore delle squadre nazionali) hanno sviluppato il Progetto Futuro: si sta trascurando l'”individualità” del talento, dicono. L’intero sistema è guidato dal “successo a breve termine”. E non va bene.

germania portogallo

 

Nel documento sono elencate una serie di misure per l’attuazione specifica del Progetto, tra cui “giri di partite flessibili” a livello giovanile, tornei separati, basta promozioni e retrocessioni. La riforma mira a mettere in primo piano il “carattere formativo”.

 

Per Chatzialexiou e gli altri promotori del programma, una cosa è certa: gli allenatori, soprattutto quelli a livello giovanile, spesso pensano solo risultato, il che significa che l’incoraggiamento e la creatività individuali a volte vengono messi da parte. O lo fanno, dice Chatzialexiou, per distinguersi e far carriera. Oppure si sentono obbligati a farlo perché la loro squadra sta lottando non retrocedere. Nei centri di formazione giovanile c’è “già abbastanza pressione”, dice il riformatore DFB.

 

germania portogallo

Per gli oppositori significherebbe che le massime divisioni del calcio giovanile tedesco diventerebbero un circolo esclusivo, in cui vince l’élite e basta.

 

Il presidente dell’Hertha 03, Niroumand, parla di “follia tecnocratica” e “paternalismo autoritario”. Pensa che ciò minerebbe i principi di una società dello spettacolo e l’idea stessa di competizione. Niroumand alza regolarmente la voce sulla stampa locale di Berlino. Poi ad un certo punto ha scritto una lettera aperta al presidente della DFB Fritz Keller, e l’ha piazzata sui social. Un successone. La DFB s’è vista costretta ad organizzare un evento informativo sul “Progetto Futuro”, scoprendo fino ad oggi la maggior parte dei rappresentanti dei club conosceva il progetto solo dai media.

 

 

IL CASO GERMANIA

Mario Piccirillo per ilnapolista.it

 

allegri

C’è chi Allegri non l’ha capito perché “farfuglia”. “Comincia un discorso, non lo finisce, non sa parlare”. I social quando s’ostinano a perdersi la sostanza delle cose, s’atteggiano a grande commissione d’esame di maturità. Dove non insiste il tifo – allo juventino Allegri non condoneranno mai i riferimenti al “dna bianconero” – arriva la pedanteria formale: “eh ma non si capisce…”.

 

Per cui in molti, moltissimi, non hanno potuto apprezzare uno dei tanti inneschi di riflessione che Allegri ha piazzato in tv, su Sky, domenica sera: il calcio, senza tecnica, non va da nessuna parte. Mica un inedito. Allegri ne fa una sua battaglia retorica da sempre, riferendosi alle benedette scuole calcio, ai bambini cui invece della libertà viene insegnata la rigidezza degli schemi. Le “fottute diagonali” al posto del dribbling.

 

germania portogallo

Siamo così provinciali, da queste parti, da ridicolizzare come “naif” concetti semplici: il divertimento, la gioia, la fantasia. L’Italia resta quel paese gonfio nel quale i poeti i santi e i navigatori, quando si parla di calcio, finiscono per arzigogolare sulla tattica, usando spesso neologismi appositi, per lo più a capocchia.

 

Nel frattempo all’estero, dove fanno cose stranissime tipo programmare il futuro, hanno preso la strada opposta: tornare alle origini del gioco, riprodurre il “calciatore da strada”, che si allena coi battimuro a non cadere mai, a puntare sempre l’avversario, a scartare per principio tutti e tutto, compagni, amici, alberi e pali. La rigidissima Germania – rovinata dai cliché – ne ha fatto un manifesto di sopravvivenza. L’ha chiamato “Projekt Zukunft”, Progetto Futuro.

 

max allegri 3

Ne ha parlato lo Spiegel, raccontando la parabola di Armin Younes. Che qui abbiamo ruminato come una qualunque riserva di Insigne e che ora a Francoforte ha ritrovato la nazionale in quota “modello da seguire”. Non è un artificio di esterofilia: è proprio così. Younes è stato identificato in patria come simbolo del giocatore libero, esempio di tecnica e ardimento, di dribbling al servizio del risultato. È la faccia di una precisa scelta politica: se non alleviamo una nuova generazione di street players (scugnizzi, come si traduce in tedesco?) falliamo. Prima di approfondire, ribadiamo: qui siamo ancora alla presa per i fondelli di Allegri. “Eh, ma quello farfuglia…”.

GOSENS

 

Lo sviluppo del talento è un elemento vitale della strategia a lungo termine di molti club tedeschi in prima battuta (per restare solo alla Germania) e ora anche della Federcalcio e della Lega. Dalla fine di ottobre tutto il calcio giovanile è stato sospeso a causa della pandemia. Nelle “accademie” della Bundesliga, solo dai 17 ai 23 anni hanno potuto continuare a giocare ed allenarsi.

