“MARADONA NON SI È MAI DROGATO PER MIGLIORARE LE SUE PRESTAZIONI SPORTIVE, ANZI QUESTO LO HA PURE LIMITATO” – IL RICORDO DI CIRO FERRARA: “MARADONA NON È STATO UN BUON ESEMPIO? LUI NON ERA UN EROE MA UN ANTIEROE PERCHÉ NELLE SUE DEBOLEZZE È RIUSCITO AD ESSERE IL PIÙ GRANDE DI TUTTI. E’ MORTO IN SOLITUDINE. IL MIO RAMMARICO E’ STATO QUELLO DI…” – CASSANO: “LO CONOBBI NEL 2003. QUANDO MI HA ABBRACCIATO, MI SONO CAGATO SOTTO…” – VIDEO

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MARADONA FERRARA 2 MARADONA FERRARA 2

“Maradona non si è mai drogato per migliorare le sue prestazioni sportive, anzi questo lo ha pure limitato”. Ciro Ferrara in diretta su Twitch con Vieri, Adani, Cassano, Ventola e Zanetti ricorda la sua amicizia con Diego: “A lui mi legano ricordi indelebili. Sono stato l’unico rimasto sempre al suo fianco”.

 

diego armando maradona e ciro ferrara diego armando maradona e ciro ferrara

A chi dice che El Diez non ha rappresentato un buon esempio per i ragazzi l’ex terzino di Napoli e Juve replica: “Le agenzie formative dei ragazzi sono la famiglia, la scuola e lo sport. Diego ha sempre detto di non voler rappresentare un modello. Ha commesso degli errori, che tra l’altro ha pagato sulla sua pelle. Non è stato un eroe ma un antieroe perché nelle sue debolezze è riuscito ad essere il più grande di tutti”.

 

Ferrara, che si commuove pensando agli ultimi momenti di vita di Maradona vissuti in solitudine, confessa il suo rammarico: “All’epoca avevo 17 anni. Mai mi sarei sognato di andare a fermarlo. Non avevo la personalità per affrontare Diego. L’unica cosa che potevamo fare era dirgli di venire al campo perché solo lì lui riusciva a distaccarsi dal suo lato oscuro. Le sue zone di luce e di ombra lo rendono un personaggio affascinate e umano”.

vieri ferrara cassano adani ventola vieri ferrara cassano adani ventola

 

Cassano ammette: “Ogni volta che parlano di lui mi metto a piangere. Nessuno sportivo, tranne forse Federer, è riuscito a farsi amare da tutti. Non mi avvicinerei minimamente a lui. Io quando giocavo con quelli meno bravi diventavo matto per farli capire come muoversi. Lui non ha mai mancato di rispetto a nessun compagno, aveva una pazienza infinita…”. Poi rivela cosa accadde quando si conobbero nel 2003: “Io, di solito, non ho paura di parlare con nessuno. Ma quando mi ha abbracciato, mi sono cagato sotto. Tremavo. Non sono riuscito a dire una parola…”

 

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