giuseppe marotta andrea agnelli

“IL CAMPIONATO È FALSATO” - MAROTTA SPARA LA BOMBA DOPO IL RINVIO DELLE PARTITE E ATTACCA LA LEGA (E LA JUVE): “GIOCARE A PORTE CHIUSE SAREBBE STATO UN PESSIMO SPOT, MA LA CATENA DECISIONALE È STATA TUTTA SBAGLIATA. IL RISCHIO DI CHIUSURA DELLA SERIE A ESISTE” - L’ASSE AGNELLI-CAIRO-POZZO CHE HA FATTO INFURIARE LOTITO – SPADAFORA: “È STATA UNA DECISIONE AUTONOMA E NON È ACCETTABILE GIUDICARE LE SCELTE SECONDO UNA VISIONE DI PARTE”

 

 

1 – «Gli spalti vuoti affossano l'immagine del Paese» Così è nata la decisione

E.B. per “il Messaggero”

 

paolo dal pino

Le  porte chiuse non piacevano al calcio e non piacevano nemmeno al Governo. Giocare un match scudetto come Juve-Inter con 170 paesi collegati senza tifosi avrebbe dato una immagine di una Italia in piena emergenza coronavirus. Non certo lo spot migliore per il turismo con le vacanze di Pasqua in arrivo. Il calcio come vetrina. La scelta di rinviare le partite per evitare un danno d' immagine in tutto il mondo. Una decisione appoggiata anche dalla maggior parte dei ministri presenti nel consiglio fiume di venerdì. Le porte chiuse non facevano felici neppure i broadcaster tra l' altro nel momento in cui si deve discutere il rinnovo dei diritti televisivi.

 

cairo andrea agnelli

LE PRESSIONI

Ha vinto, dunque, la linea portata avanti con fermezza dal presidente della Juve Andrea Agnelli, che per tutta la giornata di venerdì e la mattina di ieri ha fatto forti pressioni sulla lega di A e sul presidente del Coni per far rinviare la gara. Al patron della Juve premeva più che altro non perdere i 5 milioni d' incasso dovendo restituire i soldi dei tagliandi già venduti. Oltre la Juve anche il Milan ha preteso lo spostamento della sfida con il Genoa.

gravina foto mezzelani gmt 029

 

Allineato e coperto anche Cairo del Torino. Così come l' Udinese che non voleva giocare contro la Fiorentina. Su questa gara, ha pesato molto anche la diffida inviata alla Lega dal governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga che non avrebbe dato l' autorizzazione ad aprire la Dacia Arena. Furibondi i Viola bloccati in Friuli da venerdì.

 

lotito

Situazione che ha creato grande fastidio nell' Inter che si sente penalizzata dalla scelta. Ai vertici nerazzurri non è piaciuto il comportamento del presidente Dal Pino (negli Stati Uniti per trattare i diritti tv internazionali) che secondo loro avrebbe favorito gli interessi dei bianconeri. Paradossale la situazione dei due club che a gennaio andavano a braccetto nel non voler votare il manager che a detta dei più era sponsorizzato da Lotito.

 

MAROTTA PARATICI

Il patron della Lazio è furioso per la scelta che favorisce il rivale Agnelli. Resta il senso di precarietà di una Lega di serie A come sempre prigioniera di se stesso e dei suoi molteplici interessi, soprattutto economici. Ora resta il pasticcio di un calendario quasi impossibile da sistemare. Basti pensare che se l' Inter dovesse arrivare alla finale di Coppa Italia e in quella di Europa League, in programma il 27 maggio, non avrebbe più date libere per recuperare il match con la Sampdoria.

 

FIGC E IL CASO CALENDARIO

 Qui torna d' attualità la discussione fatta in estate con la Figc che aveva suggerito, vista la dead line del 17 giugno causa Europei, di iniziare una settimana prima proprio per scongiurare eventuali problemi. La Lega, però, è andata dritta per la sua linea e ora deve trovare una soluzione. Questa mattina ci sarà un consiglio informale telefonico per capire come procede. In attesa di capire se il governo, nelle prossime ore, consentirà al calcio di giocare il prossimo weekend a porte aperte.

juve inter mandzukicvincenzo spadafora foto di bacco

Il 9 marzo prevista una Assemblea di Lega dai toni molto accesi.

 

2 – SPADAFORA SPIEGA «HA DECISO LO SPORT»

Valerio Piccioni per “la Gazzetta Sportiva”

 

Il rinvio delle cinque partite destinate alle porte chiuse - oggi si deciderà su Samp-Verona di domani sulla base dell' ordinanza della regione Liguria, confermata mercoledì a porte aperte Juve-Milan di coppa Italia ma senza tifosi lombardi, veneti ed emiliano-romagnoli - scatena un mezzo putiferio.

