gian paolo ormezzano

“GIANNI MINÀ MI INVITÒ ALLA CENA CON ALÌ, SERGIO LEONE, DE NIRO E GARCIA MARQUEZ. NON CI ANDAI PERCHÉ PENSAVO CHE MI PIGLIASSE PER IL SEDERE! GLI RISPOSI CHE IO CENAVO COL PAPA” – IL MITOLOGICO GIAN PAOLO ORMEZZANO, INVIATO E DIRETTORE FRA "TUTTOSPORT", "LA STAMPA", "FAMIGLIA CRISTIANA", APRE IL CASSETTONE DEI RICORDI: "CON BEARZOT E SIVORI RISCHIAI L'ARRESTO NELL’ARGENTINA DEI GENERALI - ALI' SOSTENEVA CHE UNO DEI 7 RE DI ROMA FOSSE NERO"- IL BOTTA E RISPOSTA CON LO JUVENTINO VELTRONI E QUELLA VOLTA CHE UNA COMMESSA GLI CHIESE “MA PERCHE’ CE L’HA COSI’ PICCOLO?”. SI RIFERIVA A…

Paolo Tomaselli per corriere.it - Estratti

 

Gian Paolo Ormezzano Sara Simeoni

Circondato da libri, giornali e da due grandi riproduzioni di Botero — in entrambe c’è una corrida dove a trionfare è il Toro, con la T maiuscola come la squadra del cuore — Gian Paolo Ormezzano, una vita da inviato e direttore fra Tuttosport, La Stampa, Famiglia Cristiana, tantissima tv e ora il Corriere di Torino, svela il segreto della longevità.

Qual è?

«Vivo da solo e lavoro ancora tanto, magari scrivendomi addosso. Ho tre figli e otto nipoti che mi scortano caldamente verso i 90».

 

Senza tanta tecnologia e foto celebrative.

Gian Paolo Ormezzano

«Per le immagini, la penso come gli animisti: ho paura che mi rubino l’essenza. Per la tecnologia, ho un telefono vecchissimo, l’ho preso quando avevo appena terminato 90° minuto e mi riconoscevano un po’ tutti. La commessa del negozio mi ha chiesto il numero per la garanzia, gliel’ho detto forte, sei sole cifre, e lei di rimando: “Ma perché ce l’ha così piccolo?”. Nemmeno in una scena di Vanzina».

 

Da maestro di leggerezza, cosa ricorda della guerra?

«D’inverno Giorgio Bocca mi insegnava a sciare. Eravamo sfollati a Limone Piemonte, dove davamo rifugio alla famiglia di Pitigrilli, lo scrittore porno-soft che faceva impazzire l’Italia. Non sapevamo ancora che era una spia dell’Ovra, a noi portava sempre i polli, poi smise all’improvviso: “Sono vegetariano, non mangio più cadaveri”. Ricordo ancora la faccia stranita di mia nonna».

 

GIANNI MINA - ROBERT DE NIRO - MUHAMMAD ALI - SERGIO LEONE - GARCIA MARQUEZ

Il 4 maggio sono stati i 75 anni dalla tragedia di Superga. Quando la racconta ai nipoti cosa dice?

«Per me è l’assoluto. È l’unica cosa in cui il mio amico fraterno Boniperti, che ha chiamato il suo primogenito Gian Paolo come me, non osava contraddirmi. Lui, come Gianni Agnelli, amava pazzamente quella squadra».

Lei è un tifoso caldo?

«Quando salvarono la Sindone dalle fiamme, il mio amico Veltroni, all’epoca ministro della Cultura, venne a Torino, dove fra l’altro andò a vedere la sua amata Juve, ko 3-0 con l’Udinese. Il giorno dopo ci ritrovammo a Roma per una riunione del Cio in vista di Torino 2006.

 

Nella sessione, coi microfoni già aperti, dissi a Veltroni di tornare a Torino quando voleva, che la Sindone l’avremmo lasciata anche bruciare purché la Juve perdesse ancora. “Sei il tifoso più bieco che conosca” sibilò lui. “Detto da te è un complimento” replicai. Il presidente del Cio Samaranch ci guardava come fossimo due pazzi».

