de ligt raiola

LA JUVENTUS SGANCIA 75 MILIONI PER DE LIGT MA DEVE SALDARE ALTRI 10,5 DI “ONERI ACCESSORI” AL PROCURATORE MINO RAIOLA - ZILIANI:DA REGOLAMENTO L'AMMONTARE DEL CORRISPETTIVO DOVUTO ALL'AGENTE PER L'ASSISTENZA FORNITA AD UN CLUB NON DEVE ECCEDERE IL 3% DEL VALORE DEL TRASFERIMENTO. LA FIGC SUGGERIVA UN TETTO (NON VINCOLANTE) E LA JUVENTUS L'HA IGNORATO. AL PRESIDENTE DELLA FIGC GRAVINA VA BENE COSÌ?”

Paolo Ziliani per il “Fatto quotidiano”

de ligt

 

La Juventus ha presentato il colpo da novanta del suo mercato, Matthijs de Ligt, il difensore dell' Ajax di 19 anni (ne compirà 20 il 12 agosto) che con il suo gol eliminò i bianconeri nell' ultima Champions League. Le cifre (ufficiali): 75 milioni all' Ajax e 10,5 di "oneri accessori", voce in bilancio con cui la società definisce l'intermediazione dei procuratori (in questo caso il potentissimo Mino Raiola). Tutto chiaro, tutto nero su bianco. Anche regolare?

 

RAIOLA

Non più tardi di un mese fa, il 10 giugno 2019, la Federcalcio ha approvato il nuovo "Regolamento Agenti Sportivi", che all' articolo 5.8 ("Remunerazione dell' agente sportivo") recita: "Il mandato deve specificare l' ammontare della remunerazione prevista per l' agente sportivo, che può essere stabilita o in una somma forfettaria ovvero in una percentuale calcolata sul reddito complessivo lordo del calciatore o sui valori della transazione.

 

Nel caso di opzione percentuale, le parti possono fare riferimento ai seguenti criteri per la sua determinazione: a) l'ammontare totale della remunerazione dovuta all' Agente sportivo non dovrà eccedere il 3% della retribuzione fissa complessiva lorda del calciatore; b) l'ammontare totale del corrispettivo dovuto all' Agente sportivo per l' assistenza fornita ad un club non dovrà eccedere il 3% del valore del trasferimento".

 

MINO RAIOLA

La Figc, insomma, suggeriva un tetto (non vincolante). La Juventus l'ha completamente ignorato. Raiola ha strappato per sè una commissione di 10,5 milioni: che se calcolata sul valore del trasferimento (75 milioni) supera di cinque volte il massimale, che sarebbe 2,25 milioni. 10,5 milioni sono il 3% di un trasferimento da 350 milioni, molto più ricco dell'affare più ricco della storia, quello di Neymar al PSG per 222 milioni.

 

Se invece questo 3% fosse calcolato sulla base dello stipendio lordo del giocatore, ciò significherebbe che la Juve corrisponderà a De Ligt nei prossimi 5 anni 350 milioni lordi, molti più dei 240 milioni in quattro stagioni pattuiti con CR7 . In ogni caso i conti non tornano. L'ingaggio di De Ligt, per la cronaca, è di 7,5 milioni a stagione che diventano 12 con i bonus.

 

PAOLO ZILIANI

E allora? Al presidente della Figc Gravina, che proprio in questi giorni sta stilando una black list di "dirigenti indesiderati", quelli che determinano voragini nei bilanci e fallimenti dei club, va bene che il più importante club italiano (ma l' andazzo è diffusissimo, purtroppo) paghi a un agente una parcella da 10,5 milioni per un affare da 75 e 10 a un altro agente (la mamma di Rabiot) per un' acquisizione a parametro zero?

 

Alla voce "oneri accessori" dei suoi ultimi tre bilanci, soldi dati agli agenti che escono e non rientrano più, la Juventus ha iscritto 51,8 milioni nel 2016 (l' anno di Pogba ceduto per 105 milioni: Raiola ne intascò 27 e se ne fece dare altri 2,6 dal giocatore e 19,4 dallo United: in tutto 49), 42,3 milioni nel 2017 e 24,3 milioni un anno fa (battuta dall' Inter: 24,9). Quest' anno con Raiola e mamma Rabiot siamo già a 20,5: e siamo solo all' inizio.

In tutto fanno 138,9 milioni con cui la Juve avrebbe potuto acquistare Mbappè, che costò al Paris Saint-Germain 135 milioni.

 

RAIOLA BALOTELLI

Il Barcellona, che era interessato a De Ligt, e il Manchester City, che voleva Cancelo (giocatore di Mendes), di fronte alle richieste sanguinose dei procuratori, ormai fuori controllo, hanno preferito farsi da parte. Secondo uno studio Fifa, negli ultimi 5 anni il calcio ha buttato 2 miliardi di dollari per i procuratori: dai 241 milioni del 2014 siamo passati ai 548 del 2018. È giusto continuare a vivere sotto un ricatto così vergognoso?

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…