robin gosens

LA JUVE BATTE UN COLPO, L’INTER RISPONDE – È FATTA PER IL TRASFERIMENTO DI ROBIN GOSENS DALL’ATALANTA: L’ESTERNO TEDESCO ARRIVA IN PRESTITO CON OBBLIGO DI RISCATTO A 25 MILIONI DI EURO E UN CONTRATTO DA 2,5 MILIONI NETTI A STAGIONE – INZAGHI CHIEDE ANCHE CAICEDO DEL GENOA, IN ATTESA DI SCAMACCA IN ESTATE – IL MILAN PRENDE L’ATTACCANTE SERBO CLASSE 2004 LAZETIC, LA FIORENTINA CABRAL PER IL DOPO-VLAHOVIC E LA SALERNITANA PENSA A DIEGO COSTA…

1. GOSENS È LA RISPOSTA DELL'INTER ORA CAICEDO

robin gosens 1

Nicolò Schira per “Il Giornale”

 

Il nerazzurro evidentemente era nel suo destino: Robin Gosens cambierà città ma non colori. L'esterno tedesco, infatti, nelle prossime ore dirà addio all'Atalanta per approdare all'Inter. Curiosità: la sua ultima gara coi bergamaschi la giocò proprio contro la sua futura squadra prima di infortunarsi. Operazione da 25 milioni (bonus compresi) in prestito con obbligo di riscatto: oggi l'ultimo contatto decisivo tra i due club per completare l'affare. 

 

robin gosens 2

Per il laterale mancino stipendio da 2,5 milioni netti a stagione più bonus per scollinare i 3 annui per quattro stagioni. Il rinforzo ideale per la corsia sinistra che necessitava di un alterego di Ivan Perisic. Tra l'altro Gosens è uno specialista come quinto a tutta fascia, visto che negli ultimi 4 anni si è esaltato con Gasperini in quel ruolo. Lo stesso che ricoprirà con Simone Inzaghi a Milano. Una mossa che certifica come la dirigenza interista punti a continuare a lungo il ciclo vincente aperto nella scorsa stagione. 

robin gosens 3

 

Su Gosens c'era anche l'interesse del Newcastle, ma l'obbligo di riscatto proposto dai Magpies era correlato alla permanenza in Premier League. Traguardo tutt' altro che scontato, visto l'ultimo posto in classifica attualmente occupato nel campionato inglese. Ecco perché da Bergamo hanno dato il via libera all'Inter, che oggi potrebbe definire pure l'arrivo del Panterone Caicedo in prestito semestrale dal Genoa. 

 

felipe caicedo 2

Un tassello prezioso come vice Dzeko per allargare il ventaglio di scelte offensive. In uscita oggi visite mediche e firme di rito per Stefano Sensi in prestito secco alla Sampdoria. Infine entro i primi di aprile l'Inter conta di chiudere il rinnovo di Skriniar (in scadenza nel 2023) fino al 2026 con adeguamento dello stipendio a 4,5 milioni a stagione.

 

2. L'INTER ATTACCA A SINISTRA: SUBITO GOSENS DALL'ATALANTA 

Federico Strumolo per “Libero Quotidiano”

 

robin gosens 5

Che il grande obiettivo di mercato dell'Inter fosse l'esterno mancino era chiaro da diverse settimane, ma che il nome giusto potesse essere Robin Gosens è una sorpresa. Eppure, i nerazzurri sono vicini alla fumata bianca con l'Atalanta, che potrebbe accontentarsi di un prestito con diritto di riscatto a 22 milioni più bonus (per avvicinarsi ai 30 milioni chiesti inizialmente dalla Dea), per lasciar partire il 27enne tedesco, il quale ha già trovato l'accordo con il Biscione per uno stipendio da 3 milioni (bonus compresi) a stagione per 4 anni, con opzione per un'ulteriore annata (rifiutando il lungo corteggiamento del Newcastle). 

 

robin gosens 4

Una scelta, della Dea, in contrapposizione con la tendenza delle ultime stagioni, che vedeva i bergamaschi rinunciare a cedere i propri pezzi pregiati alle grandi italiane, per non rinforzare le concorrenti (esempi sono la cessione al Siviglia di Papu Gomez l'inverno scorso, rifiutando tutte le offerte dalla serie A, o il mancato sì all'Inter per Duvan Zapata questa estate). 

 

GOSENS

E che permette all'Inter di mettere a segno un colpo importantissimo, assicurandosi un esterno da 25 gol in 4 anni e mezzo di serie A, che non può che rafforzare la supremazia in campionato (+4 su Milan e Napoli, con una gara da recuperare). Gosens è infortunato (alla coscia destra), ma potrà recuperare con calma (il rientro è previsto per metà febbraio), per poi inserirsi nel progetto di Simone Inzaghi, alternandosi con Ivan Perisic (32 anni), il quale ora avrà meno forza contrattuale nella trattativa per il rinnovo (la prima richiesta è stata addirittura di 6 milioni annui), dato che l'Inter avrebbe già il sostituto in casa. 

 

gianluca SCAMACCA

Ma il mercato dei nerazzurri non dovrebbe terminare qui. Mentre Stefano Sensi (26) raggiunge la Sampdoria in prestito (fino a giugno), Inzaghi ha chiesto alla dirigenza Felipe Caicedo (33) del Genoa. In attesa del grande colpo in estate, che potrebbe essere Gianluca Scamacca (23) del Sassuolo, abbandonato dalla Juventus dopo la virata su Dusan Vlahovic (21) della Fiorentina (che intanto vende anche il 25enne Sofyan Amrabat, in prestito con diritto di riscatto a 15 milioni al Tottenham). 

 

marko lazetic

Attenzione, però, proprio ai viola, che oltre a seguire Arthur Cabral (23) del Basilea, nei giorni scorsi hanno incontrato il procuratore di Scamacca Alessandro Lucci (anche se il colpo è complicato per i 40 milioni chiesti dal Sassuolo). E parlando di attaccanti, il Milan ha accolto il 18enne serbo Marko Lazetic, arrivato dalla Stella Rossa per 5 milioni (ieri visite mediche e firma), mentre lavora per il difensore centrale Sven Botman (22). Il Lille non vuole cedere a gennaio il leader della propria difesa, ma potrebbe accontentarsi di 35 milioni, mantenendo in prestito il giocatore fino a fine stagione.

 

diego costa

Dovrebbe trasferirsi subito alla Lazio, invece, il difensore Nicolò Casale (23) del Verona, prestito con obbligo di riscatto a 10 milioni. Infine, il Toro lavora in prospettiva, trattando il centrocampista dell'Empoli Samuele Ricci (20) ed il difensore del Frosinone Federico Gatti (23), mentre la Salernitana del neo ds Sabatini punta a colpi d'esperienza: lo svincolato Diego Costa (33), ex Chelsea e Atletico Madrid e la sua vecchia conoscenza Pastore (32), solo 8 gare con l'Elche in Liga

arthur cabral felipe caicedo 3samuele ricciAMRABATfelipe caicedo 1

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…