 

Gian Paolo Ormezzano

La morte di Coppi del 2 gennaio 1960 fu il vero inizio della sua carriera?

«I capoccia del giornale erano reduci dal veglione e la malattia non sembrava grave, così spedirono a Tortona il giovanotto di redazione. Fu un servizio a colpi di edizioni straordinarie. Il direttore di Tuttosport, Antonio Ghirelli, si complimentò, rimproverandomi però l’uso della parola “nazista” superuomo. Poco dopo mi mandò a Squaw Valley per la prima delle mie 25 Olimpiadi, poi al Tour vinto da Nencini e all’Olimpiade di Roma col trionfo del mio compagno di scuola Livio Berruti: lo riaccompagnai a Torino, prendendo la multa per eccesso di velocità».

 

Cosa c’era nell’aria in quell’Italia che rinasceva?

domenico fioravanti

«Qualcosa di meraviglioso. Credevamo tutti a tutto e molte cose capitavano. Avevo la sensazione costante di vincere la lotteria. Tutto è iniziato col nuoto: in vasca non ero male, ma perdevo sempre da Carlo Pedersoli, futuro Bud Spencer. Portavo i risultati delle mie gare a Tuttosport».

Il servizio più pericoloso?

«Forse in Biafra, dopo i Giochi africani in Nigeria: avevo un visto fasullo e avevo paura di non tornare, anche perché un tassista mi portò via tutti i soldi».

Il più incredibile?

«A Cape Canaveral, estate 1969, per il lancio dell’Apollo 11 verso la luna: era il record del mondo di salto in alto, dovevamo esserci anche noi. E Gazzetta e Corriere dello Sport furono costretti anche loro a mandare l’inviato. Nel 1966 invece ero stato l’unico giornalista italiano in Cina, con passaporto francese: però mi giocai male lo scoop».

ORMEZZANO

(...)

L’Avvocato la svegliava?

«Sì, ma la chiamata più strana non fu di mattina: mi convocò per chiedermi se non credevo che il granata Gabetto somigliasse molto a Padovano, l’attaccante della Juve...».

Con Alì come andò?

«Nel 1974 a Kinshasa gli feci una lunga intervista durante il massaggio, un grande colpo grazie al mio amico Gianni Minà. Alì sosteneva che uno dei sette re di Roma fosse nero e continuava a dire “Asdrubal”. Lo corressi con “Annibal”, ma quando gli spiegai che era un condottiero cartaginese, peggiorai l’equivoco».

ORMEZZANO I CANTAGLORIE COVER

Minà la invitò alla mitica cena con Alì, Sergio Leone, De Niro e Garcia Marquez. Perché non ci andò?

«Perché pensavo che mi pigliasse per il sedere! Gli risposi che io cenavo col Papa».

Una cena memorabile l’avrà fatta anche lei.

«Argentina 1978, con Bearzot e Sivori. Omar aveva appena terminato di lamentarsi per ciò che si scriveva sulla dittatura, quando ci bloccò la polizia segreta per controllarci i documenti. Bearzot lo pregava: ‘‘Omar non fare scenate, se no ci ammazzano”».

 

 

(...)

enzo ferrari.

Come le uscì a Sydney la domanda a Fioravanti, doppio oro nella rana: «Sai nuotare?».

«Volevo chiedergli se sapesse nuotare sott’acqua, ma troncai un pezzo. Mi guardò come un demente».

Oggi c’è uno sportivo che vorrebbe conoscere?

«Forse l’inglese che ha attraversato l’Africa una maratona dopo l’altra. Io ne ho corse due, a New York e a Torino, dove arrivai penultimo ma fui premiato perché l’ultimo non si presentò. Ora ho 14 stent e ho l’aorta rifatta meccanicamente. Era partita col secondo dei miei tre Covid: ho scritto “Gotta continua”».

Gian Paolo Ormezzano

walter veltroni foto di bacco

 

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...