chiellini cr7

LA JUVE SI SCOPRE INDIFESA (SENZA CHIELLINI) - ALLARME ROSSO PER SARRI: 24 GOL IN 24 PARTITE SONO UNA MEDIA MAI VISTA NELLA JUVE DEGLI OTTO ANNI D'ORO – PJANIC MENA DURO: “QUESTA MAGLIA PESA. LA SQUADRA DEVE SAPERE METTERSI MEGLIO SUL CAMPO” - GLI ULTIMI ARRIVATI RAMSEY E RABIOT SONO ANCORA DUE OGGETTI MISTERIOSI - CRISTIANO RONALDO FURIOSO DOPO LA SUPERCOPPA: ECCO COSA È SUCCESSO

chiellini

Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera

 

Oltre trent' anni prima del dibattito innescato da Allegri, Platini si trovò a filosofeggiare con la scrittrice Marguerite Duras, che lo stava intervistando per Liberation , a proposito del paragone tra equini e calciatori: «Quindi siete come i cavalli?» chiese lei. «No, perché noi non possiamo metterci i paraocchi», rispose Le Roi Michel.

 

Reduce da una sconfitta che vale doppio - perché il primo trofeo stagionale è andato e perché è la seconda caduta in 15 giorni contro la Lazio - la squadra di Sarri dà l' impressione di avere cavalli inaspettatamente stanchi («Un deficit di energie» lo ha definito il tecnico) ma anche i paraocchi, perché ha esaltato ancora una volta le caratteristiche dell' avversario, che si chiude e apre come una mano e ha rifilato altri tre schiaffi alla Signora.

 

ronaldo chiellini pjanic

Il dato più evidente della mutazione bianconera è da allarme rosso: 24 gol in 24 partite sono una media mai vista nella Juve degli otto anni d' oro. Quello che i numeri non dicono è la sensazione di vulnerabilità, che la squadra di Sarri trasmette troppo spesso. I fattori sono molteplici e anche se è oggettivo quello che dice Sarri che il «nuovo modo di giocare più alti c' entra poco, perché i gol li prendiamo sempre quando siamo bassi e ancora non capisco perché», bisogna pur partire da qualcosa per cercare il motivo di questa fragilità sconosciuta.

 

maurizio sarri foto mezzelani gmt003

«Questa maglia pesa, non possiamo più sbagliare. La squadra deve sapere mettersi meglio sul campo» dice Pjanic, ovvero quello attraverso il quale dovrebbe passare gran parte del gioco.

 

Se non è una bocciatura generale, perché la Juve è prima in campionato e ha superato di slancio il girone di Champions, è comunque un avvertimento: questa nuova versione, con i vecchi interpreti, non è ancora in grado di imporre il proprio gioco per 90' e con la Lazio non lo ha mai fatto, per ragioni tattiche, che si sommano a quelle atletiche. Tutto si tiene e anche le qualità tecniche non sono secondarie: la batteria degli esterni difensivi non convince, perché solo Alex Sandro, tra l' altro uno dei peggiori a Riad, garantisce continuità nelle due fasi.

 

miralem pjanic foto mezzelani gmt

Se gli esterni bassi non spingono, le mezzali devono coprire una porzione di campo più ampia e fanno fatica. In quel triangolo delle Bermuda, le coppie Lulic-Milinkovic e Lazzari-Luis Alberto hanno dominato, facendo saltare agli occhi una cosa che si sapeva anche prima della sfida araba: due mezzali come lo spagnolo e il serbo, la Juve non le ha. E quelle a sua disposizione non hanno le caratteristiche ideali per sostenere il gioco d' attacco, con inserimenti e gol: gli ultimi arrivati Ramsey e Rabiot sono ancora due oggetti abbastanza misteriosi.

 

Sarri prova a compensare con il tridente, dopo aver ricordato che Dybala «non è un trequartista».

 

rabiot e la mamma veronique

L' argentino come regista d' attacco non può essere sempre brillante anche nel raccordo e Higuain ha dimostrato di avere più spazi quando gioca in coppia, senza tridente. Gli equivoci vanno affrontati comunque in fretta. E senza quel «pizzico di superficialità e di presunzione» di cui ha parlato Buffon riferendosi al primo k.o.

con la Lazio. La prossima sfida ai biancocelesti è lontana (26 aprile), ma la Juve ha anche altri cavalli da tenere a freno. Senza paraocchi.

 

 

CRISTIANO RONALDO FURIOSO DOPO LA SUPERCOPPA

Andrea Ramazzotti per www.corrieredellosport.it

CR7

 

Il supereroe ha un dna umano e anche a lui ogni tanto… può capitare di perdere. Al King Saud University Stadium è stato il migliore della Juve e ha propiziato con il suo sinistro respinto da Strakosha il momentaneo pareggio di Dybala, Cristiano Ronaldo non è stato sufficiente ai bianconeri per portare a Torino la Supercoppa italiana, la seconda di fila dopo quella alzata al cielo di Gedda a gennaio.

 

Non era certo il trofeo che si è assegnato a Riyad l’obiettivo primario della stagione della Signora e dell’ex fuoriclasse del Real Madrid, ma la sconfitta non ha fatto piacere al portoghese che, ricevuta al momento della premiazione la medaglia d’argento per il secondo posto, se l’è subito tolta dal collo e scuro in volto se n’è andato dal palco senza neppure stringere la mano all’ad della Lega De Siervo.

cr7

 

CR7 non è abituato a perdere, tanto meno nelle finali. Lo dicono i numeri della sua carriera. E quando succede come domenica, non è mai di buon umore (eufemismo). L’Arabia l’ha lasciata senza aprire bocca e le vacanze natalizie, che state certi non trascorrerà in completa inattività, non le vivrà con la serenità che lo avrebbe contraddistinto se avesse messo in bacheca il trofeo numero 32 della carriera tra club e nazionale.

 

Ronaldo furioso dopo la Supercoppa

Tutti sanno che il 5 volte Pallone d’Oro con le finali ha un rapporto tutto suo: sono il territorio di caccia del campione di Madeira e siccome non ne perdeva una da quella di Supercoppa spagnola del 2014 contro l'Atletico Madrid, lo schiaffo gli ha fatto ancora più male.

 

chiellini

In questi quasi 5 anni e mezzo, per la precisione 64 mesi, ne aveva giocate 11 (la finale di Supercoppa europea del 2016 vinta dal Real contro il Siviglia l’ha vista dalla tribuna complice l’infortunio a Euro 2016) e in tutte era uscito vincitore. La dodicesima gli è risultata fatale nonostante anche stavolta lui abbia fatto tutto il possibile per essere decisivo: dribbling, impegno, conclusioni e incitamenti ai compagni. Gli è mancato il gol, che sarebbe stato il ventesimo in 29 finali. Spera di segnarlo nella numero 30, a Istanbul il 30 maggio quando in palio ci sarà la Champions League.

 

Ronaldo e la voglia di Pallone d'Oro

cr7

Da gennaio però c’è da scommetterci che Ronaldo tornerà ancora più motivato. Vuole che il prossimo sia il suo anno, quello in cui conquisterà il sesto Pallone d’Oro e può riuscirci solo se giocherà una grande Champions con la Juventus e un Europeo super con il Portogallo. Si è messo in testa di vincere e segnare, senza cambiare squadra perché a Torino è felice e ha ancora due anni e mezzo alla fine del suo contratto. Come assicurato dal suo agente, Jorge Mendes, non pensa a un addio all'Italia e nelle prossime finali, ancora in bianconero, il risultato deve essere diverso da quello di Riyad.

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”