 

“I ragazzi hanno perso quasi sei mesi del loro sviluppo”, ha detto il direttore delle giovanili del Gladbach, Roland Virkus. “Non possono fare il salto di qualità, non ci sono partite competitive, nessuno può guardare gli allenamenti, non c’è scouting. È un disastro”.

klose bagno di ghiaccio

 

Un’analisi condivisa dalla DFB e da Oliver Bierhoff che dopo il trauma dello 0-6 subito dalla Spagna a novembre, ha messo mano ad un programma strutturato. Il “Projekt Zukunft”, appunto. Che lo Spiegel spiega così: rivoluzionare il modo in cui i bambini giocano a pallone. Allenando l’individualità, il dribbling, il divertimento. E riducendo al minimo la tattica e l’atletica. La Federcalcio, in collaborazione con la Lega, la DFL, ha elaborato delle linee guida per una riforma profonda del sistema, che prevede tra l’altro l’abolizione delle divisioni junior della Bundesliga nella loro forma attuale. Invece di classifiche, promozioni e retrocessioni, l’obiettivo è passare allo sviluppo.

 

Bierhoff l’ha messo nero su bianco:

 

“I bambini e gli adolescenti devono ricominciare a godersi il calcio. Più tempo con la palla, più tempo in campo: abbiamo bisogno di più giocatori con una mentalità da strada”.

 

max allegri 2

Di nuovo: non è che Allegri sia un visionario, e così Bierhoff. In Germania hanno capito che le riforme, a loro volta considerate rivoluzionarie, che avevano prodotto la squadra Campione del Mondo nel 2014, hanno finito per creare una generazione di giocatori unidimensionali: tecnica di passaggio perfetta, alti livelli di consapevolezza tattica, ma privi di qualità crude, individuali, imprevedibili che possono fare davvero la differenza. Un calcio senza scintille.

 

Per cui, ecco il Progetto Futuro. Perché, spiega Martin Jedrusiak-Jung, scienziato dello sport presso l’Università di Colonia “devi iniziare a cambiare le tue strutture quando le cose stanno andando bene, invece di aspettare che le cose smettano di funzionare. Il calcio è dinamico nel suo sviluppo e devi assicurarti di tenere il passo”.

 

“In Francia la filosofia di allenamento è stata adattato al sistema educativo, il che significa che i giovani calciatori hanno 25 ore a settimana in cui si concentrano solo sul pallone”. E così hanno tirato su talenti come Kylian Mbappé, Anthony Martial, N’golo Kanté o Benjamin Pavard, e hanno portato a casa il Mondiale nel 2018. “Ma hanno creato le strutture giuste, al momento giusto”.

 

max allegri 1

Anche in Inghilterra, dove la Premier League è stata a lungo dominata da giocatori non inglesi, probabilmente a scapito della nazionale, la Federcalcio (la FA) ha intuito la necessità del cambiamento e ha introdotto il cosiddetto Elite Player Performance Plan (PPE) nel lontano 2012.  Non esistono più le leghe junior: la Football League lavora(va) con la FA e le federazioni regionali per organizzare circa 6.000 partite all’anno, dagli under 9 agli under 19, con l’obiettivo principale di sviluppare la tecnica, non necessariamente la vittoria.

 

“In Inghilterra, non hanno investito direttamente sui giocatori, ma nella conoscenza, nelle infrastrutture e soprattutto nella formazione degli allenatori”, ha detto alla ZDF l’allenatore delle giovanili della DFB Meikel Schönwitz. “Viene enfatizzato lo sviluppo individuale, e le strutture e l’ambiente sono stati appositamente modificati per consentire che ciò avvenga”.

 

MAX ALLEGRI

Tornando al nostro litigioso condominio, che in Italia i settori giovanili siano diventati un riflesso delle storture delle prime squadre è acclarato. Le statistiche dicono che in Serie A si dribbla pochissimo. Giocatori come Younes sono rari. Saltare l’uomo è sempre una piccola rottura dello schema che ormai abbiamo tutti digerito come inevitabile: l’azione che si ingolfa da un lato, il giro palla che riprende appoggiandosi financo al portiere, per cercare aria dall’altro lato. Quando, spesso, basterebbe un benedetto dribbling. Lo fanno De Paul, Ilicic, Messias, Boga, Ribery, in Italia. Il primo italiano per dribbling riusciti, per quest’anno, è Spinazzola. Insigne è più in basso.

 

bierhoff

Non è una provocazione di Allegri. E dovrebbe far riflettere che proprio il grande nemico dei “giochisti”, il “risultatista” Allegri finisca per spendersi – da anni ormai – in difesa della tecnica. In realtà è una linea coerente: è la tecnica che aiuta a vincere, niente è più “risultatista”. Ma è un controsenso che ristagna nell’ansia delle varie “cantere” italiane di autopromuoversi attraverso i risultati immediati, dimenticando l’essenza stessa dei vivai: costruire il futuro.

 

In tedesco si dice “zukunft”. In Italia non si dice affatto.

 

 

bierhoff

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...