alice pignagnoli

“IO TRATTATA COME UNA ROBA VECCHIA PERCHÉ SONO RIMASTA INCINTA" – PARLA ALICE PIGNAGNOLI, PORTIERE DELLA LUCCHESE SQUADRA MILITANTE NEL CAMPIONATO DI SERIE C FEMMINILE, MESSA FUORI ROSA DOPO AVER COMUNICATO DI ESSERE IN DOLCE ATTESA – IL CLUB HA SOTTOLINEATO CHE LEI NON È TITOLARE DI ALCUN CONTRATTO DI LAVORO IN QUANTO ATLETA NON PROFESSIONISTA: “A CESENA NEL 2019 PER LA PRIMA GRAVIDANZA ANDO’ BENISSIMO. MI RINNOVARONO IL CONTRATTO E POCHI GIORNI DOPO IL PARTO ERO IN CAMPO”

Duccio Mazzoni per “la Repubblica”

 

alice pignagnoli

«Mi hanno escluso dalla squadra con la sola colpa di essere incinta». A raccontare la sua brutta storia a Repubblica è Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese, squadra militante nel campionato di serie C femminile, messa fuori rosa dopo aver comunicato di essere in dolce attesa.

 

Alice, che è successo in questi ultimi mesi?

«Un sabato di ottobre ho scoperto di essere incinta. La domenica successiva per rispetto ho giocato la partita, ma il martedì, alla ripresa degli allenamenti ho comunicato la notizia al mister.

 

La squadra e l'allenatore, pur dispiaciuti perché non potevo più giocare, sono stati carinissimi con me, ma non posso dire altrettanto dell'amministratore delegato. Una volta appresa la notizia ha contattato il mio procuratore, dicendo che ero venuta meno agli impegni presi in agosto. Ho risposto dicendo che se mi fossi infortunata al ginocchio sarebbe stata la stessa cosa ma non erano dello stesso avviso. La segretaria mi ha comunicato che mi avrebbe svincolato, anche se non era possibile per contratto. Da lì mi è stato chiesto di riportare il materiale, mi hanno buttato fuori dal gruppo squadra e mi hanno chiesto di liberare il posto letto. Insomma, mi hanno trattato come una cosa vecchia».

 

alice pignagnoli

La Lucchese ha comunicato che l'attività è stata sospesa di comune accordo, che le verranno riconosciuti gli importi fino al termine della stagione e che lei non è titolare di alcun contratto di lavoro in quanto atleta non professionista

«Si, ma dispiace constatare che gli stipendi arretrati sono stati saldati soltanto dopo l'impatto mediatico creato dal mio caso. Basterebbero delle semplici scuse e l'ammissione di aver sbagliato. Ecco se la Lucchese dicesse abbiamo sbagliato, non fatelo anche voi, sarei contenta».

 

Con la prima gravidanza, tre anni fa era andata diversamente?

«Nel 2019 a Cesena quando sono rimasta incinta per la prima volta andò tutto benissimo. Ho trovato una società che mi ha sempre rimborsato tutto, ma soprattutto ho continuato a farmi vivere con le mie compagne. Andavo agli allenamenti, facevo le trasferte, le cene, insomma ero parte di un gruppo. Mi hanno rinnovato il contratto al settimo mese di gravidanza e pochi giorni dopo il parto ero in campo».

 

La sua storia riporta in auge il problema della maternità.

«È un qualcosa che deve essere risolto in tutti i lavori, ma è chiaro che nello sport tutto è amplificato perché dall'oggi al domani non puoi più praticare la tua professione. Programmare la tua vita con l'impossibilità di essere tutelata diventa difficile. In altri paesi le donne sono aiutate, qui invece sembra un ostacolo non risolvibile. Tante altre sono state nella mia situazione con gli stessi problemi e spero che la mia esperienza sia un insegnamento»

alice pignagnoli 3

 

È difficile raccontare una storia del genere in un mondo, quello del calcio femminile, da poco sbarcato nel professionismo.

«È stato un bel traguardo, ma riguarda soltanto pochissime atlete, la parte apicale del sistema dove ci sono magari straniere e calciatrici con stipendi altissimi. Nelle serie inferiori si assiste a ragazze sotto pagate, a gente che gioca e lavora per 400 euro al mese e magari vive a cento chilometri di distanza, senza una casa propria ma magari in una stanza con quindici persone. Uno prova ad andare avanti ma diventa complicato quando c'è chi aspetta un tuo passo falso per prenderti il posto».

 

Nel suo futuro c'è ancora passione per il calcio nonostante tutto?

«Adesso a giugno partorirò e poi sono pronta a rimettermi in gioco. Spero ci sia una società che mi offra una possibilità ma chi mi cercherà troverà una mamma con due bimbi».

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)