larissa iapichino

“A ME SI CHIEDE DI RENDERE SUBITO MA HO 22 ANNI E MI SERVE TEMPO PER MIGLIORARE” – LARISSA IAPICHINO, FIGLIA DI FIONA MAY, PARLA DOPO LA VITTORIA IN DIAMOND LEAGUE NEL SALTO IN LUNGO – IL QUARTO POSTO ALLE OLIMPIADI? “NON SONO SODDISFATTA. ‘STI GIOCHI LI AVEVO FATTI TROPPO DA FIABA, LI HO IDEALIZZATI. L'ATLETICA ITALIANA MI CONSIDERA UNA VETERANA, MA DEVO ANCORA IMPARARE A NAVIGARE. CHI, COME ME, HA AVUTO OGNI MEZZO SA QUANTO È ALTA L'ASPETTATIVA. SOLITA STORIA, MA…” (POCHE CHIACCHIERE, BISOGNA SOLO ALLENARSI DI PIU’ E MEGLIO!)

Giulia Zonca per “la Stampa” - Estratti

 

larissa iapichino 45

Un diamante, proprio come una Olimpiade, non è per sempre. Larissa Iapichino ha portato il suo da Bruxelles a Firenze dopo una notte speciale in cui tre azzurri hanno vinto la finale di Diamond League, il circuito più importante per i meeting di atletica. Fabbri nel lancio del peso, Tamberi nel salto in alto e Iapichino nel lungo.

 

Tre nomi pesanti e tre atleti che hanno vissuto Olimpiadi complicate.

«È una chiave di lettura, ma per me il diamante non è un riscatto, non è una risposta.

Le Olimpiadi sono archiviate, lontane. Guardo sempre avanti. Mi tengo la foto meravigliosa di noi tre insieme, con Gimbo e Leo euforici».

FIONA MAY LARISSA IAPICHINO 4

 

(...)

 

Olimpiadi archiviate da quarta, con che insegnamento?

«Mi hanno formata: so che non devo ritenerla una brutta prestazione, non ne sono soddisfatta ma non è il risultato che mi ha fatto pensare, è proprio l'esperienza. Ho iniziato a sognare i Giochi da bimba, all'asilo. Li ho aspettati, immaginati, ci sono arrivata in forma solo che poi certe gare sono di testa e non di gambe. Sono stati strani».

 

In che cosa le Olimpiadi rispondevano ai racconti dei suoi genitori e in che cosa sono completamente diverse?

«Lo spirito olimpico è proprio come mi è stato descritto. Una piccola magia: stare circondata da stranieri però dentro una comunità, con i tuoi idoli che lì sono come te.

FIONA MAY LARISSA IAPICHINO

Poi sti Giochi li avevo fatti troppo fiaba, li aspettavo talmente da tanto che li ho idealizzati. Sono stati un confronto con la me bambina e ormai sono un'altra persona. Adesso li ho vissuti, ai prossimi niente favole».

 

Lei in pedana è il ritratto della grinta, a Parigi si è definita svuotata. Ha capito perché?

«Ci ho ragionato a lungo, solo che non serve. Ho messo via quei giorni con la consapevolezza di essere comunque uscita da una situazione tosta. Ci sono certi piccoli problemi che tornano e li devo affrontare. Ancora non ho trovato la mia identità e lo so che l'atletica italiana mi considera una veterana, ma ho 22 anni e devo accettare di avere tanto da migliorare, capire bene chi sono. Direi che devo ancora imparare a navigare e per quello serve tempo».

 

A 22 anni ci si aspetta molto da lei perché è figlia di Fiona May, due argenti olimpici ai Giochi proprio nel lungo, perché la allena suo padre, Gianni Iapichino, che era anche il tecnico di sua madre o succederebbe comunque?

LARISSA IAPICHINO

«Ci so stare. Questa è la mia vita e i confronti non mi fanno paura. Sono la prima a sentirmi pronta senza esserlo fino in fondo, bisogna saper aspettare, aggiungere i pezzi necessari ad affrontare i diversi momenti. Nello sport ognuno ha un suo punto di maturazione, quello in cui sai gestire la personalità».

 

Giovani non considerati, giovani sotto pressione, giovani giudicati. Lei come vorrebbe essere trattata?

«Gli scontri generazionali esistono da sempre. Noi siamo nati in un mondo nuovo: globale, connesso, tecnologico, sentiamo sia lo stacco sia la pretesa. Chi, come me, ha avuto ogni mezzo a disposizione da subito sa quanto è alta l'aspettativa. Hai avuto il mondo senza sforzi ora rendi. Solita storia, ma noi ventenni, oggi, affrontiamo il contrasto a modo nostro. Intimo, senza rivoluzioni».

 

larissa iapichino

Affrontiamo un pettegolezzo che fa da tormentone alla sua carriera, così lo mettiamo via. È vero oppure o no che la presenza in contemporanea di papà e mamma sugli spalti durante le gare la agita?

«Non capisco perché c'è chi si diverte a guardare nella vita degli altri e a decidere pure che cosa ci succede dentro e quali sono i problemi. Non c'è senso in questa diceria».

 

larissa iapichino fiona may

Chiarito ciò. Come evolve il rapporto con un tecnico-padre?

«Per me è fondamentale lavorare con una persona che ha fiducia nelle mie capacità, che crede in me al di là del singolo risultato. Mi piace sperimentare e mio padre lo fa moltissimo, nutre la mia curiosità».

 

Esclude una esperienza all'estero?

«So che non rendo fuori dalla comfort zone. A Firenze c'è la quotidianità, l'università, le persone di sempre che mi aiutano a sentirmi ancora ragazzina e non mi fanno perdere lo spirito con cui ho iniziato».

 

larissa iapichinolarissa e gianni iapichino

(...)

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?