 

PAOLO DAL PINO

Piovono critiche e allora Vincenzo Spadafora prova a spiegare i meccanismi della decisione, anche in relazione alla paternità della svolta che ha portato a spostare metà giornata al 13 maggio. In pratica, dice il ministro dello Sport in una nota, la proposta l' hanno fatta «unanimemente» le istituzioni sportive, «io l' ho accolta con favore», mentre la questione delle «ripercussioni a livello agonistico di questa decisione compete agli organi sportivi».

 

agnelli marotta

Cioè: il calendario non l' ho fatto né cambiato io. Nella giornata di venerdì, Spadafora aveva visto la task force della Federcalcio. Nella delegazione c' era ovviamente anche la Lega di A con il suo ad Luigi De Siervo, ma per tutta la giornata ci sono stati frequenti contatti telefonici pure con il neopresidente della Lega di A, Paolo Dal Pino. «Così si sono gettate le basi per condividere una linea che ha come obiettivo primario quello di contribuire a uscire da un momento delicato - dice il presidente federale Gabriele Gravina - nel massimo rispetto delle indicazioni della comunità scientifica».

VINCENZO SPADAFORA GIOVANNI MALAGO'

 

Anche Giovanni Malagò condivide la strada scelta: «Capisco le ragioni di chi si sente colpito o danneggiato da certe scelte - spiega il presidente del Coni - ma credo che col rinvio sia stata data a tutti gli sportivi e i tifosi la possibilità di non essere tagliati fuori da una legittima e doverosa volontà di partecipazione».

 

Si riferisce anche a tutto questo Spadafora: «La valutazione unanime dei vertici del mondo sportivo e calcistico è stata quella di prediligere il rinvio piuttosto che giocare negli stadi vuoti, tenendo conto anche delle ripercussioni a livello di immagine sul nostro Paese».

 

marotta meme

Spadafora ribadisce però che si è trattato di «una decisione autonoma. E non è accettabile in un momento come questo, giudicare le scelte secondo una visione di parte. Come la politica, così lo sport - dai dirigenti ai tifosi - dovrebbe essere in grado di andare oltre il proprio diretto interesse».

 

3 – MAROTTA GUIDA LA RIVOLTA: «LA STAGIONE È FALSATA HANNO SBAGLIATO TUTTO E NESSUNO CI HA ASCOLTATO»

Guido De Carolis per il “Corriere della Sera”

lotito marotta

 

Giuseppe Marotta, lei è amministratore delegato dell' Inter e consigliere federale in rappresentanza della Lega serie A. Non crede che il rinvio di Juventus-Inter e delle altre partite sia arrivato in colpevole ritardo?

paolo dal pino

«Certo che sì. Il campionato così è falsato, bisogna garantirne la regolarità, salvaguardare la corretta competitività e in questo modo non lo si è fatto per nulla. Lascia sconcertati una decisione simile a poche ore dal match: è molto grave. Il governo dà certe direttive, ma il calcio ha le sue regole, è un fenomeno sociale impattante e la Lega serie A non può decidere in questo modo caotico. Al giovedì si fa un comunicato per dire si gioca, al sabato un altro per bloccare tutto: vi pare possibile? Giocare a porte chiuse sarebbe stato un pessimo spot, ma la catena decisionale è stata tutta sbagliata».

 

In molti accusano la Juventus di aver fatto pressione sulla Lega. È vero?

conte marotta

«Non mi interessa. Se è stato il governo a spingere sulla Lega non ci sono altre capziosità. Il mio rimprovero va comunque al presidente della Lega, Paolo Dal Pino, che ha deciso senza riunire un consiglio straordinario, senza sentire nessuno: è sbagliato. Bisognava salvaguardare il campionato, sennò per forza poi emergono certi discorsi. Per questo l' Inter ha chiesto e ottenuto per oggi un consiglio straordinario di Lega».

 

juve inter

Lei parla di campionato falsato, perché?

«C' è un' alterazione degli equilibri, è lampante. È tutto stravolto: allenamenti, forma fisica e psicologica delle squadre. È diverso scendere in campo con un distacco minimo o più ampio. La verità è che bisognava rinviare tutta questa giornata».

 

Non si potevano giocare a porte chiuse già le partite della scorsa settimana, come è successo all' Inter in Europa League contro il Ludogorets?

«Il tutto è stato affrontato con grande leggerezza, lo strumento delle porte chiuse doveva e poteva essere usato».

 

C' è il rischio che la prossima giornata si possa giocare di nuovo a porte chiuse?

«Le porte chiuse sono morte. Cinque partite sono state rinviate per non giocare senza pubblico, perché domenica prossima chi gioca in casa dovrebbe accettare di farlo a porte chiuse? Se si gioca ora lo si farà a porte aperte».

 

marotta nedvedallegri agnelli marotta

Ma se salta un' altra giornata, il campionato rischia davvero di essere interrotto?

«Il rischio di chiusura della serie A esiste. Non ci sono più date, il calendario è troppo fitto, adesso va anche spostata la data e la sede della Coppa Italia. È stato fatto un caos e lo ridico ancora: bisogna scendere da 20 a 18 squadre».

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...